Questo pomeriggio alle 14:30 il Bureau of Labour Statistics americano pubblicherà i dati relativi al mercato del lavoro, il Jobs Report, valori determinati da tasso di disoccupazione, andamento dei salari medi e creazione di nuovi posti di lavoro………….
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Tradizionalmente il Jobs Report corrisponde ad uno dei momenti del mese con la maggiore volatilità sui mercati finanziari: questo accade principalmente per due motivi: il primo è dovuto all’evidenza che i tre dati sono tutti molto importanti, il secondo è rappresentato dal fatto che i valori che emergono dai Jobs Reports rappresentano,insieme l’inflazione, il fattore con maggiore peso nel determinare e scelte di politica monetaria della FED.
La banca centrale, deve infatti, per mandato, perseguire un’inflazione al 2% ,oltre che la piena occupazione.
Riguardo al dato sulla creazione di nuovi posti di lavoro (NonFarm payrolls) gli analisti si attendono un valore pari a +175.000 nuovi occupati. Questi sono i primi dati sotto l’amministrazione Trump e la curiosità nel capire se l’approccio “business friendly” del nuovo Presidente stia già dando dei risultati ( come favorire le aziende ad assumere in vista di un futuro con meno regolamentazioni e burocrazia) è palpabile.
Negli otto anni di amministrazione Obama gli Stati Uniti hanno creato oltre 14 milioni di nuovi posti di lavoro e la media mensile degli ultimi anni è stata pari a 204.000 nuovi occupati.
Il tasso di disoccupazione, stando al consensus degli economisti, dovrebbe rimanere stabile al 4,7% mentre i salari medi dovrebbero aver registrato un aumento dello 0,3%. In particolare questo ultimo dato, troppe volte considerato secondario, è estremamente importante in quanto in economia vi è una relazione diretta tra il guadagno medio delle persone e la capacità di crescita di un determinato paese (PIL). Negli ultimi 10 anni i salari americani sono aumentati ad un ritmo medio del 2,5% annuo e anche per oggi ci si aspetta una crescita, sicuramente favorita dal fatto che in 21 Stati è stata alzata la soglia delle paghe minime proprio da gennaio.

A livello operativo, considerata la probabile grande volatilità , raccomandiamo di rimanere fuori dai mercati fino almeno alle 15:30.
Fonte: BONDWorld.it
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