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Bonetti Financial: la Sterlina è recentemente stata messa sotto pressione

Borse asiatiche: Nikkei -1,25%, Hang Seng -1,31%, Shanghai Composite -1,76%….


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              Morgan Stanley per questa settimana suggerisce di comprare EurUsd a prezzo di mercato, target 1,17 e stop loss 1,10 e di vendere EurHuf a mercato con target 296 e stop 310

              Kuroda (Bank of Japan): lo strumento che abbiamo per allentare ulteriormente la politica monetaria è quello di tagliare ancora i tassi di interesse

              Fitch ha confermato il rating della Germania AAA con outlook stabile

              Probabilità di rialzo dei tassi di interesse FED a novembre 12.6%, dicembre 48.3%

Il punto sui mercati

La settimana passata la Federal Reserve ha comunicato che avrebbe lasciato i tassi di interesse invariati facendo però chiaramente intendere come sia intenzione del comitato intervenire in questo senso a dicembre, esattamente un anno dopo il precedente rialzo dai minimi storici. Nonostante già nei giorni precedenti alla comunicazione della FED il mercato ritenesse assolutamente improbabile  vedere un intervento da parte della banca centrale già a settembre, i giorni successivi al meeting della banca centrale hanno fatto si che quella passata fosse la settimana durante la quale il Dollar Index abbia registrato il più forte deprezzamento da metà agosto andando a perdere un – 0.7% rispetto alla precedente chiusura settimanale.

26092016

Con le elezioni presidenziali americane solamente pochi giorni dopo  il prossimo meeting del Federal Open Market Committee (FOMC) che si terrà a novembre e per le quali è estremamente improbabile che la banca centrale decida di alzare i tassi a cosi poca distanza da un appuntamento tanto importante, l’attesa degli operatori è ora interamente rivolta verso dicembre. L’analisi dei futures sui tassi di interesse indica come le probabilità di intervento il 2 novembre siano solamente del 12.6% mentre, prendendo il esame il 14 dicembre, queste salgano al 48.3%.

Sul fronte inglese, la Sterlina è recentemente stata messa sotto pressione dalle voci confuse diffuse dai membri del governo. Si è infatti notata una certa differenza tra le parole del Premier Theresa May con quanto detto dal ministro degli esteri Boris Johnson rispetto a quando il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea. É ben noto come l’incertezza sia un elemento sempre accolto poco volentieri dagli operatori e anche questa volta è stato cosi.

Infine, il mercato sta osservando con molta attenzione anche l’evolversi della situazione in Canada dopo che la settimana scorsa i dati sulle vendite al dettaglio e l’inflazione hanno decisamente deluso le attese andando a registrare un risultato ben inferiore rispetto al consensus degli analisti e si teme che questo possa andare a pesare sulla crescita il che, a sua volta, avrebbe un impatto negativo sull’occupazione. Se i prossimi numeri confermassero la tendenza negativa, CAD potrebbe entrare nel centro del mirino dei venditori.

Fonte: BONDWorld.it


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