L’attività del settore manifatturiero statunitense si è contratta oltre le attese nel mese di dicembre, toccando il minimo da giugno del 2009. E’ quanto emerge dall’indice Ism, elaborato dall’omonimo istituto, che il mese scorso è….
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Monte dei Paschi di Siena
sceso a 48,2 da 48,6 di novembre, mentre la mediana delle attese degli analisti proiettava una lettura a 49. Sotto la soglia 50, l’indice segnala contrazione dell’attività.
Il numero dei nuovi impieghi negli Stati Uniti è aumentato a dicembre di 292.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 5% a seguito di nuovi ingressi nella forza lavoro, un segno di fiducia nel mercato del lavoro. I dati di ottobre e novembre sono stati rivisti al rialzo di 50.000 unità. L’unico dato non robusto è quello relativo al calo di 1 centesimo di dollaro nei guadagni medi orari, probabile conseguenza di effetti di calendario che dovrebbero rientrare con la rilevazione di gennaio. Anche così, la crescita tendenziale dei guadagni orari medi raggiunge il 2,5%, da 2,3% di novembre. I solidi dati sul mercato del lavoro dovrebbero alleviare i timori sulla salute dell’economia e suggeriscono che la recente debolezza dell’attività è circoscritta soprattutto agli ambiti manifatturieri e orientati all’export, colpiti dalla forza del dollaro e dalla debolezza della domanda globale. Anche le azioni delle imprese volte a ridurre l’accumulo di scorte e i tagli di spesa nel settore energia hanno condizionato il recente andamento congiunturale. A seguito della debolezza di manifattura ed export gli analisti questa settimana hanno ridotto le stime di consenso del quarto trimestre allo 0,4% annualizzato, mentre le stime della Fed di Atlanta (i cosiddetti nowcast) sono state ridimensionate allo 0,7%. Nel terzo trimestre l’economia statunitense è cresciuta del 2% annualizzato. La crescita occupazionale a dicembre si è concentrata nel settore dei servizi, mentre è proseguita la perdita di occupazione nel settore energia, con un calo mensile di 8.000 unità che porta il totale di posti persi nel 2015 a 129.000 unità. La robusta crescita occupazionale nel settore delle costruzioni (+45.000 impieghi netti mensili) potrebbe essere ascritta a condizioni climatiche insolitamente miti rispetto alla normale stagionale.
La lettura finale dell’indice Pmi del settore dei servizi Usa si attesta a dicembre a 54,3, leggermente sopra la stima flash di 53,7 e in calo rispetto al 56,1 di novembre. L’indice composito si attesta a 54 contro la lettura preliminare di 53,5 e il dato di novembre a 55,9, secondo i dati elaborati da Markit. Si tratta del dato più basso da dicembre 2014. Il sottoindice dell’occupazione è stato rivisto in miglioramento a 53,1 da 53, contro il dato di novembre di 53,3. Per il sottoindice dei nuovi ordini si è registrata la lettura più bassa da gennaio 2015.
Nella zona euro i prezzi al consumo sono cresciuti meno delle attese a dicembre, alimentando la pressione sulla Bce verso un ulteriore allentamento della propria politica monetaria. I dati Eurostat mostrano infatti che i prezzi al consumo nei 19 paesi della zona euro sono cresciuti a dicembre dello 0,2% tendenziale, a fronte di attese per un rialzo dello 0,3%. Depurato dalle componenti volatili, di alimentari non lavorati ed energia, l’indice dei prezzi al consumo “core” ha registrato un incremento dello 0,8% su anno, sotto lo 0,9% atteso dal mercato e contro lo 0,9% di novembre.
L’attività del settore privato della zona euro a dicembre ha registrato un’accelerazione più sostenuta di quanto inizialmente stimato, con la creazione di posti di lavoro aumentata al ritmo più veloce di quasi un decennio. La ripresa arriva tuttavia a fronte di un nuovo taglio dei prezzi da parte delle aziende, secondo quando mostra l’indagine elaborata da Markit, e questo potrebbe portare ad una rinnovata richiesta di ulteriore stimolo da parte della Banca centrale europea che ad oggi non è riuscita a spingere verso l’alto l’inflazione. L’indice Pmi dei servizi, il settore più rilevante della zona euro, per il mese di dicembre è rimasto invariato a 54,2 rispetto a novembre ma è sopra la lettura flash di 53,9. Questo aiuta a sostenere l’indice composito, sintesi di manifattura e servizi, ai massimi da quattro mesi a 54,3 da 54,2 di novembre, leggermente più alto delle stime di 54,0. L’indice composito dei prezzi applicati dalle aziende è stabile a 49,5, per il terzo mese sotto la soglia 50 che separa la crescita dalla contrazione. Tuttavia i nuovi posti di lavoro creati dalle aziende sono cresciuti al ritmo più veloce dal maggio del 2011: il sotto-indice relativo all’occupazione è infatti salito a 52,8 a dicembre da 52,2.
Mercati rischiosi in forte ribasso in settimana, in conseguenza di una nuova caduta dei prezzi del greggio, indebolimento del cambio dello yuan cinese e forti ribassi per le azioni cinesi. Ancora una volta, l’incertezza deriva dal tentativo di capire se tali movimenti rappresentano indicazioni di future riduzioni della crescita globale oppure sono frutto di guerra dei prezzi tra produttori petroliferi, temperature medie superiori alla normale stagionale nell’emisfero settentrionale ed il frutto del necessario seppur doloroso processo di apprendimento da parte delle autorità cinesi nella gestione della transizione economica del paese. Sul mercato dei titoli di stato, i rendimenti dei decennali sono diminuiti di circa 15 punti base negli Stati Uniti, circa 10 in Germania (al livello minimo degli ultimi sei mesi di 50 punti base) e circa 20 nel Regno Unito.
Fonte: BONDWorld.it
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