Da seguire: Cina. Il PMI Caixin per i servizi è sceso da 53,4 a 53,1……….
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Germania. Gli ordini all’industria sono attesi in aumento di 0,9% m/m, dopo il calo di -3,6% m/m del mese precedente. Il rimbalzo ha interessato sia gli ordini domestici (+6,7%) sia quelli esteri (+3,9%). Ovviamente la forte variazione mensile riflette l’erraticità dei beni capitali (+9,7% dopo -6,8% m/m). Gli ordini di beni intermedi sono in calo di -0,6% m/m, così come quelli di beni durevoli di consumo (-1,8%).I market mover della settimana
I Market mover nella settimana
Nell’area euro, il focus sarà sui dati di produzione industriale a fine 2016. Prevediamo un aumento della produzione di 0,2% m/m in Germania e di 0,6% m/m in Spagna, e un calo di -0,1% m/m in Francia e in Italia.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale a dicembre dovrebbe essere poco variato rispetto al dato di novembre. I prezzi all’import di gennaio sono attesi in modesto rialzo, grazie alla pressione ribassista collegata al rafforzamento del cambio. La fiducia dei consumatori a febbraio dovrebbe mantenersi su livelli elevati.
Venerdì sui mercati
Il differenziale Btp-Bund ha chiuso la settimana in rialzo a 185pb. Le tensioni pre-elettorali pesano anche sul debito francese, che allarga a 68pb contro Bund. Per la Grecia, invece, l’allargamento è legato ai ricorrenti problemi legati alla revisione del programma di assistenza finanziaria.
Area euro. Il PMI di gennaio per i servizi è stato rivisto dal 53,6 della stima flash a 53,7. Il PMI composito sale a 54,4. In Italia il PMI è salito da 52,3 a 52,4; in Spagna, si è registrato un calo da 55 a 54,2.
Italia. I prezzi al consumo a gennaio sono saliti di due decimi in base all’indice NIC e scesi di due punti percentuali secondo l’armonizzato Ue. L’inflazione annua è salita da 0,5% a 0,9% sull’indice nazionale e a 0,7% sull’IPCA.
Stati Uniti. L’employment report a gennaio sorprende su tre fronti, e in direzioni diverse: occupazione più forte, disoccupazione in rialzo, dinamica salariale in rallentamento. Le sorprese non modificano il quadro e manterranno la Fed nel suo atteggiamento di attesa.
Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero a gennaio è poco variato, a 56,5 da 56,6 di dicembre (rivisto da 57,2). Lo spaccato dell’indagine è omogeneamente positivo.
Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha dato una visione molto positiva dell’economia affermando che vede una crescita di 2-2,5% nel 2017-18, con l’inflazione in rialzo al 2% e il tasso di disoccupazione in calo al 4,25% entro la fine del 2019, grazie anche all’attesa di nuovo stimolo fiscale. Pur in un contesto economico così solido, Evans ha ribadito che è essenziale che i rialzi dei tassi siano lenti.
Trump update. Scontro fra l’amministrazione e i giudici. Disagio anche fra i rappresentanti repubblicani in congresso.
Fonte: BondWorld.it
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