BUND (contratto giugno 2011, ticker Bloomberg RXM1, PC 121,04): Dal picco a 131,36 del 31 agosto 2010, il Bund ha invertito tendenza, con una correzione fino a un minimo a 120,92 il 9 febbraio 2011 (-8% circa dai massimi), per poi rimbalzare fino a un massimo a 123,92 il 16 marzo e quindi ridiscendere verso i minimi, perforandoli marginalmente (nuovo minimo 120,73 il 1° aprile). Lo storno degli ultimi 7-8 mesi è avvenuto in corrispondenza del rally….
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dell’azionario. Si conferma l’impressione avanzata nel corso del 2010 di essere arrivati alla fine di un mercato toro generazionale (i tassi di interesse scendono da oltre 20 anni). Nonostante le rassicurazioni della Fed sull’assenza di rischi di inflazione core, la Bce ha iniziato a prendere atto delle tensioni inflazionistiche provocate dalla liquidità in eccesso. Siamo entrati in una fase di tassi reali negativi, in cui la liquidità in eccesso potrebbe creare più problemi di quanti possa contribuire a risolverne: un contesto in cui il mercato obbligazionario rimane particolarmente vulnerabile. Lo scoppio della “bolla” dell’obbligazionario forse non è prossimo, ma in termini di rischio-rendimento le scadenze medio-lunghe rimangono da evitare in ottica strategica e da valutare con prudenza esclusivamente in ottica tattica (al primo storno dell’azionario).
Per le prossime settimane. La tenuta del supporto in area 120,00/75 potrebbe consentire un rimbalzo tecnico (favorito da un possibile storno dell’azionario): un segnale in tal senso si avrebbe però solo al superamento della resistenza a 122,50, con obiettivo 124, poi 125 ed estensioni verso 126, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. La rottura di 120,00/75 provocherebbe una prosecuzione del trend ribassista a testare il supporto critico a ridosso di 118.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 124,50- 125,00 e quindi (50/200) in area 126,25/75. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 119,75-120,25 e quindi (50/200) in area 118,00/50.
CAMBI: EURUSD – USDJPY – EURJPY
EurUsd (PC 1,4170): dal massimo di periodo del 26.11.2009 a 1,5145 il cambio ha invertito tendenza, iniziando un profondo movimento correttivo, con un’accelerazione ribassista dopo la rottura del supporto psicologico a ridosso di 1,3000 all’inizio del mese di maggio 2010. La discesa si è spinta fino a toccare un minimo a 1,1876 il 07 giugno (-25,9% rispetto al massimo storico a 1,6038 del 15 luglio 2008). Dai minimi di inizio giugno 2010 è iniziato un forte rally che ha portato il cambio a toccare un massimo il 04.11.10 a 1,4282. Sono quindi riprese le vendite con una discesa a testare il supporto psicologico a ridosso di quota 1,3000 (min. 1,2867 il 10.01.2011). È quindi iniziato un rally che ha riportato le quotazioni verso i massimi di inizio novembre.
Per le prossime settimane. La dinamica degli ultimi 2 anni riflette un tentativo di stabilizzazione del cambio euro/dollaro, sottoposto a due forze contrastanti: da un lato, la debolezza strutturale del dollaro Usa, accentuata dalle politiche monetarie ultra-espansive della Fed (quantitative easing 1 e 2); dall’altro, la fragilità dell’area euro per i problemi del debito sovrano dei Paesi periferici, accentuata dalla quotazione “eccessiva” dell’euro stesso. La risultante è una sorta di impasse, di equilibrio instabile tra le due valute, che rimangono entrambe molto deboli nel confronto con le altre divisi principali. Graficamente, finché il cambio si muove nell’ampio canale laterale tra 1,2500 ed 1,4500 mancano segnali direzionali in ottica strategica; in ottica tattica una resistenza intermedia è individuabile a 1,4280, mentre un primo supporto è individuabile in area 1,3750-1,3850, sotto cui si avrebbe una veloce discesa verso 1,3300-1,3400, la cui rottura segnalerebbe nuovi tensioni contro l’euro, con obiettivo il forte supporto in area 1,2865-1,3000. La perforazione di tale supporto (prematuro) segnalerebbe la ripresa degli attacchi speculativi contro la moneta unica, il debito sovrano ed il settore bancario dei Paesi periferici. Le tensioni diventerebbero molto elevate al di sotto del supporto critico a 1,2500.
