Area Euro. La Commissione UE pubblica le stime d’inverno che costituiscono il punto di partenza per la valutazione dello sforzo fatto dai paesi membri per correggere squilibri interni, in particolare fiscali……..
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Nel caso dell’Italia la stima della Commissione è particolarmente rilevante dal momento che è stato richiesto uno sforzo strutturale aggiuntivo quest’anno di 0,2% di PIL per evitare che la deviazione dall’obiettivo di medio termine venga considerata significativa. Il Governo, come è noto, ha risposto indicando che le misure per tre quarti dal lato delle entrate saranno dettagliate a metà aprile con l’aggiornamento del programma di stabilità.
I market mover della settimana
Nell’ area euro, il focus sarà sulle stime d’inverno della Commissione UE (v. sopra). I verbali della riunione BCE dello scorso 19 gennaio forniranno indicazioni sulle posizioni interne al Consiglio su se e quando dare avvio a una discussione sulla normalizzazione delle politiche ultra-accomodanti. I dati sul PIL nei mesi finali del 2016 dovrebbero mostrare un’accelerazione della crescita a 0,5% t/t in Germania da 0,2% t/t dei mesi estivi, ma un rallentamento in Italia (a 0,2% t/t da 0,3% t/t) e in Olanda (0,4% t/t da 0,8% t/t). Il PIL euro zona dovrebbe essere confermato in crescita di 0,5% t/t. L’indice ZEW sulle attese potrebbe tornare indietro marginalmente per effetto della volatilità sui mercati nelle ultime settimane, ma l’indice sulla situazione corrente è atteso ancora in miglioramento.
La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, ma il focus sarà sulle audizioni di Yellen in Congresso. Yellen dovrebbe dare un quadro positivo dello scenario economico, sottolineando che gli obiettivi della politica monetaria sono praticamente raggiunti, ma ribadendo che la Banca centrale rimane cauta, in attesa di informazioni sulla politica fiscale. In termine di dati, le prime indagini del manifatturiero di febbraio dovrebbero confermare la ripresa del settore. A gennaio, le vendite al dettaglio al netto delle auto dovrebbero mantenersi su un trend di moderata espansione; la produzione industriale dovrebbe essere invariata per via del calo delle utility, ma sostenuta da crescita nel manifatturiero. Il PPI e il CPI core a gennaio dovrebbero confermare il trend di rialzi moderati, intorno a 0,2% m/m, mentre gli indici headline dovrebbero essere in aumento più sostenuto per via degli incrementi di prezzo nel comparto dell’energia.
Venerdì sui mercati
Mercati azionari solidi negli USA, sulla scia delle aspettative di stimolo fiscale e dei segnali più distensivi sulla politica estera dell’Amministrazione Trump verso i partner asiatici. In Europa, i mercati hanno chiuso in modesto rialzo con correzioni nel comparto bancario, e con contrazioni per Italia e Spagna. In rialzo i mercati giapponesi questa mattina, dopo i dati moderatamente positivi del PIL del 4° trimestre.
Sui mercati obbligazionari, dopo alcune sedute di recupero, sono tornate le correzioni sui titoli di Stato italiani, in linea con il resto dei titoli di Stato della periferia dell’area euro e del comparto francese, anch’esso colpito dalle vendite negli ultimi giorni sulla scia dei crescenti timori sul fronte politico.
Sul fronte cambi, il dollaro riguadagna posizioni rispetto al paniere delle principali divise internazionali, supportato dalla promessa del presidente Trump di un nuovo piano di riduzione delle tasse.
BCE – Secondo Mersch, membro del comitato esecutivo, la BCE deve escludere “senza indugio” nel suo indirizzo la possibilità di nuovi tagli dei tassi ufficiali, che rischia di incrinare la sua credibilità. Mersch ha anche affermato che la proposta degli European Safe Bonds è “materia di studio per il lungo termine”, ma che “non la vedo parte dell’agenda operativa” perché “sarebbe difficile negare la percezione comune che si tratti di una surrettizia mutualizzazione del debito sovrano”. Nowotny (Austria) ha indicato che per il momento non vi è alcun motivo per modificare l’attuale politica monetaria ultra accomodante e che un dibattito sull’uscita dalle politiche attuali sarà avviato solo a metà di quest’anno.
Italia. La produzione industriale è cresciuta a sorpresa a dicembre, di ben l’1,4% m/m dopo lo 0,8% m/m (rivisto al rialzo di un decimo) di novembre. Il dato ha sorpreso decisamente verso l’alto, visto che la nostra aspettativa (e quella di consenso) era per una lieve flessione. Su base annua, la produzione è accelerata a 6,6%, dopo il 3,3% di novembre (in termini corretti per i giorni lavorativi, che sono stati 20 contro i 21 di dicembre 2015). Si tratta di un massimo da agosto del 2011. Nell’intero 2016, l’output (rettificato per gli effetti di calendario) è cresciuto dell’1,6% (dall’1,1% del 2015). In sintesi, il dato è risultato decisamente migliore del previsto. La correzione per i giorni lavorativi potrebbe aver avuto un ruolo, tenuto conto del fatto che la distribuzione delle festività e semi-festività di fine mese (cadute tutte nel fine settimana) potrebbe aver giocato in senso positivo. In tal senso, ci si può aspettare una correzione a gennaio, quando la ripresa delle attività produttive per molte aziende è avvenuta il 9 del mese, ovverosia più tardi rispetto a quanto avviene in media nel primo mese dell’anno. È possibile poi a febbraio, a nostro avviso, una nuova crescita dell’attività.
Grecia. Il governo ellenico ha discusso venerdì con i creditori le misure correttive necessarie a conseguire l’avanzo primario richiesto dopo il 2018, in caso di divergenza dagli obiettivi previsti.
Francia. La produzione industriale ha corretto di -0,9% m/m, dopo il balzo di 2,4% m/m di novembre. Il comparto manifatturiero è calato di -0,8% m/m da 2,4% m/m sulla scia di un calo generalizzato tra le principali componenti. La variazione annua è passata pertanto a 1,3% da 1,9%. La variazione trimestrale registra però un aumento nel Q4 a +1,1% t/t da zero del Q3. In media annua nel 2016 c’è stata una frenata dell’industria a 0,4% da 1,6% del 2015. Per l’inizio del 2017 ci aspettiamo un trend in espansione per il comparto, in linea con le indagini di fiducia nazionali e PMI.
Stati Uniti. I prezzi all’import a gennaio aumentano di 0,4% m/m (3,7% a/a), dopo +0,5% m/m di dicembre (rivisto da 0,4% m/m).
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (prel.) corregge a 95,7 da 98,5 di gennaio. Le condizioni correnti sono poco variate a 111,2 da 111,3 e le aspettative calano a 85,7 da 90,3 di gennaio. Le aspettative di inflazione a 1anno aumentano a 2,8% da 2,6% di gennaio, probabilmente sulla scia degli aumenti dei prezzi della benzina, mentre le aspettative a 5-10 anni correggono modestamente a 2,5% da 2,6%di gennaio. I dati non modificano la previsione di crescita dei consumi poco sopra il 2,5% nel 2017.
D. Tarullo, membro del Board con competenze relative alla regolamentazione bancaria, ha annunciato le sue dimissioni che avverranno entro inizio aprile. Le dimissioni di Tarullo sono probabilmente dovute agli attacchi da parte dell’Amministrazione alla Fed in materia di supervisione bancaria. Con le dimissioni di Tarullo, Trump potrà nominare tre membri del Board nel 2017 (su 7).
Fonte: BondWorld.it
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