Da seguire: Francia. La produzione industriale a novembre è balzata di 2,2% m/m da -0,1% m/m…….
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Il dato è spiegato in particolare dal netto aumento dell’attività di raffinazione e dal settore dei materiali di trasporto. Ma è in deciso aumento tutto il comparto manifatturiero, che registra un +2,3% m/m da -0,6% m/m. La produzione di energia ha visto un nuovo incremento di 1,6 m/m da 3,4 m/m. Il comparto delle costruzioni vede invece una correzione di -0,3% m/m dopo +2,0% m/m. Ci aspettiamo che l’aumento dell’attività prosegua anche a dicembre. La variazione annua passa quindi a 1,8% da -1,8%, lasciando la produzione in rotta per un aumento di 1,2% t/t nell’ultimo trimestre da zero. Se confermato, il contributo alla formazione del PIL nell’ultima parte dell’anno sarebbe di quasi due decimi.
Ieri sui mercati
BCE. Nell’ottava del 6 gennaio il portafoglio PSPP ha visto un incremento di 6,27 miliardi di euro ed è salito a 1.265,63 miliardi di euro. Gli acquisti di titoli covered, al netto dei titoli scaduti, sono stati pari a 372 milioni di euro, che aumentano il portafoglio a 203,73 miliardi, gli acquisti settimanali di ABS al netto dei titoli scaduti sono stati pari a 144 milioni di euro, portando il totale dei titoli in portafoglio a 22,90 miliardi di euro, mentre gli acquisti di titoli nell’ambito del CSPP sono stati circa pari a 623 milioni di euro con un aumento del portafoglio fino a 51,84 miliardi.
Italia – Il tasso di disoccupazione è salito a sorpresa all’11,9% a novembre, e i dati dei mesi precedenti sono stati rivisti al rialzo (ottobre da 11,6% a 11,8%). La disoccupazione è al massimo da quasi un anno e mezzo (giugno 2015). Tuttavia, ancora una volta l’aumento non è dovuto a una diminuzione degli occupati (che sono anzi in aumento di 19mila unità) ma degli inattivi, in calo di -93 mila unità. Tra gli occupati l’unica classe di età che mostra una tendenza positiva è ancora una volta quella degli ultracinquantenni.
Stati Uniti – Lockhart (Atlanta Fed, non votante) si attende due rialzi dei tassi nel 2017; però il bilancio dei rischi è stato spostato verso l’alto dalla possibilità di uno stimolo fiscale, che non è ancora incluso nelle valutazioni attuali e che potrebbe rendere opportuna una stretta più vigorosa. A suo giudizio, il livello neutrale dei tassi è oggi al 3%. Rosengren (Boston Fed, non votante) ha dichiarato di attendersi un passo dei rialzi dei tassi “in qualche modo più regolare”, sostenendo anche che bisognerebbe valutare di intervenire anche sui tassi a lungo termine, riducendo il bilancio della banca centrale.
Sui mercati valutari, lira turca e sterlina sotto pressione. La lira turca è scivolata fino a 3,755 contro dollaro, cedendo il 6,6% da inizio anno. Il movimento della sterlina è avvenuto tutto negli ultimi due giorni, e sembra legato alle ultime esternazioni del primo ministro sugli obiettivi dei negoziati con l’UE (May è tornata ad assegnare la priorità al controllo sull’immigrazione rispetto all’accesso al mercato unico).
Fonte: BondWorld.it
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