Flash: I cambi restano al centro dell’attenzione dei mercati

Da seguire: Stati Uniti: – Il PPI a settembre è previsto in aumento di 0,2% m/m (3,8% a/a); il PPI core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,5% a/a), in linea con il trend degli ultimi mesi. I prezzi dell’energia dovrebbero essere in calo, dopo un aumento marcato ad agosto (+2,2% m/m). Un aumento sostenuto..


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invece si dovrebbe vedere per gli alimentari (dopo -0,7% m/m), alla luce dei dati dei prezzi all’import e delle commodities agricole. I prezzi dei beni intermedi core dovrebbero vedere un’accelerazione, dando sostegno alla previsione che il processo di disinflazione sia pressoché terminato.

– La bilancia commerciale ad agosto dovrebbe registrare un ampliamento del deficit a -46 miliardi di dollari, da -42,8 miliardi di dollari a luglio. I dati dovrebbero mostrare una correzione dell’export e una netta accelerazione delle importazioni, dopo aumento di export e calo di import a luglio. Le consegne di beni durevoli segnalano riduzione delle esportazioni dopo l’aumento di luglio, soprattutto nel comparto dell’aeronautica. L’attività portuale indica importazioni in crescita a fronte di debolezza delle esportazioni.
Ieri sui mercati

I cambi restano al centro dell’attenzione dei mercati, influenzati dall’aspettativa di nuovo stimolo monetario della Fed. L’apprezzamento dello yen è tornato ad accelerare, con il cambio contro dollaro ormai vicino a 81 (81,17) su nuovi minimi storici. Il primo ministro giapponese, Kan, ha invitato esplicitamente la Cina e la Corea del Sud ad “agire in modo responsabile all’interno di regole comuni” sui cambi, affermando che i tentativi di singoli paesi di indebolire la propria valuta non sono in linea con la cooperazione dei G20. Kan ha ammesso che per il Giappone è difficile commentare sugli interventi valutari di altri paesi dopo l’intervento attuato un mese fa per frenare lo yen, tuttavia secondo Kan le misure giapponesi miravano a ridurre un’eccessiva volatilità più che a influenzare il livello del cambio. Un vice-ministro degli esteri cinese ha detto che altri paesi devono cooperare per evitare una guerra valutaria. L’Autorità Monetaria di Singapore ha indicato che alzerà e allargherò la banda di fluttuazione della propria valuta con l’obiettivo di avere un “modesto e graduale apprezzamento” del cambio. L’annuncio è stato seguito da un apprezzamento del cambio contro dollaro dello 0,8%, il più ampio dal 1981. La politica monetaria della Fed e le attese per l’annuncio di un nuovo stimolo a novembre resteranno l’elemento dominante per tutti i mercati. Ieri in rialzo tutti i mercati delle commodities e quelli azionari, con aumenti più sensibili in Europa e Asia che negli USA. Rendimenti in modesto rialzo in Europa su commenti hawkish di Weber e su dati migliori delle attese dalla produzione industriale; negli USA, rendimenti a 10 anni in rialzo di 1pb a 2,41%.

Area euro

La produzione industriale nell’area euro è cresciuta dell’1,0% m/m ad agosto da +0,1% m/m di luglio (dato rivisto verso l’alto di un decimo) e al di sopra delle attese a 0,8% m/m. La variazione annua (corretta per i giorni lavorativi) ha accelerato a 7,9% a/a, da un precedente 7,2% a/a; tuttavia, parte dell’incremento su base annua è dato dall’effetto statistico favorevole di confronto con i minimi dello scorso anno e, comunque, l’output si colloca ai livelli di fine 2003. Tra i principali paesi dell’area euro la produzione è cresciuta sensibilmente in Germania (+1,8% m/m) ed Italia (+1,6 m/m), è salita, dopo tre mesi consecutivi di calo, in Spagna (+0,7% m/m), mentre è rimasta stabile in Francia. Guardando allo spaccato settoriale emerge la crescita nella produzione di beni capitali (+3,0% m/m), seguita da beni durevoli (+1,8% m/m) e beni intermedi (+1,4% m/m). Invece, cala l’output nel comparto energia (-0,7% m/m) e nei beni di consumo non durevoli (-0,2% m/m). Il dato di agosto lascia la produzione industriale per l’area euro avviata verso una crescita sostenuta di +1,1% t/t nel 3° trimestre, anche se in rallentamento rispetto ai primi due trimestri dell’anno.

Stati Uniti

I prezzi all’import a settembre sono scesi di 0,3% m/m (consenso: -0,2% m/m); al netto del petrolio i prezzi aumentano di +0,3% m/m. Il prezzo del petrolio scende di 3,1% m/m dopo +2% m/m ad agosto. In aumento i prezzi degli alimentari per il terzo mese consecutivo (+0,8% m/m, +9,2% a/a), confermando un trend verso l’alto evidente anche dal PPI, ma non ancora dal CPI. I prezzi del materiale industriale scendono di 1,3% m/m, per le auto si registra un aumento di 0,2% m/m e per i beni di consumo un modesto +0,1% m/m (il secondo consecutivo dopo due mesi negativi). I prezzi all’export aumentano di 0,6% m/m (5% a/a), dopo +0,8% m/m di agosto.

Lacker (Richmond Fed) ha detto che mettere la disoccupazione come priorità di policy della Fed mette a rischio la credibilità della banca centrale, visto che l’inflazione resta all’interno della definizione di stabilità dei prezzi e le aspettative di inflazione “puntano nella direzione giusta”. Lacker (non votante quest’anno nel FOMC) segnala così implicitamente un eventuale dissenso sulla decisione attesa di un nuovo stimolo monetario.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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