Per la seconda settimana consecutiva i maggiori indici azionari hanno chiuso con variazioni settimanali inferiori all’1%. Dopo il violento sell-off di inizio anno che ha portato l’Euro stoxx ad un -18% l’11 febbraio,..
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Monte dei Paschi di Siena
ed un rally di entità simile, l’indice Euro stoxx ha speso la maggior parte del mese di maggio in un range di appena il 2% (2,4% per il Ftsemib, 2,2% per lo S&P500).

La settimana si apre con gli indici europei in territorio negativo, con perdite particolarmente severe per il FTSEMIB che soffre della debolezza del settore bancario. Durante il fine settimana si è svolto il meeting del G7 e l’attenzione è stata catalizzata dallo scambio di opinioni tra i ministri delle finanze statunitense e giapponese sulla politica dei tassi di cambio, con Taro Aso che ha espresso la sua frustrazione per il movimento di apprezzamento dello Yen (circa 9% contro USD) e le conseguenze che questo sta avendo sulle esportazioni giapponesi. Proprio questa mattina i dati sulla bilancia commerciale hanno corroborato questa visione, con un calo delle esportazioni ad aprile di circa il 10% in termini annuali, associato però ad un calo dell’import ancora più marcato (-23%).
Il tema della settimana passata, che condizionerà in tutta probabilità anche le prossime settimane, è stato il riaggiustamento del mercato all’evidenza emersa dalle minutes del FOMC del 27 Aprile. In sostanza, la Fed sta tenendo la porta aperta alla possibilità di effettuare il secondo rialzo dei tassi, dopo quello di dicembre, al prossimo meeting del 15 giugno. Le minutes hanno costituito un piccolo shock per il mercato, che prezzava una probabilità molto bassa (attorno al 5%) di un rialzo dei tassi, riportando in gioco il meeting di giugno. Post rilascio delle minutes la probabilità è salita al 32%, per poi stabilizzarsi attorno al 28% venerdì. I membri del FOMC paiono inclini a considerare un rialzo se il flusso di dati sosterrà l’ipotesi di una accelerazione della crescita, di un miglioramento del mercato del lavoro e di una inflazione che tende verso l’obiettivo del 2%.
E a proposito del primo elemento (accelerazione crescita), in settimana sono stati rilasciati due dati che puntano alla possibilità che l’indice ISM di maggio possa ritornare sotto il livello di 50, che convenzionalmente è associato ad un’espansione del settore. Infatti gli indici manifatturieri di NY e di Philadelphia sono usciti entrambi al di sotto delle attese ed in territorio di contrazione. L’indice ISM misura la fiducia degli imprenditori nel settore manifatturiero e, nonostante il settore pesi per poco più del 10% del totale dell’economia, mostra una correlazione molto alta con l’andamento generale dell’economia e viene rilasciato con una tempestività che lo rende il più importante singolo indicatore predittivo.

Tutto questo significa un esito del FOMC di giugno altamente dipendente dal flusso dei dati, ed un’alta volatilità associata agli indicatori che usciranno da ora sino al 15 giugno.
Ma come si stanno posizionando gli investitori per affrontare i mesi estivi? Le evidenze provenienti dalle survey1 che misurano posizionamento e sentiment degli investitori professionisti contengono alcuni elementi interessanti:
– il livello di liquidità dei portafogli è aumentato al 5,5%, storicamente elevato;
– solo il 12% registra un livello di rischio di portafoglio superiore al normale;
– dopo un lungo periodo di tre anni, la sotto-pesatura quasi strutturale del mercato azionario dei paesi emergenti relativamente ai mercati avanzati è stata eliminata, con il ritorno ad un posizionamento neutrale;
– con l’approssimarsi della data, il referendum sulla Brexit è diventato il principale “tail risk”. Nonostante il 71% degli investitori ritengano (con diverse gradazioni) la Brexit improbabile, l’allocazione degli investitori al mercato azionario inglese è scesa al livello minimo dal novembre 2008.
Negli scorsi anni diverse organizzazioni internazionali hanno messo in evidenza come la settimana più lunga in Europa in termini di ore lavorate è in Grecia. Questa osservazione si applica evidentemente anche al parlamento greco dal momento che le votazioni su importanti misure economiche vengono molto spesso prese di domenica. Ieri, il parlamento greco ha passato (153 voti favorevoli su 300) l’ennesimo pacchetto (dettagliato in un documento di 4mila pagine) che comprende misure dal sapore decisamente familiare: misure per agevolare la vendita dei crediti deteriorati delle banche, varo di un nuovo fondo per le privatizzazioni, aumento delle tasse. Inoltre sono state approvate delle clausole di salvaguardia che imporranno dei tagli automatici alla spesa nel caso in cui i target fiscali siano a rischio. Nell’Eurogruppo in programma domani la prima revisione del programma di aiuti sarà analizzata, ma il vero tema sarà la ristrutturazione del debito chiesta dall’IMF come condizione per la sua partecipazione al programma.
Oltre all’Eurogruppo, in settimana gli appuntamenti più importanti sono:
– gli indici PMI di maggio per area euro/Germania/Francia – Ad aprile gli indici PMI hanno registrato una stabilizzazione. Gli indici compositi di Germania e Francia di maggio sono usciti stamane ad un livello superiore alle attese, ed in mancanza di cattive sorprese da Italia e Spagna, dovrebbero permettere all’indice dell’area euro di rispettare le previsioni di un incremento (53,2 atteso da 53 di aprile). Il deterioramento visto nel primo trimestre ha lasciato questi indici ad un livello compatibile con una crescita dell’economia, confermata dall’incremento del Pil dell’area euro dello 0,5% ed una crescita decente in tutti i maggiori paesi.
– negli USA gli ordinativi di beni durevoli e la revisione del Pil del Q1 (atteso allo 0,8% dopo il preliminare 0,5%) sono i dati più importanti.

Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


