Da seguire: Area Euro Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare i prezzi al consumo stabili sul mese a febbraio,……..
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dal momento che la spinta dai prezzi energetici dovrebbe essere compensata dalla stagionalità negativa dei prezzi interni. L’inflazione complessiva è attesa al 3,3% da un precedente 3,0%, mentre la dinamica dei prezzi interni è vista in aumento di due decimi all’1,3%, su spinta di un effetto base favorevole. L’inflazione spagnola potrebbe salire ancora tra marzo e aprile per poi tornare a scendere da maggio/giugno, al venir meno di effetti statistici di supporto.
Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è atteso in aumento a 108,2 da 107,9. Si tratterebbe del 4° mese consecutivo in miglioramento ed il livello massimo dal 2011. In dettaglio, il miglioramento dovrebbe essere per lo più nell’industria dove ci aspettiamo un miglioramento di morale a 0,9 da 0,8. Nei servizi la fiducia è attesa a 13,3 da 12,9. Altresì non escludiamo un lieve calo nelle costruzioni e commercio al dettaglio in parte dovuto a fattori climatici. Il morale delle famiglie dovrebbe essere confermato in calo come da stima preliminare.
Area euro. La dinamica di M3 è attesa rallentare a 4,6% a gennaio da 5,0% a/a precedente a causa di un effetto base negativo. In particolare ci aspettiamo un rallentamento dell’aggregato M3-M2. Tra le controparti di M3 la crescita del credito al settore privato dovrebbe essere poco mossa.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a gennaio sono previsti in aumento di 2,1% m/m, dopo -0,5% m/m di dicembre e -4,7% m/m di novembre. Nei mesi recenti gli ordini dell’aeronautica civile sono stati particolarmente volatili; al netto dei trasporti gli ordini a gennaio dovrebbero essere in rialzo di 0,5% m/m e confermare il moderato trend positivo della parte finale del 2016. Anche gli ordini di beni capitali dovrebbero rimbalzare dopo due contrazioni a fine 2016, e al netto di aeronautica e difesa dovrebbero essere in aumento di 0,3% m/m, dando supporto alla svolta verso l’alto degli investimenti fissi non residenziali vista nel 4° trimestre.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sui dati di inflazione di febbraio, che completeranno il set informativo prima della riunione BCE di marzo. L’inflazione euro zona potrebbe toccare il 2% a febbraio da un precedente 1,8%; a spingere, questo mese, dovrebbero essere stati i prezzi interni, mentre l’energia dovrebbe aver apportato un contributo circa nullo. L’inflazione sottostante è attesa in aumento di un decimo all’1,0%. Il rialzo dell’inflazione è diffuso ai principali paesi ma dovrebbe essere temporaneo. Da qui all’estate la dinamica dei prezzi sarà sostenuta da un effetto base favorevole sui prezzi interni che verrà riassorbito nel periodo estivo. Sulla misura armonizzata, ci aspettiamo un aumento di tre decimi in Francia a 1,9%, di due decimi in Germania a 2,1%, di un decimo in Italia. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE dovrebbe confermare che la ripresa economica procede a ritmi più sostenuti che a fine 2016; l’indice sintetico è visto in aumento a 108,2 da 107,9. Le vendite al dettaglio sono viste in aumento di 0,7% m/m in Germania e di 0,5% m/m in Francia.
La settimana ha molti dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. Le indagini ISM e Chicago PMI di febbraio dovrebbero dare segnali positivi coerenti con accelerazione della crescita. La fiducia dei consumatori a febbraio dovrebbe stabilizzarsi su livelli elevati. Fra i dati di gennaio, la spesa e il reddito personale dovrebbero registrare incrementi modesti in termini nominali e nulli in termini reali, con il deflatore core in aumento di 0,2% m/m, e la bilancia commerciale dei beni dovrebbe registrare un allargamento del deficit. La seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe riportare una modesta revisione verso l’alto della crescita. Fra gli eventi, la lunga serie di discorsi da parte di esponenti del FOMC si concluderà venerdì con un intervento di Yellen; inoltre Trump parlerà al Congresso riunito, e probabilmente darà indicazioni sulle linee guida delle riforme e della deregolamentazione su cui lavorerà l’Amministrazione.
