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Flash: Stati Uniti – Il CPI a novembre è previsto in aumento

Da seguire: Giappone – Il PMI manifatturiero è salito da 51,3 a 51,9, trascinato al rialzo da una più diffusa crescita degli ordinativi (52,8), soprattutto domestici, e della produzione………..


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   Area euro. La stima preliminare di dicembre dovrebbe mostrare il PMI composito in consolidamento a 54,1 da 53,9. Il PMI manifatturiero è visto ancora in lieve aumento a 53,9 da 53,7, con il PMI tedesco a 54,5 da 54,3 e quello francese a 52,0 da 51,7. Infine, l’indice per i servizi dovrebbe rimanere circa stabile a 53,8. Il livello raggiunto dai PMI nella parte finale dell’anno è coerente con un’espansione del PIL Eurozona a un ritmo leggermente superiore a quanto visto nel 3° trimestre.

   Stati Uniti – Il CPI a novembre è previsto in aumento di 0,3% m/m (1,8% a/a). L’energia dovrebbe contribuire positivamente alla variazione headline; l’indice core è atteso in rialzo di 0,2% m/m (2,2% a/a). L’indice core dovrebbe registrare una moderazione della variazione della componente abitazione a 0,3% m/m, dopo due mesi consecutivi a 0,4% m/m, mentre dovrebbe riaccelerare il segmento della sanità, con un aumento in linea con il trend passato (+0,3% m/m), dopo la stagnazione di ottobre. Il trend dell’inflazione core rimane in linea con una crescita annua dei prezzi misurati con il CPI intorno a 2,2-2,3%. Prevediamo un’accelerazione moderata nel 2017.

   L’indagine Empire della NY Fed a dicembre dovrebbe essere in modesto miglioramento, con l’indice di attività a 2 da 1,5 di novembre. Il Beige Book ha riportato ancora stagnazione nel distretto di New York, a fronte di una crescita moderata in quasi tutte le altre regioni. I dati dell’Empire dovrebbero essere coerenti con una marginale crescita dell’attività e continuare a evidenziare aspettative più positive sull’orizzonte a 6 mesi.

   L’indice della Philadelphia Fed a dicembre è previsto in aumento a 11 da 7,6 di novembre, dopo due mesi consecutivi di correzioni. A novembre l’indagine aveva registrato un ampio rimbalzo degli ordini, che prelude a un miglioramento dell’attività a dicembre. Le informazioni dell’ISM sono state generalmente positive e il Philly Fed dovrebbe essere in linea con un modesto trend verso l’alto per il settore.

Ieri sui mercati

   Anche se il rialzo di 25pb dei tassi ufficiali statunitensi era atteso, il rafforzamento dell’indirizzo sul 2017 ha stimolato un aumento piuttosto marcato dei rendimenti sulla curva UST, in particolare sulle scadenze corte e intermedie, associato a una significativa compressione delle pendenze soltanto sul tratto 30-10 anni. Il prossimo rialzo dei tassi ufficiali è scontato con probabilità superiore al 50% soltanto fra maggio e giugno, e un secondo è già dato per sicuro entro novembre; a rimarcare che l’indirizzo della banca centrale è ora ritenuto più credibile, il mercato dei fed funds futures sconta anche una piccola probabilità di un terzo rialzo.

   Sui mercati europei, invece, i rendimenti dei titoli di stato sono scesi marcatamente. Di nuovo, sono stati i BTP a registrare il calo più forte (da 9 a10pb sul tratto 5-30 anni). In controtendenza la Grecia, il cui debito ha assorbito il colpo della sospensione delle misure di alleggerimento del debito, annunciata dall’Eurogruppo dopo che il governo ellenico aveva approvato alcune misure con impatto negativo sui conti pubblici.

   L’esito del FOMC ha fatto correggere significativamente l’euro, che è sceso sotto la soglia critica di 1,05 toccando un minimo a 1,0468 EUR/USD, a un soffio dal minimo di marzo 2015 a 1,0458 EUR/USD. Il periodo di massima debolezza dovrebbe essere nei prossimi mesi, con oscillazioni fra 1,00 e 1,05.

Area euro

La produzione industriale è calata a ottobre di 0,1% m/m mentre le previsioni erano per un aumento di 0,3% m/m. Il dato di settembre è stato rivisto al ribasso di un decimo a -0,9%. L’entrata della produzione nel trimestre finale dell’anno è quindi piuttosto debole e la crescita acquista è nulla dopo il +0,4% t/t dei mesi estivi. I dati reali per il momento non confermano in modo chiaro le indicazioni dalle indagini di fiducia che hanno segnalato da fine estate un’accelerazione del manifatturiero.

Spagna – Il tribunale Costituzionale ha accolto il ricorso del governo contro l’indizione di un referendum per l’indipendenza della Catalogna.

Italia. Il governo Gentiloni ha incassato la fiducia anche dal Senato, con 169 voti favorevoli e 99 contrari, ed è così nella pienezza dei suoi poteri, in vista del Consiglio Europeo in calendario tra oggi e domani.

   La stima definitiva ha confermato la lettura preliminare sui prezzi al consumo di novembre, in calo di un decimo secondo l’indice nazionale e di due decimi in base all’armonizzato. L’inflazione annua è salita a +0,1%. In prospettiva, la risalita in corso è attesa continuare nei prossimi mesi, ma sarà molto lenta, e verosimilmente irregolare su base mensile.

Stati Uniti

   La riunione del FOMC si è conclusa con l’atteso rialzo dei tassi di 25 pb, votato all’unanimità, che riflette “la fiducia nel progresso” economico raggiunto e atteso. Il comunicato e le proiezioni macroeconomiche segnalano un aumento di fiducia nella forza della ripresa e nel raggiungimento degli obiettivi di piena occupazione e inflazione al 2%. Anche se le modifiche apportate a dicembre sono modeste e Yellen ha comunque mantenuto un atteggiamento cauto, il messaggio complessivo è della riunione stato più hawkish delle attese. I cambiamenti principali che emergono dalla riunione sono due: 1) una valutazione nettamente migliore del mercato del lavoro, che emerge sia dal comunicato sia dalle proiezioni macroeconomiche e 2) un marginale spostamento verso l’alto della mediana attesa nel 2017 e del tasso di interesse di lungo termine (da 2,9% a 3%).

   Le vendite al dettaglio a novembre aumentano di +0,1% m/m (consenso: 0,3% m/m), dopo +0,6% m/m di ottobre(rivisto da +0,8% m/m), con un contributo negativo delle auto.

   Il PPI a novembre aumenta di 0,4% m/m; l’indice core è in rialzo di 0,2% m/m.

   La produzione industriale a novembre cala di -0,4% m/m, dopo la variazione nulla di ottobre, spinta verso il basso da manifatturiero e utilities. Nel manifatturiero, l’output cala di -0,1% m/m, dopo due rialzi consecutivi.

Fonte: BondWorld.it


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