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Flash: Stati Uniti – L’employment report di ottobre dovrebbe mostrare un aumento di occupati non agricoli

Da seguire: Eurozona – Il PMI composito potrebbe migliorare a 53,8 dal 53,7 della stima flash sulla scia di una correzione al rialzo nel manifatturiero, al massimo da inizio 2016 e coerente con una crescita del PIL Eurozona di almeno 0,4% t/t nei mesi finali dell’anno…….


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   Stati Uniti – L’employment report di ottobre dovrebbe mostrare un aumento di occupati non agricoli di 160 mila. Sulla base delle indicazioni delle indagini, si dovrebbe vedere un’espansione sempre solida degli occupati nei servizi privati, e una modesta variazione positiva nel manifatturiero e nell’estrattivo; anche le costruzioni dovrebbero vedere un aumento di occupati. Il settore pubblico dovrebbe registrare un recupero dopo la correzione anomala di -12 mila a settembre. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 4,9%, dopo il rialzo a 5% di settembre. La partecipazione dovrebbe stabilizzarsi, o calare modestamente, dopo 4 mesi consecutivi di aumenti della forza lavoro molto forti (in media +360 mila). I salari orari sono previsti in rialzo di 0,3% m/m (2,6% a/a). I dati dovrebbero confermare ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e dare informazioni coerenti con l’aspettativa di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre.

Ieri sui mercati

   Il comparto dei titoli di stato rimane sotto pressione, in particolare sulle scadenze lunghe. I movimenti di centro e periferia non hanno mostrato grandi differenze, anche se alla fine della giornata lo spread decennale Btp-Bund si è allargato di 1pb. Di nuovo negativa la performance dei mercati azionari mondiali.

   Le quotazioni petrolifere sono calate nuovamente, portando a 5 le giornate consecutive di ribasso e ai livelli di settembre (cioè prima che decollasse la speculazione su possibili tagli della produzione) i prezzi del Brent Crude.

   La sterlina ha reagito vigorosamente al mutato orientamento della politica monetaria e alla sentenza dell’alta corte di giustizia sulle procedure per richiedere l’uscita dall’UE. Il cambio contro dollaro ha chiuso la giornata a 1,2460, guadagnando l’1,3% rispetto a mercoledì. Il cambio euro/sterlina è sceso da 0,901 a 0,89.

Area Euro

Il tasso di disoccupazione medio dell’Eurozona è rimasto invariato al 10% per il terzo mese consecutivo in settembre. Le indagini congiunturali di ottobre indicavano una crescita più sostenuta dell’occupazione nei prossimi mesi. È possibile che il tasso di disoccupazione torni a calare già da ottobre.

Weidmann ha lanciato un nuovo allarme sui rischi associati alle politiche monetarie non convenzionali.

Italia. In aumento gli occupati, ma sale la disoccupazione. Il tasso di disoccupazione è salito a sorpresa all’11,7% a settembre. Si tratta di un massimo dallo scorso febbraio. Il dato di agosto è stato rivisto verso l’alto, da 11,4% a 11,5%. Tuttavia, ancora una volta (come spesso accaduto nell’ultimo anno) l’aumento dei disoccupati è dovuto a una maggiore partecipazione alla forza lavoro: il numero di inattivi è calato di ben 127 mila unità nel mese (-0,9%) e di oltre 500 mila unità su base annua (-3,6%). Il tasso di inattività è sceso dal 35,1% al 34,8%, un nuovo minimo storico da quando sono disponibili le serie (ovvero dal 1977), grazie in particolare alla componente femminile (44,7%). Nel mese, gli occupati sono tornati a crescere in misura apprezzabile (+45 mila unità ovvero +0,2% m/m, ai massimi dallo scorso mese di maggio).

Regno Unito

Il percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è diventato un po’ più accidentato: l’alta corte inglese, infatti, ha imposto al governo di ottenere un mandato parlamentare per il negoziato. Il governo avrebbe preferito evitare questo passaggio, e intende tentare ancora la via del ricorso alla corte suprema per evitarlo. La corte suprema potrebbe esaminare il caso a inizio dicembre. A nostro giudizio, però, l’obbligo di ottenere l’approvazione del parlamento non rimetterà in discussione l’uscita dall’UE. Tuttavia, pur senza boicottare il processo, il parlamento potrebbe imporre condizioni e vincoli. Ciò potrebbe anche implicare un rinvio di qualche mese della richiesta formale di uscita rispetto alla scadenza annunciata dal governo inglese del marzo 2017.

La Banca d’Inghilterra ha lasciato invariati sia il tasso ufficiale, sia la dimensione dell’APF, il programma di acquisto di titoli. La novità è che ora la BoE non prospetta più la possibilità di nuove misure di stimolo, e che ha rivisto drasticamente al rialzo le stime di crescita e inflazione per il 2017, riconoscendo che l’impatto negativo del referendum sarà decisamente inferiore alle previsioni.

Stati Uniti

La produttività nel 3° trimestre cresce di 3,1% t/t ann. (0% a/a), dopo -0,2% t/t ann. nel 2° trimestre. Le retribuzioni reali crescono di 1,7% t/t ann. e il costo del lavoro per unità di prodotto rallenta a +0,3% t/t ann., da 3,9% t/t ann.

L’ISM non manifatturiero a ottobre corregge a 54,8 da 57,1 di settembre. Nonostante la correzione dell’indice composito, lo spaccato dell’indagine resta incoraggiante per lo scenario del settore nel 4° trimestre.

Fonte: BondWorld.it


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