Ieri sui mercati
La ripresa del debito francese è continuata venerdì, soprattutto sulle scadenze 10- e 30 anni; il tratto 2-5 anni si è mosso in linea con quello tedesco. Rendimenti in modesto calo anche sui BTP, ma con un lieve allargamento dei premi al rischio sul tratto 2-5 anni. Il MEF ha collocato 6 miliardi di BOT semestrali a un rendimento di -0,294% e domanda 1,52x l’offerta. Anche gli UST hanno visto calare i rendimenti. Chiusura nettamente negativa sui mercati azionari europei, con materie prime, auto, banche e costruzioni soprattutto sotto pressione.
Francia. In una serie di fitti appuntamenti elettorali ed interviste, Emmanuel Macron ha iniziato a presentare il suo programma elettorale, che avrà il suo fulcro nel calo della disoccupazione (promessa al 7% nel 2022), una trasformazione del modello economico francese (meno imposte e spesa corrente, più investimenti) e una maggiore integrazione europea. Sulla base delle notizie attuali, il programma di Macron è, come atteso, molto ambizioso e si situa nel mezzo rispetto al rigore fiscale di Fillon e al programma di spesa pubblica in esplosione di Hamon.
Italia. Sia gli ordini che il fatturato sono saliti in misura consistente a dicembre, come già accaduto per la produzione industriale (ordini +2,8%, fatturato +2,6% m/m).
Italia. L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è salito per il secondo mese a febbraio, a 104 da 103,3 precedente (rivisto al rialzo da 102,5 della prima lettura). Viceversa la fiducia dei consumatori ha continuato a scendere, a 106,6 a febbraio dopo il 108,6 di gennaio. Siamo vicini ai valori più bassi degli ultimi due anni. I dati sono coerenti con la nostra idea che la ripresa dell’attività economica possa proseguire nel 2017 (a un ritmo di 0,2-0,3% t/t e vicino all’1% a/a in media), e che essa in prospettiva, rispetto a quanto visto l’anno scorso, possa poggiare maggiormente su investimenti delle imprese ed export e in minor misura sui consumi domestici.
Stati Uniti. Le vendite di case nuove aumentano a 555 mila a gennaio, da 535 mila di dicembre, e una revisione netta dei dati dei mesi precedenti pari a -27 mila. L’incremento è diffuso a tutte le aree geografiche e le scorte di case invendute sono stabili a 5,7 mesi. Le vendite restano su un moderato trend verso l’alto.
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio (finale) aumenta a 96,3 da 95,7 della stima preliminare, ma rimane al di sotto dei massimi recenti (98,5 a gennaio 2017). Le aspettative di inflazione sono poco variate, a 2,7%, sull’orizzonte a 1 anno, da 2,8% della stima preliminare) e stabili a 2,5% sull’orizzonte a 5-10 anni. Il livello della fiducia in media è comunque in linea con espansione moderata dei consumi nei prossimi trimestri.
Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed, votante) ha detto che a suo avviso sarebbe positivo muovere i tassi “prima piuttosto che dopo”, per evitare di trovarsi più avanti nell’anno “dietro la curva”, dovendo poi agire in modo più aggressivo. Kaplan ha affermato che vorrebbe avere “flessibilità” alla prossima riunione, per poter valutare sul momento, sapendo che “le opzioni per marzo sono aperte”. Kaplan è il terzo esponente del FOMC che negli ultimi tre giorni ha segnalato di voler avere le mani libere per marzo, dopo Powell e Lockhart. La prossima settimana ci sono in calendario discorsi di dieci partecipanti al FOMC, con tre “pesi massimi” in chiusura. Venerdì parleranno infatti tre membri del Board, Powell e, soprattutto, dopo di lui, Fischer e Yellen. Il tono e i contenuti dei discorsi daranno segnali rilevanti riguardo a quanto sono effettivamente salite le probabilità di una mossa a marzo.
Trump update. Secondo fonti di stampa e alcune dichiarazioni del segretario del Tesoro Mnuchin, una prima versione del budget che l’Amministrazione Trump presenterà nelle prossime settimane, includerà significativi aumenti di spesa per la difesa, senza modificare i programmi per sanità e previdenza. La proposta inizialmente non toccherà neanche il lato delle entrate. Il discorso di Trump al Congresso, in agenda per domani sera (9 pm, EST) probabilmente identificherà le priorità per le prossime mosse dell’Amministrazione (sanità, tasse, deregolamentazione, controllo dell’immigrazione), ma difficilmente includerà dettagli operativi che aiutino a prevedere i contenuti effettivi delle leggi che poi il Congresso dovrà approvare.
Fonte: BondWorld.it
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