STRATEGIA esposizione: 100/200, invariata. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1,3200- 1,3300; in area 1,3000-1,3100 e quindi in area 1,2800-1,2900.
UsdJpy (PC 84,48): da inizio novembre 2010 a metà marzo 2011 il cambio si è mosso lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra 80,22 e 84,51. La perforazione dei minimi a metà marzo, sull’onda della catastrofe naturale che ha colpito il Giappone, ha provocato una discesa in panic selling con un minimo il 17 marzo a 76,59 (nuovo minimo storico, sotto il precedente minimo dell’aprile 1995 a 79,75). A seguito di un intervento concertato delle principali Banche Centrali per evitare un eccessivo apprezzamento dello yen che ostacolerebbe la ricostruzione, il cambio è risalito molto velocemente sui livelli pre-terremoto, toccando un picco a 84,72 il 1° aprile. L’impressione è che il trend dominante per il dollaro rimanga orientato al ribasso ma che ci sia la volontà politica di “gestirlo”: ciò dovrebbe supportare il dollaro contrastando quindi l’apprezzamento dello yen favorito dal rimpatrio di capitali in Giappone per fare fronte alla ricostruzione.
Per le prossime settimane. Finché il cambio si muove all’interno del trading-range 80,20/81 – 85/86 mancano segnali direzionali. Il superamento di 86 consentirebbe la prosecuzione del rimbalzo verso 87, con estensioni a testare la forte resistenza in area 88- 90. Solo al di sopra di 90 (prematuro) si avrebbe però un segnale d’acquisto più convincente per i mesi a venire. In ottica strategia un segnale rialzista si avrebbe comunque solo al superamento della resistenza critica a quota 95 (improbabile). Perdita di spinta sotto 82,50: la perforazione del supporto in area 80,20/81 (poco probabile) farebbe riprendere le vendite con obiettivo 79 e quindi il nuovo minimo storico del 17 marzo 2011 a 76,59; il supporto importante successivo è individuabile a 75,50.
STRATEGIA esposizione: 300/200, invariata. Possibili vendite (50/200) su salite in area 85,75-86,25, in area 86,90-87,40 e quindi in area 89,25/75.
EurJpy (PC 119,64): dai minimi del 10 gennaio 2011 a 106,84 è iniziato un forte rally – interrotto dallo scivolone post-terremoto in Giappone che ha riportato il cross sui minimi di gennaio (minimo del 17 marzo a 106,81) – con una salita a ridosso di 120 nelle ultime sedute.
Per le prossime settimane. Il quadro tecnico rimane moderatamente positivo. La tenuta di 115 manterrebbe un’impostazione tonica, confermata dal superamento della resistenza a 120 (in fase di test), con obiettivo 122,35 ed estensioni verso la forte resistenza a 125, dove dovrebbero prevalere le vendite. Rinnovata debolezza sotto 112, con conferma sotto 110,60 (poco probabile), per un nuovo test dei minimi a ridosso di 106,80, dove dovrebbero comunque esserci ordini in acquisto.
STRATEGIA esposizione: 200/200, incrementata (50/200) a 110 (area 109,75-110,25) ed a 107,155 (area 106,81-107,50); alleggerita (50/200) a 119,725 (area 119,40-120,05). Mantenere.
Analisi Montly
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
Autore: Maurizio Milano
Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
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