– Una serie di indici PMI rilasciati in settimana hanno confermato la robustezza dell’economia globale……..
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Monte dei Paschi di Siena
Negli USA l’indice PMI non-manifatturiero ha toccato il livello massimo degli ultimi 12 anni, mentre nell’area euro il PMI composito rimane su livelli compatibili con una crescita del Pil robusta anche nel terzo trimestre. I dati sul mercato del lavoro USA, distorti dalla stagione degli uragani, hanno mostrato segnali contrastanti, con il mercato che si è concentrato sulla parte forte del report: il calo del tasso di disoccupazione (al 4,2%, nuovo minimo ciclico e livello più basso dal 2001) e l’accelerazione della crescita dei salari (al 2,9% annuale vs. 2,6% atteso).
– Ennesima settimana di rialzi degli indici azionari e dei rendimenti; da sottolineare in Europa la sottoperformance (per motivi diversi) di Italia e Spagna. Fatta eccezione per il marginale calo (0,04%) di marzo, lo S&P500 ha messo a segno a settembre l’undicesimo mese consecutivo di performance positive. Per il mercato azionario USA, solo la striscia di dodici mesi consecutivi prima del 1929 è stata più duratura.
– L’aumento del livello di conflittualità tra la Catalogna e la Spagna ha determinato una sottoperformance degli asset spagnoli. Sull’azionario l’IBEX soffre da diversi mesi nei confronti degli altri indici europei, e nella settimana passata ha ceduto un altro 2%. L’allargamento degli spread sui titoli spagnoli nei confronti del bund è stato di circa 20 punti base nella prima metà della settimana (a 133 punti base), ma buona parte di questo è stato riassorbito in chiusura di settimana e stamane si assiste ad un ulteriore restringimento (a circa 120 punti base). Infatti, dopo la mossa di alcune grosse aziende di muovere la loro sede fuori dalla Catalogna e le dimostrazioni in favore del dialogo, il clima sembra essere ora meno favorevole ad una dichiarazione di indipendenza.
OBBLIGAZIONI HIGH YIELD: IL RALLY PORTA I RENDIMENTI VICINO AI MINIMI STORICI
Le obbligazioni high yield continuano la loro buona performance, con gli indici USA e Euro rispettivamente al 7% e 6% dall’inizio dell’anno. Negli USA il livello dei rendimenti del settore (circa il 5,5%) si trova circa 80 punti base sopra il minimo raggiunto nel 2014. In termini di spread (circa 380 punti base) siamo circa 30 punti base sopra i minimi. Nell’area euro i rendimenti, poco sopra il 2,2%, si trovano sui livelli minimi storici, mentre gli spread sono ancora più elevati rispetto ai minimi toccati nel febbraio 2007.
IL SETTORE BANCARIO SOFFRE LE LINEE GUIDA DELLA BCE
Il mercato azionario italiano ha sottoperformato gli altri indici europei (-1,3% in settimana contro -0,2% dello Euro Stoxx) a seguito del comportamento del settore bancario, che ha sofferto in settimana le nuove linee guida della Banca Centrale Europea sulla gestione degli NPL (previsti accantonamenti più tempestivi e automatici per i nuovi flussi di crediti problematici che emergeranno dopo il 1 gennaio 2018). Le nuove misure hanno colpito in particolare il mercato italiano, non solo per il peso che il problema degli NPL ha nei bilanci del settore, ma anche per il peso relativamente elevato delle banche nell’indice generale. In settimana mediamente le banche italiane hanno perso circa il 5,5% contro una perdita attorno all’1% per le banche dell’area euro.
LA SETTIMANA
– Oltre agli sviluppi sul fronte spagnolo, altri due eventi politici da tenere sotto osservazione sono le elezioni politiche in Austria e le elezioni regionali tedesche in Bassa Sassonia, entrambi in programma domenica 15. Le negoziazioni per la formazione di un nuovo governo in Germania riprenderanno dopo questo appuntamento e saranno condizionate dal suo risultato.
– Pe quanto riguarda i dati macro, i numeri più attesi sono i prezzi al consumo di settembre negli USA e la produzione industriale di agosto nei maggiori paesi dell’area euro. Riguardo i primi, l’inflazione USA si è rivelata al di sotto delle attese per cinque mesi consecutivi; il mese scorso i numeri di agosto hanno interrotto questo trend e con la forte crescita dei salari venerdì è naturale attendersi una attenzione particolare ai numeri in uscita venerdì. Il consensus è per un deciso aumento dell’inflazione annuale al 2,3% dall’1,9% di agosto; tuttavia il core è atteso aumentare in misura più moderata (1,8% contro 1,7%).
Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


