Due eventi domineranno il flusso di notizie della prossima settimana: la reazione del quadro politico italiano al referendum del 4 dicembre e la riunione del consiglio direttivo BCE……..
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Alle possibili decisioni della BCE è dedicato un approfondimento specifico. Riguardo al postreferendum, i mercati stanno già scontando un aumento dell’incertezza politica. Tuttavia, la rilevanza del voto è stata troppo enfatizzata. Altri processi in corso sono più rilevanti.
– Nei prossimi giorni i mercati finanziari dovranno fare i conti con due eventi percepiti come molto rilevanti: il referendum costituzionale italiano del 4 dicembre e la riunione del consiglio direttivo BCE dell’8 dicembre. Come spieghiamo nell’articolo monografico di questo mese, la riunione della Banca Centrale Europea è molto importante, perché dovrà comunicare se il programma di acquisto sarà esteso oltre il marzo 2017, e in che modo. In teoria, invece, il referendum costituzionale italiano non sarebbe dovuto essere di alcuna rilevanza per I mercati, come non avevano riscosso grande interesse fra gli investitori altre consultazioni referendarie in passato. Invece, l’aspettativa che una eventuale vittoria del “No” possa essere seguita da una crisi di governo ha significativamente innalzato il livello di attenzione. A sua volta, il rischio di crisi di governo, una volta entrato nell’orizzonte degli scenari possibili sulla scia dei sondaggi che mostravano il ‘No’ in vantaggio, ha aumentato l’incertezza sull’evoluzione futura della politica economica e sull’esito del processo di risanamento delle banche in difficoltà. Ancor peggio, grazie anche alla coincidenza con un passaggio incerto per l’APP, ha fatto uscire dall’ombra chi, convinto dell’insostenibilità del debito pubblico italiano, era stato zittito dalla svolta del 2012. La maggiore cautela degli investitori nei confronti del rischio Italia si è tradotta in un incremento del differenziale con il Bund che non soltanto ha annullato il beneficio dell’APP, ma lo ha portato circa 20pb sopra il livello teorico (alzatosi quest’ultimo con il generale aumento dei tassi a medio e lungo termine).
– Tuttavia, la rilevanza del voto del 4 dicembre è stata troppo enfatizzata. Uno dei fattori discriminanti per gli sviluppi successivi sarà ovviamente l’evoluzione dell’APP, che dipende dalla BCE. Ma ci sono anche processi e decisioni italiani che saranno determinanti. Ipotizziamo per un momento che la prossima settimana si apra una crisi di governo. Escludendo l’ipotesi improbabile di un immediato scioglimento delle camere, il nodo cruciale sarà inizialmente costituito dalle modalità di risoluzione della crisi di governo. La capacità di garantire un governo al paese dovrebbe tacitare le assurde aspettative che il paese possa mettere in discussione l’appartenenza all’unione monetaria (incredibilmente, questo mese il sondaggio Sentix fra gli investitori attribuisce una probabilità addirittura del 19% a tale evento nell’arco dei prossimi 12 mesi). Smarcato questo primo passo, la percezione del rischio Italia dipenderà da altri processi. Primo, dalla capacità del parlamento di definire un sistema elettorale in grado di mediare fra esigenze di governabilità e rischio di deriva euroscettica; secondo, dalla capacità di conseguire progressi concreti sul fronte del risanamento delle banche in difficoltà. Per diversi motivi, fra i quali la definizione già compiuta della manovra di bilancio 2017 e l’approssimarsi della fine naturale della legislatura, il prossimo anno di governo sarà di transizione. Proprio per questo, invece l’intervento sul sistema elettorale sarà importante: i mercati si sono resi conto che la stagione elettorale del 2017-18 includerà fra i protagonisti anche l’Italia, – oltre a Olanda, Francia e Germania. Infine, progressi concreti nella stabilizzazione delle banche in difficoltà rimuoverebbero un’altra importante fonte di incertezza riguardo al futuro andamento dell’economia italiana. Nessuno di questi nodi è impossibile da sciogliere. Inoltre, aggiungerei che due di questi nodi saranno da risolvere qualunque sia l’esito del voto di domenica. Questo è un altro motivo per pensare che, forse, i mercati vi hanno dedicato un’attenzione eccessiva nelle ultime settimane.
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