Un rialzo del prezzo del petrolio (brevemente sopra i 50 USD/barile giovedì), una soluzione (temporanea?) positiva della revisione del pacchetto di aiuti greco e alcuni indicatori ciclici soddisfacenti (indice IFO tedesco) hanno creato…
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Monte dei Paschi di Siena
un ambiente internazionale generalmente risk on nella settimana appena passata. I risultati sono stati: apprezzamenti attorno al 2-3% per i maggiori indici azionari, un rally del mercato del credito ed una buona performance di tutti gli assets emergenti. Il buon momentum si sta protraendo anche all’inizio di questa settimana con una buona chiusura degli indici asiatici ed una buona apertura in Europa, in una giornata comunque condizionata dalle festività pubbliche negli USA e Regno Unito.
L’avvicinamento verso gli importanti eventi di giugno (meeting del FOMC della Fed il 15, referendum Brexit il 23) procede con una settimana ricca di eventi e dati. Nell’area euro la settimana dei dati macro è dominata dai numeri sull’inflazione di maggio. Per quanto riguarda il numero aggregato in uscita martedì, il consensus si attende una variazione del -0,1% (-0,2% ad aprile). Anche per l’Italia ci si attende una salita di un decimo (consensus -0,3% contro il -0,4% di aprile).
In Italia verrà rilasciata anche la revisione del Pil del primo trimestre. Il dato preliminare tutto sommato decente (crescita sul trimestre dello 0,3%) potrebbe essere rivisto e si arricchirà dei dettagli sulle componenti. L’Istat ha già comunicato che la crescita è stata trainata dalla domanda interna, con le esportazioni nette (export-import) deboli. In particolare sarà interessante osservare il comportamento dei consumi delle famiglie dopo che le vendite al dettaglio di marzo hanno restituito un quadro del settore dei consumi non particolarmente incoraggiante. Nel bilancio del trimestre le vendite al dettaglio in volume sono aumentate di un solo decimo di punto percentuale (verso 2015Q4), dopo il declino dello 0,6% registrato nel quarto trimestre del 2015.
In settimana saranno rilasciati anche i dati di maggio sugli indici PMI, che misurano la fiducia degli imprenditori. A maggio l’indice PMI composito (manifattura + servizi) per l’area euro è sceso a 52,9 dal 53 di aprile. Il calo è avvenuto nonostante aumenti robusti in Germania ed in Francia. Questo dovrebbe indicare una performance insoddisfacente in uno o entrambi i paesi della periferia (Italia e Spagna). L’indice composito italiano ha toccato un massimo ciclico a dicembre (56), prima di registrare un calo nei primi tre mesi dell’anno ed un rimbalzo ad aprile, a cui seguirà dunque in tutta probabilità un nuovo calo a maggio.
Il 2 giugno è in programma un meeting della BCE che non dovrebbe apportare nessuna innovazione di rilievo alla politica monetaria. Atteso qualche ulteriore dettaglio sulle tecnicalità implementative del programma di acquisti di corporate bonds, che inizia durante il mese di giugno. Possibile qualche novità sul trattamento dei titoli greci post-conclusione della revisione del programma di aiuti avvenuto nella settimana appena passata. La BCE potrebbe annunciare che i titoli greci possono essere utilizzati nelle normali operazioni di rifinanziamento; un po’ più distante pare l’inclusione nel programma di acquisti.
Come ogni prima settimana del mese, negli Stati Uniti sono attesi i due principali indicatori macroeconomici. L’indice ISM è atteso in arretramento (consensus a 50,4 da 50,8 di aprile) sulla base del calo dei corrispondenti indicatori regionali (NY, Philadelphia, Richmond). I dati sull’occupazione (non-farm payrolls, NFP) sono invece attesi ripetere a maggio l’incremento visto ad aprile. Questa tornata di dati è decisiva per orientare sia le aspettative di mercato prima del FOMC del 15 giugno che l’esito del meeting. Gli sviluppi di mercato positivi visti recentemente devono essere stati di conforto per la Fed, che può quindi ragionare sui numeri macro senza condizionamenti dovuti ad un ambiente di avversione al rischio che sconsiglierebbe un rialzo. Il Pil dei primo trimestre è stato rivisto al rialzo (dallo 0,5% preliminare allo 0,8%) rendendo il bilancio meno deludente. Il bilancio dei dati del secondo trimestre punta ad una crescita robusta: l’indicatore GDPNow della Fed di Atlanta che combina in tempo reale il flusso dei dati in una stima della crescita del trimestre in corso è al momento al 2,9%; un indicatore similare della Fed di New York è al 2,2%. Ora è sufficiente che ISM e NFP non deludano perchè l’allineamento di aspettative di mercato, flusso di dati macro e una certa calma sui mercati finanziari permetta alla Fed di procedere con il secondo rialzo dei tassi.
Fonte: BONDWorld.it
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