Da seguire: Area Euro Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe tornare a calare a gennaio dopo il recupero dei due mesi precedenti (a 109,5 a dicembre, rivisto al ribasso dal 111,1 inizialmente stimato);……..
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vediamo un indice a 109. Il morale delle imprese (secondo l’indicatore composito calcolato dall’Istat) è visto invece rimbalzare a 101,5 dopo il calo a 100,3 del mese scorso. Il recupero potrebbe riguardare non solo il manifatturiero (a 104 da 103,5), ma estendersi anche agli altri principali settori (in particolare a servizi e costruzioni, in arretramento a dicembre). Gli indicatori sarebbero coerenti con una crescita del PIL in area 0,2% t/t a inizio 2017.
Area euro.La dinamica di M3 dovrebbe chiudere il 2016 a 4,7%, in calo dal 4,8% del mese di novembre. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo una stabilizzazione dei prestiti alle imprese a 2,2% e delle famiglie a 1,9% a/a. Nel corso del 2017 dovrebbe vedersi una crescita più dinamica della dinamica del credito e dell’aggregato M3 – M2.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a dicembre (stima preliminare) sono previsti in aumento di 2% m/m, dopo +0,9% m/m di novembre. Gran parte dell’ampia volatilità recente è concentrata nel settore aeronautico, e al netto dei trasporti si dovrebbe registrare un aumento di 0,5% m/m, a conferma del trend moderatamente positivo visto nei due mesi precedenti, in linea anche con le buone indicazioni emerse dalle indagini del settore manifatturiero (ordini ISM balzati a 60,2 a dicembre, da 53 di novembre).
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio (finale) a 98, dovrebbe confermare il livello della stima preliminare (98,1), sui massimi da gennaio 2015. L’indagine dovrebbe confermare anche condizioni correnti e aspettative in linea con un andamento rapido dei consumi nei prossimi mesi. Le aspettative di inflazione nella stima preliminare erano salite su entrambi gli orizzonti a 1 e a 5-10 anni a 2,6% e 2,5% rispettivamente e dovrebbero mantenersi in linea con tali valori anche nella stima finale, sulla scia del rialzo del prezzo della benzina.
La stima advance del PIL del 4° trimestre, prevista a +2,5% t/t ann., dovrebbe segnare un fisiologico rallentamento della crescita rispetto a quanto visto nel 3° trimestre (3,5% t/t ann.). Il 2016 si chiuderebbe con una crescita annua di 1,6%, frenata essenzialmente dal dato debole del 1° trimestre. In autunno, la crescita della domanda domestica dovrebbe essere nettamente più solida rispetto al dato complessivo, che dovrebbe risentire di un ampio contributo negativo del canale estero, -0,6pp, dovuto alla netta contrazione dell’export. La domanda domestica dovrebbe avere il sostengo di tutte le componenti: i consumi dovrebbero essere in aumento di 2,5% t/t ann., gli investimenti residenziali dovrebbero segnare una netta accelerazione, ma anche gli investimenti fissi non residenziali dovrebbero essere in territorio espansivo (con una variazione vicina al 3% t/t ann.), grazie alla ripresa di macchinari e proprietà intellettuale, la spesa pubblica dovrebbe essere in aumento di 0,6% t/t ann., e le scorte dovrebbero contribuire positivamente alla crescita (+0,8pp). Le informazioni di fine 2016 non segnalano squilibri in particolari settori, e sono una base solida per una crescita equilibrata, ma superiore al potenziale, nel 2017.
Ieri sui mercati
Alla vigilia delle aste di fine gennaio (oggi si apre con l’offerta di 6,5 miliardi di BOT semestrali), il mercato secondario dei titoli di stato italiani si è trovato sotto pressione, con un balzo a due cifre dei rendimenti sul tratto 5-30 anni in una giornata dove il movimento sulla curva spagnola non ha superato i 2 punti base. L’incremento dei tassi è stato significativo anche sulle scadenze più corte dei BTP. L’impennata della volatilità dopo la sentenza della corte costituzionale riflette la percezione che l’Italia potrebbe andare al voto in tempi brevi, e che il meccanismo proporzionale oggi in vigore difficilmente consentirà la formazione di coalizioni di governo, alla luce della frammentazione del voto che emerge dai sondaggi.
Area Euro
Villeroy de Galhau, governatore della Banque de France, ha dichiarato “che i timori di un forte rimbalzo dell’inflazione sono esagerati e che “i differenziali di inflazione fra paesi sono coerenti con le loro differenti situazioni economiche”.
Italia – Le vendite al dettaglio sono calate di -0,7% m/m a novembre, ma dopo il rimbalzo di +1,2% m/m visto a ottobre. Su base annua le vendite sono tornate in positivo, a +0,8% da -0,2% precedente.
Stati Uniti
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 21 gennaio aumentano a 259 mila da 237 mila della settimana precedente. I sussidi restano su livelli estremamente bassi, e puntano al proseguimento di una crescita solida degli occupati.
Il deficit della bilancia commerciale dei beni a dicembre (stima prel.) cala a -65 mld di dollari da -65,3 mld di novembre. Le esportazioni calano per il secondo mese consecutivo (-1% m/m dopo -2,5% m/m), con correzioni marcate per i beni capitali (-4,1% m/m), mentre i beni di consumo registrano un aumento di +3,2% m/m. Le importazioni sono in rialzo di 1,2% m/m (dopo +1,5% m/m di novembre), con un incremento forte dei materiali industriali (+5,3% m/m).
Le vendite di case nuove a dicembre calano a 536 mila da 598 mila di novembre. Il calo delle vendite è accompagnato da un ampio rialzo dei prezzi medio e mediano.
Il PMI Markit dei servizi aumenta da 53,9 a 55,1. L’indice composito migliora a 55,4 da 54,1 di dicembre e segnala una probabile accelerazione della crescita a inizio 2017.
Dopo aver emesso l’ordine esecutivo di procedere con la costruzione di un “muro fisico” per segnare il confine degli USA, senza indicazioni su come finanziarlo, Trump ha dato una drastica svolta in negativo alle relazioni con il Messico, che ha cancellato la prevista visita presidenziale negli Stati Uniti. Inoltre, il portavoce della Casa Bianca ha detto che si sta lavorando alla predisposizione di un’imposta del 20% sulle importazioni da paesi con cui gli USA hanno un deficit commerciale.
Fonte: BondWorld.it
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