Flash Macro Daily

Flash: Nella zona euro l’indice PMI manifatturiero potrebbe correggere parte del forte aumento del mese scorso

Area euro. Lo stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito poco mosso a 54,5 da 54,4 dopo il forte aumento del mese precedente, sulla scia di una correzione nel manifatturiero……….


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L’indice PMI manifatturiero potrebbe correggere parte del forte aumento del mese scorso (calando a 54,7 da 54,9). In particolare, l’indice tedesco potrebbe cedere di due decimi a 55,4 da 55,6 e quello francese a 53,3 da 53,5. L’indice per i servizi dopo la pausa di dicembre potrebbe vedere un aumento a 54,0 da 53,7.

Giappone – Il PMI manifatturiero a gennaio (prelim.) aumenta da 52,4 a 52,8, toccando il massimo da marzo 2014. L’occupazione è poco variata a 53 da 52,9, ma si registra un ampio aumento degli ordini (a 54,1 da 53,2), degli ordini all’export ((a 53,2 da 51,1) e dei prezzi di vendita (a 50,9 da 49,9). La produzione corregge modestamente a 53,3 da 53,8. Il trend del PMI è in rialzo da luglio 2016 e dà supporto alla previsione di accelerazione della crescita nel 2017.

Stati Uniti – Le vendite di case esistenti a dicembre sono previste in calo a 5,55 mln di unità ann. da 5,6 mln di unità ann. a novembre, con una marginale correzione dopo tre sostenuti rialzi consecutivi. I dati dei contratti di compravendita puntano a un modesto rallentamento del trend di rialzo delle vendite, che comunque dovrebbe mantenersi positivo, anche alla luce delle indagini di fiducia dei costruttori.

Regno Unito – Si attende oggi la sentenza della corte suprema sul ruolo del parlamento nella procedura di recesso dall’UE. Anche se la corte suprema ribadirà la necessità di ottenere l’avallo del parlamento prima di avviare la procedura, è improbabile che ciò rappresenti un ostacolo insormontabile per il governo che, al limite, sarà necessario a una maggiore trasparenza riguardo agli obiettivi.

Italia – Si tiene oggi l’udienza della corte costituzionale sui ricorsi contro la legge elettorale introdotta nel 2015 per la camera dei deputati. La sentenza è molto attesa perché fisserà dei punti di riferimento per i prossimi interventi di riforma della legge elettorale, necessari in vista della scadenza ormai vicina di questa legislatura. Se ne scaturissero modifiche tali da produrre una legge elettorale applicabile, alcune forze politiche potrebbero essere incoraggiate a premere per una conclusione anticipata della legislatura.

Ieri sui mercati

Netto calo dei rendimenti sui mercati tedesco e americano, che ha superato i 6pb sulle scadenze 10-30 anni. Meno marcata la riduzione sul debito della periferia, che ha così visto allargare i differenziali con la Germania di qualche punto base. Andamento negativo per i principali listini azionari mondiali. Dollaro debole, sui livelli più bassi da metà novembre in termini di cambio effettivo.

Il MEF ha annunciato il collocamento in data 26 gennaio di 2,0-2,5 miliardi di CTZ 28/12/2018 e di 0,5-1,0 miliardi di BTPei 15/09/2032.

Area Euro

Rispondendo a una richiesta di due parlamentari europei, la BCE ha dichiarato[1] che “se un Paese lasciasse l’Eurosistema, i crediti e le passività della sua Banca centrale nei confronti della Bce dovrebbero essere regolati integralmente”.

La stima flash dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea è migliorato nuovamente in linea con le attese di consenso, passando a -4,9 da -5,1, quinto aumento consecutivo e ai massimi da aprile 2015. La prima rilevazione del 2017 mostra un ulteriore miglioramento dal livello medio di fine 2016 (-6,4) e suggerisce che il morale dei consumatori dell’eurozona dovrebbe aver iniziato il nuovo anno positivamente.

Stati Uniti

Nella prima giornata operativa da presidente, in occasione di una serie di incontri con manager di grandi imprese, sindacati e membri del Congresso, Trump ha confermato le sue priorità: in cima alla lista svetta il protezionismo. Come prima azione, Trump ha ufficialmente ritirato gli Stati Uniti dalla Trans Pacific Partnership. Trump ha anche attuato la promessa contenuta nel “contratto con l’elettore americano”, firmando un blocco delle assunzioni da parte del governo federale, con l’esclusione della difesa. Trump ha affermato che intende ridurre le imposte in modo massiccio per le classi medie e imporre un’imposta territoriale “molto significativa” che colpisca le imprese che intendano muovere la loro produzione all’estero. Tutti gli obiettivi che hanno a che fare con spese e imposte richiedono interventi legislativi in Congresso: a questo proposito sarà cruciale vedere quali saranno i risultati delle riunioni con i parlamentari repubblicani che Trump terrà mercoledì e giovedì.

 

Fonte: BondWorld.it


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