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Flash: Area euro – La produzione industriale è attesa in calo dell’1,3% m/m a settembre

Da seguire: Cina – Il valore aggiunto nell’industria è cresciuto di 6,1% a/a in ottobre, stabile rispetto al mese prima…….


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La crescita cumulata degli investimenti fissi è accelerata da 8,2 a 8,3% a/a, trainata da un boom della spesa in edilizia residenziale. Le vendite al dettaglio sono rallentate da 10,7% a/a a 10,0% a/a.

Area euro – La produzione industriale è attesa in calo dell’1,3% m/m a settembre, a parziale correzione del forte aumento del mese di agosto e in linea con le indicazioni dai dati nazionali pubblicati la scorsa settimana. Se confermato, il dato di settembre lascerebbe la produzione un decimo al di sotto del livello medio dei mesi primaverili. Le indagini congiunturali di settembre e ottobre hanno segnalato un recupero di domanda e attività produttiva in autunno.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulla crescita del PIL in Germania nel 3° trimestre, che ci aspettiamo poco variata rispetto ai mesi primaverili (0,4% t/t). In Italia la stima preliminare dovrebbe mostrare una crescita del PIL dello 0,3% t/t, in recupero dopo la stagnazione dei mesi primaverili. I dati da Germania e Italia dovrebbero essere coerenti con una crescita del PIL dell’Eurozona dello 0,3% t/t, come da stima flash. L’indice ZEW sulle attese potrebbe calare a 3 da 6,2 sulla scia della turbolenza sui mercati nell’ultimo mese in vista delle elezioni presidenziali americane. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione area euro in recupero di un decimo a ottobre a 0,5% a/a.

La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti, oltre che di una fitta agenda di discorsi della Fed. Dalla Fed si dovrebbe avere ancora un quadro di opinioni variegate sul medio termine, ma in linea con un diffuso consenso per un rialzo a dicembre. Sul fronte dei dati, le prime indagini del manifatturiero di novembre dovrebbero confermare stabilizzazione o modesta espansione dell’attività. Per ottobre, le vendite al dettaglio dovrebbero esser in aumento, in parte spinto dal rialzo del prezzo della benzina, ma in parte anche dalla componente reale; i nuovi cantieri dovrebbero essere in ripresa e la produzione industriale dovrebbe crescere a un ritmo moderato. Gli indici di prezzo (CPI; PPI; prezzi all’import) dovrebbero registrare aumenti della componente energetica; gli indici core dovrebbero essere in linea con la media recente, in particolare il CPI core dovrebbe segnare un incremento di 0,2% m/m (2,2% a/a).

Venerdì sui mercati

I mercati europei dei titoli di stato sono stati caratterizzati da maggiore volatilità rispetto a quelli statunitensi. Il nuovo ma moderato rialzo della curva tedesca (+1-2pb sulle scadenze corte e medie, +2-3pb a lungo termine) si è accompagnato a un netto allargamento dei differenziali periferia-centro, trainato dall’Italia. I rendimenti dei BTP, penalizzati anche dall’incertezza per l’esito del referendum del 4 dicembre e per le sue conseguenze sul governo, sono saliti di 11pb sulla scadenza decennale e di 7pb su quella triennale. Il clima pesante si è riflesso anche sul mercato primario; nei collocamenti di venerdì il Tesoro italiano ha assegnato 6,917 miliardi a fronte di un’offerta di 5,25-7,25 miliardi, registrando domanda debole soprattutto sulle scadenze 2040 e 2047 e pagando rendimenti in emissione che sono i più alti dal luglio 2015. Sui mercati valutari è andato estendendosi il rafforzamento del dollaro. L’euro è scambiato in area 1,07, lo yen in area 107. L’euro è arretrato anche contro sterlina, tornata sui livelli di fine settembre.

Italia – Standard and Poor’s ha confermato i rating dell’Italia (BBB-/A-3) e ha lasciato anche invariato l’outlook (stabile).

Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a novembre (prel.) risale a 91,6 da 87,2 di ottobre. Le aspettative di inflazione balzano a 2,7% da 2,4%.

Stati Uniti – (Board Fed) ha ribadito che la Fed, a suo avviso, “è ragionevolmente vicina” al raggiungimento di entrambe le componenti del proprio mandato, su occupazione e inflazione. Pertanto, secondo Fischer, “il caso per rimuovere gradualmente lo stimolo è piuttosto forte”.

Stati Uniti – Nel week end sono emerse informazioni sulla strategia di Trump, con le prime nomine per la transizione e la gestione della presidenza. Il messaggio delle prime nomine è che Trump intende ricucire i legami con l’establishment del partito repubblicano, di cui ha ovviamente bisogno per tradurre in azione legislativa le priorità indicate nella campagna elettorale. In termini di temi di azione, Trump ha ribadito l’importanza della sanità, della riforma tributaria, dello stimolo fiscale (spesa per infrastrutture), del commercio internazionale, oltre che quello dell’immigrazione. Tuttavia, sembra probabile un ridimensionamento di molte delle proposte fatte in campagna elettorale.

Fonte: BondWorld.it


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