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Flash: Nella zona euro la tornata di indagini di fiducia di gennaio dovrebbe confermare il clima di maggiore ottimismo

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Area euro. La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori a gennaio dovrebbe indicare che il morale è rimasto circa stabile a -5,3 da -5,1, in correzione dopo la risalita di dicembre. L’indice è andato costantemente migliorando nel 2016, risalendo oltre la media storica (-12,7), anche se il divario tra centro e periferia non si è ancora del tutto assorbito……….


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Nella zona euro la tornata di indagini di fiducia di gennaio dovrebbe confermare il clima di maggiore ottimismo ed il proseguimento della fase di crescita al di sopra del potenziale. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito circa stabile, dopo l’aumento di dicembre. Ci aspettiamo ancora una tenuta dell’IFO e un lieve aumento degli indici Istat. L’indice INSEE per il manifatturiero potrebbe correggere al ribasso. La fiducia dei consumatori è attesa stabile nell’Eurozona, in crescita in Francia e in calo in Italia. Infine, il dato di disoccupazione spagnola del 4° trimestre 2016 dovrebbe mostrare un calo di tre decimi a 18,6%.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Le vendite di case nuove ed esistenti a dicembre dovrebbero mantenersi su livelli elevati e confermare il trend positivo del settore immobiliare residenziale. Gli ordini di beni durevoli di dicembre sono attesi in aumento con un rimbalzo del settore dell’aeronautica civile e con indicazioni positive per il comparto al netto dei trasporti, in linea con i segnali delle indagini. La bilancia commerciale dei beni a dicembre dovrebbe registrare un moderato calo del deficit. La fiducia dei consumatori a gennaio dovrebbe restare sui livelli elevati visti dopo il voto di novembre. La stima preliminare del PIL del 4° trimestre dovrebbe registrare crescita solida di tutte le componenti della domanda domestica e un contributo negativo del canale estero.

Ieri sui mercati

Sul mercato secondario, i rendimenti dei titoli di stato hanno registrato un nuovo rialzo, più ampio sul mercato tedesco e francese rispetto alla periferia, e decisamente più marcato sulle scadenze lunghe che su quelle corte. Al contrario, i rendimenti degli UST sono calati marginalmente. Seconda seduta consecutiva di rialzo per il petrolio; anche l’oro ha continuato la ripresa dai minimi di dicembre. Sui mercati valutari, euro in modesto aumento e dollaro in modesto arretramento.

Stati Uniti – Il discorso inaugurale di Trump è stato un concentrato di nazionalismo e di protezionismo. Nella prima giornata da presidente, Trump ha firmato alcuni ordini esecutivi, la maggior parte dei quali è di routine per il passaggio delle consegne; l’unico di rilevanza politica riguarda la riforma sanitaria e ordina alle agenzie competenti di eliminare o frenare tutte le parti dell’Affordable Care Act che possono essere considerate penalizzanti per individui, stati e assicuratori. A metà settimana Trump incontrerà i parlamentari repubblicani per definire l’agenda legislativa. Nel frattempo l’Amministrazione è senza personale, con solo un paio di nomine confermate dal Senato (Mattis come segretario di stato, e Kelly come segretario della sicurezza interna). I portavoce di Trump segnalano che le priorità immediate saranno commercio internazionale e immigrazione, su cui il presidente può agire anche senza l’intervento attivo del Congresso.

Stati Uniti – Williams (San Francisco Fed) ha detto che un aggiustamento della dimensione del bilancio della Fed porterebbe a un rialzo dei rendimenti, ma non dovrebbe determinare turbolenza in un’economia “sana”. Harker (Philadelphia Fed) ha detto che si comincia a vedere pressione salariale verso l’alto, ma per ora non vede rischi di eccessi inflazionistici. A suo avviso non c’è urgenza per i rialzi, ma si potrebbe dover rivedere il sentiero dei tassi in caso di ampio stimolo fiscale. Per il momento nel suo scenario ci sono 3 rialzi dei tassi nel 2017.

Francia – Domenica si è tenuto il primo turno delle primarie del Partito Socialista. Con il 36% circa dei suffragi, il candidato radicale Benoît Hamon è arrivato primo; Manuel Valls, ex-primo ministro e centrista, ha ottenuto il 31%. Nel secondo turno, che si terrà domenica prossima, è dato come favorito Hamon, che potrà contare sul sostegno, già espresso nella serata di ieri, di Montebourg. Una vittoria di Hamon al secondo turno, potrebbe ulteriormente favorire Macron nel suo tentativo di polarizzare tutti i voti del centro; invece, la sinistra divisa tra FG e PS non avrebbe alcuna possibilità di raggiungere il ballottaggio.

Fonte: BondWorld.it


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