Attenzione ai dati e all’intervento di Yellen il 3 marzo……….
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In Europa, i dati confermano che la ripresa prosegue ed è, anzi, accelerata a inizio 2017. In settimana, l’inflazione potrebbe toccare il 2% per la prima volta dal 2013. Per quanto ancora il fazione rialzista nella BCE accetterà lo status quo?
– I verbali della riunione del FOMC di fine gennaio sono stati letti dal mercato come relativamente dovish , ma a nostro avviso hanno un tono decisamente più hawkish rispetto alla relativa neutralità del comunicato di gennaio. Lo scenario economico rimane positivo, pur con una serie di rischi, “circa bilanciati”, alcuni verso l’alto (politica fiscale, mercati azionari) e negativi (dollaro, protezionismo, fragilità finanziaria estera) e in un contesto di incertezza sulle politiche economiche della nuova Amministrazione. Lo scenario di politica monetaria dei partecipanti è “generalmente” poco variato rispetto a dicembre. La maggior parte dei partecipanti continua a ritenere, nonostante l’ampia incertezza, che sarà probabilmente appropriato un “ritmo graduale di rialzi”. Non emergono argomenti a favore di rialzi più rapidi, anche se ovviamente rimane incerto il significato di “graduale”: nel 2015-16 è stato un rialzo all’anno, e il FOMC non dà indicazioni ulteriori rispetto a quelle che emergono dalle proiezioni di dicembre, con una mediana di tre rialzi. Nella discussione sulle mosse future, “molti” partecipanti ritengono che sia appropriato alzare i tassi “piuttosto presto” se le informazioni sul mercato del lavoro e sull’inflazione saranno in linea o più forti di quanto atteso. “Alcuni” partecipanti notano che la rimozione di stimolo in modo tempestivo, anche a “una riunione in arrivo” ( upcoming ), darebbe flessibilità al Comitato e “un paio” di partecipanti notano i rischi di fraintendimento da parte del mercato riguardo alla nozione di “graduale”, che potrebbe essere intesa con solo uno o due rialzi nel 2017. Da notare che Yellen ha detto recentemente che nelle “prossime riunioni” si valuterà un rialzo: il plurale in questo caso è rilevante, perché mantiene il focus su più date. In conclusione, i verbali segnalano in modo più esplicito di quanto sia stato fatto finora che la riunione di marzo potrebbe essere davvero “viva”, e rendono ancora più rilevante la batteria di dati in uscita nei prossimi venti giorni. Dai verbali emergono comunque ancora ampia incertezza e dispersione di opinioni, che porteranno con elevata probabilità a diversi dissensi, qualsiasi sia la decisione sui tassi presa a marzo. Riteniamo che un rialzo a marzo sia diventato più probabile, anche se non è per ora il nostro scenario centrale. Il 3 marzo ci sarà un discorso di Yellen che potrebbe essere determinante per rivalutare il quadro di breve termine, dopo i dati della prossima settimana.
– Nell’Eurozona, i dati macro pubblicati in settimana lasciano pochi dubbi sul fatto che la ripresa è solida e superiore al potenziale e la crescita del PIL potrebbe accelerare in apertura d’anno a 0,5% t/t. In settimana, la stima flash potrebbe mostrare l’inflazione euro zona in aumento al 2,0% a febbraio, per la prima volta dal 2013. Ma dovrebbe trattarsi solo di una fiammata temporanea. Dopo la spinta dall’energia, in primavera l’inflazione complessiva sarà sostenuta da un effetto statistico favorevole sui prezzi core , ma dall’estate il sostegno verrà meno e l’inflazione complessiva tornerà verso l’1,6% a fine anno. Il vero nodo rimane la dinamica sottostante. Per il momento, la bassa inflazione core e l’elevata incertezza politica offriranno appigli al fronte meno interventista del consiglio direttivo BCE per mantenere inalterata la politica monetaria e soprattutto la comunicazione. Ma al di là delle posizioni formali, le divisioni interne stanno aumentando. Il dibattito, sia pure preliminare, su quando e con quali modalità uscire dal QE e dal regime di tassi negativi può attendere ancora un po’. Ma se i dati si confermeranno così forti anche in Primavera e, se la Le Pen non vincerà il secondo turno in Francia a maggio, una discussione sui tempi e modalità di uscita dal QE e regime di tassi negativi potrebbe essere avviata a giugno.
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