Dopo il declino dello S&P500 nelle ultime ore di venerdì, a seguito delle notizie sulla riapertura delle indagini della FBI sulle mail private della Clinton, i mercati azionari europei aprono la settimana in territorio negativo……
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Monte dei Paschi di Siena
Il bilancio della settimana passata ha visto variazioni settimanali assolute inferiori all’1% per i maggiori indici, con l’azione concentrata sul mercato obbligazionario, dove si è assistito ad un nuovo sensibile rialzo dei rendimenti. Durante il fine settimana l’attenzione è stata catalizzata da un sondaggio ABC/Washington Post che evidenzia un margine ridotto per la Clinton su Trump e dal voto di confidenza su un nuovo governo Rajoy che a questo punto dovrebbe prendere forma questa settimana in Spagna.
Uno sviluppo visibile è stato la sovraperformance degli indici del settore bancario rispetto agli indici generali; questo è un fenomeno che interessa sia gli USA che l’area euro, Italia compresa (nella settimana FTSEMIB +0,9%, indice banche +2,4%). A livello globale la stagione degli utili del Q3 per le banche sta procedendo meglio delle aspettative, con maggiori ricavi da commissioni e minori accantonamenti per crediti deteriorati rispetto alle attese. Un certo ottimismo traspare anche dal fatto che cominciano a fluire revisioni al rialzo degli utili previsti per il 2017.
Come detto, a fronte delle variazioni moderate dei maggiori indici azionari, la storia interessante sui mercati è stata la nuova risalita dei rendimenti obbligazionari. Il nuovo impeto al movimento iniziato alla fine di settembre è venuto da un mix di buoni dati macro (Pil UK), fattori tecnici (estensione della duration degli indici obbligazionari europei), offerta (aste governativi in Italia, Germania e UK e collocamento di $4 mld di bond Verizon). In generale, la risalita è stata più decisa per i titoli dei paesi periferici, con l’eccezione della Spagna, supportata, nell’ultima settimana, dalle notizie della formazione di un nuovo governo. Questa dinamica dello spread è corroborata dal fatto che in tutta probabilità la prima reazione degli investitori ad un eventuale (e altamente improbabile al momento) ritiro da parte della BCE del suo programma di acquisto (“tapering”) sarebbe quella di vendere i periferici. Da rilevare che stamane il movimento di allargamento sta ricevendo un nuovo impeto, con il decennale Btp circa 9 punti base superiore rispetto a venerdì con il decennale bund sostanzialmente invariato.
Per quanto riguarda il calendario degli eventi più importanti della settimana:
– Nell’area euro, in mattinata verranno rilasciati la prima stima del Pil e dell’inflazione di ottobre. Le attese per il primo sono per un solido 0,3% trimestrale che lascerebbe il tasso di crescita tendenziale invariato all’1,6%. L’inflazione è attesa accelerare allo 0,5% annuale dallo 0,4% di settembre. Numeri simili confermerebbero il messaggio proveniente dal recente flusso di dati, che continua a essere generalmente buono.
– Negli USA il meeting del FOMC della Fed (martedì-mercoledì) dovrebbe cementare le aspettative di mercato (probabilità di circa il 70%) per un rialzo dei tassi a dicembre, una volta alle spalle le elezioni presidenziali dell’8 novembre. Venerdì scorso la prima stima del Pil del terzo trimestre è stata un robusto 2,9% (tr/tr annualizzato) ma la crescita è stata influenzata al rialzo da un alto contributo delle scorte. Da tenere presente che la prima stima del Pil costituisce niente più che un numero basato su una serie di ipotesi, largamente incompleto e soggetto a profonde revisioni nelle stime successive. Ad ogni modo, preso al valore facciale, questo numero e gli altri dati macro non dovrebbero costituire un ostacolo al rialzo di dicembre. Tuttavia, il rallentamento della domanda interna, da circa il 3% nel 2014-15 all’attuale 2%, potrebbe rendere non necessari i due rialzi programmati dai membri del FOMC per il 2017.
– Un area dove il flusso di notizie potrebbe ritornare ad avere qualche rilevanza in termini di movimenti di mercato è quella delle elezioni presidenziali USA La controversia sulle indagini dell’FBI, su cui si sta sviluppando una forte polemica, e qualche segnale di volatilità nelle intenzioni di voto stanno riportando al centro dell’attenzione un tema che sembrava risolto con una netta vittoria della Clinton.
Fonte: BONDWorld.it
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