I mercati azionari europei aprono la settimana sulla stessa nota della settimana passata, con rialzi robusti per i maggiori indici e una solida performance del settore bancario…..
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Monte dei Paschi di Siena
L’indice delle banche italiane è salito del 9,4% la scorsa settimana, sovraperformando l’indice bancario dell’area euro (6,2%), trascinando al rialzo il FTSEMIB (3,5%) e contribuendo all’1,6% dello Euro Stoxx. Nel frattempo i rendimenti obbligazionari hanno corretto di circa 5-6 punti base il movimento al rialzo verificatosi durante il mese di ottobre ed oggi sono in ulteriore ribasso di 2-3 punti base.
Stamane sono già stati rilasciati i primi numeri sugli indici PMI di ottobre nell’area euro. In Germania l’indice composito è salito più delle aspettative (55,1 contro 54,4 atteso e 54,3 in settembre) mentre l’indice Francese è risultato inferiore sia alle aspettative che al risultato di settembre. Per quanto riguarda l’area euro l’indice composito è salito a 53,7 (atteso: 52,8; settembre: 52,6). Sembrerebbe che dopo il moderato declino visto nella prima parte dell’anno, seguito da un declino più marcato post-Brexit, il livello di fiducia stia ritornando verso i massimi ciclici visti durante il 2015.
L’appuntamento più rilevante della settimana passata, il meeting della BCE, ha avuto come atteso un carattere interlocutorio, rimandando in tutta probabilità le innovazioni di politica monetaria al prossimo meeting dell’8 dicembre, quando la revisione trimestrale delle stime macroeconomiche fornirà il contesto giusto per alcuni aggiustamenti al programma di acquisti, tra cui un allungamento della scadenza oltre il marzo 2017.
SPREAD BTP-BONOS
Verso la fine di giugno lo spread tra il decennale Btp e il decennale spagnolo (Bonos) è passato in territorio positivo (rendimento Btp maggiore del Bonos). Da allora lo spread si è allargato riflettendo un rischio percepito sull’Italia maggiore di quello spagnolo. I fattori di incertezza italiani legati al sistema bancario e, più recentemente, al referendum costituzionale hanno avuto un’influenza maggiore dell’incapacità in Spagna di formare un nuovo governo dopo ben due elezioni politiche. Lo spread ha raggiunto i 37 punti base (0,37%) due settimane fa, prima di correggere di oltre 10 punti base in concomitanza, non a caso, con il forte rally delle banche italiane.
Sarà interessante vedere se la settimana rinforzerà questo trend. Sul fronte spagnolo: (a) durante il fine settimana il comitato federale del PSOE ha votato per agevolare, attraverso l’astensione, la formazione di un nuovo governo guidato e composto dal solo PP, evitando così nuove elezioni, (b) in settimana è probabile che la Spagna confermi un robusto tasso di crescita su base trimestrale (0,7% nel Q3) che manterrebbe la crescita annuale superiore al 3%. Allo stesso tempo, sul fronte italiano i sondaggi sul referendum continuano a puntare ad una prevalenza dei NO (negativo per i Btp) mentre a giudicare dall’apertura odierna la performance del settore bancario dovrebbe continuare a supportare il Btp.
Per quanto riguarda il calendario degli eventi più importanti della settimana:
– Nell’area euro, oltre ai diversi indicatori di fiducia per ottobre (PMI per Germania/Francia/Area Euro rilasciati stamane, Ifo in Germania), verranno rilasciate le prime stime del Pil per il terzo trimestre per Francia e Spagna. Per entrambi i paesi le stime sono per una crescita robusta (rispettivamente 0,3% e 0,7% su base trimestrale).
– Il Pil del terzo trimestre verrà rilasciato anche nel Regno Unito e negli USA. Inutile dire che il motivo di interesse del primo risiede nel fatto che si tratta del primo trimestre post-Brexit. Complessivamente gli indicatori nei primi mesi seguenti il referendum si sono dimostrati molto più resistenti del previsto e questo è riflesso in una previsione di consensus che vede il Pil in territorio positivo (0,3% sul trimestre, 2,1% sull’anno).
– La stagione degli utili del Q3 prosegue sia negli USA che in Europa, con 181 società dello S&P500 e 115 dello Stoxx 600 che riportano questa settimana (tra cui Apple domani sera). Sinora negli USA il 35% delle società dello S&P500 ha riportato; di queste circa il 73% ha battuto le previsioni di consensus sugli utili.
Fonte: BONDWorld.it
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