Nessuna sorpresa dalla Bce che, nella riunione odierna, mantiene il costo del denaro al minimo storico dello 0,25% ed invariato allo 0% il tasso sui depositi presso l’Eurotower. Draghi conferma la forward guidance, ribadendo…
che il tasso di riferimento rimarrà al livello attuale o ad un livello più basso per un lungo periodo di tempo. La ripresa, nelle parole del Governatore, resta debole e sottoposta a downside risks, nonostante le stime sulla crescita dell’Area siano state leggermente riviste la rialzo per il prossimo biennio; le pressioni sui prezzi rimangono contenute nel medio termine (ribassate le previsioni sull’inflazione), con il Governatore che si dichiara perfettamente conscio dei rischi derivanti da uno scenario prolungato di bassa inflazione.
– Delusi quanti attendevano indicazioni su nuove misure di stimolo allo studio dell’Autorità, con Draghi, che si è limitato ad indicare come vi sia stata solo una breve discussione, in seno al board, sull’opportunità di fissare un tasso negativo sui depositi detenuti dagli istituti presso la Bce. Si allontana momentaneamente anche l’ipotesi di una nuova LTRO, sia perché l’incertezza sui mercati e le condizioni di funding non risultano così esasperate come due anni fa, sia perche tali operazioni hanno mostrato limiti nel far confluire correttamente risorse all’economia reale. La Bce si dichiara comunque “pronta e capace” di agire, in qualsiasi momento, con un ventaglio di opzioni disponibili per
sostenere l’economia.
– Draghi raffredda, poi, le attese per un’imminente pubblicazione dei verbali delle riunioni del board (le cosiddette minute), le cui modalità di diffusione devono ancora essere studiate attentamente, data la loro delicatezza.
– La BoE conferma il costo del denaro al minimo dello 0,50% ed invariato il proprio piano di acquisto di asset. Le misure di stimolo adottate da Londra producono effetti apprezzabili, tanto che le nuove stime sull’economia domestica rilasciate dal Cancelliere dello Scacchiere, Osborne, sono state riviste fortemente al rialzo: il Pil UK è atteso avanzare dell’1,4% nel 2013 e del 2,4% nel 2014.
Fonte: BONDWorld.it – MPS
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