Da seguire: Cina – Il PMI manifatturiero Caixin è salito da 51,0 a 51,7 in febbraio…..
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Anche il PMI ufficiale è salito, in questo caso da 51,3 a 51,6. I dati, superiori alle attese, mostrano che la domanda estera sta compensando la perdita di slancio della domanda interna.
Area Euro
Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,6% m/m sia sulla misura nazionale, che armonizzata. L’aumento dovrebbe essere dovuto in larga misura alla stagionalità dei prezzi interni. Il contributo dell’energia dovrebbe essere stato di solo 0,1%. L’inflazione è attesa in aumento di due decimi al 2,1% sia sulla misura nazionale che su quella armonizzata. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare indietro già da marzo ed attesa stabilizzarsi intorno a 1,6%/1,7% dall’estate. L’inflazione core si muoverà verso l’1,5% dal recente 1,2%.
Germania. La disoccupazione è vista stabile al 5,9% dopo il calo di un decimo del mese precedente. Ulteriori cali sono assai poco probabili dal momento che il mercato del lavoro è già al pieno impiego.
Italia. I dati annui su PIL e indebitamento della PA dovrebbero mostrare una crescita dell’attività economica di 0,9% in termini grezzi e 1% se corretta per i giorni lavorativi. Il 2016 si potrebbe chiudere con un rapporto deficit/PIL a 2,3%, in miglioramento rispetto al 2,6% del 2015.
Stati Uniti
La spesa personale a gennaio è prevista in aumento di 0,3% m/m, spinta dall’aumento dei prezzi dell’energia. In termini reali, i consumi dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m, per via della correzione dei beni durevoli dovuta alle auto, come già segnalato dalle vendite al dettaglio di inizio 2017. Il reddito personale a gennaio dovrebbe aumentare di 0,3% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe essere stabile a 5,4%. Il deflatore dei consumi dovrebbe segnare un ampio aumento, +0,4% m/m, spinto dall’energia, come già visto nel CPI. Il deflatore core è previsto in rialzo di 0,2% m/m, con una variazione più modesta rispetto a +0,3% m/m del CPI core.
L’ISM manifatturiero a febbraio dovrebbe segnare un nuovo aumento a 57,5 da 56 di gennaio.
La spesa in costruzioni a gennaio dovrebbe aumentare di +0,4% m/m, dopo il calo di dicembre (-0,2% m/m), che era dovuto a debolezza nel settore pubblico e stabilità del segmento privato non residenziale, a fronte di un aumento solido nel settore dell’edilizia privata residenziale
La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà marzo. Il rapporto dovrebbe dare un quadro positivo dello scenario, in linea con i dati visti da inizio anno. Oltre a confermare la ripresa diffusa fra settori e aree geografiche, il Beige Book dovrebbe dare informazioni sul trend dei salari e dei prezzi: a gennaio il CPI core è accelerato, mentre i salari hanno rallentato. Il trend delle variabili nominali è particolarmente rilevante per lo scenario dei tassi in questa fase di economia al pieno impiego.
Le vendite di autoveicoli a febbraio sono attese in aumento a 17,6 mln di unità ann. da 17,5 mln di gennaio.
Ieri sui mercati
La periferia recupera il terreno perduto rispetto alla Francia: i rendimenti dei BTP sono calati da 6 a 8pb sul tratto 5-30 anni, consentendo una chiusura dei differenziali con la Germania ancora più ampia grazia al marginale aumento dei tassi sul debito tedesco. Positivo anche l’andamento del mercato spagnolo. Da segnalare un netto aumento dei rendimenti sulla curva UST sul tratto 2-5 anni, più sensibile alle aspettative di politica monetaria. In effetti, anche i futures sui fed funds hanno visto un sensibile calo, coerente con l’attribuzione di una maggiore probabilità a rialzi dei tassi a marzo (63%, per la prima volta sopra il 50%). Di riflesso, l’indice di cambio effettivo dollaro si è rafforzato a livelli ormai vicini a quelli di inizio gennaio.
Area Euro
Francia. La seconda stima conferma che nel quarto trimestre il PIL in volume è avanzato di 0,4% t/t da 0,2% t/t, mentre la variazione annua è stata rivista al rialzo di un decimo a 1,2% a/a da 1,1% a/a. La media annua rimane comunque identica alla prima stima, cioè 1,1%. Il PIL francese ha chiuso pertanto il 2016 in accelerazione rispetto al terzo trimestre. Complessivamente i dettagli danno un’immagine abbastanza positiva dell’economia con consumi solidi, investimenti in accelerazione, mentre il canale estero continua a non essere di supporto. Per il trimestre in corso ci aspettiamo una ulteriore accelerazione del PIL di almeno un decimo a 0,5% t/t, in linea con le indagini di fiducia nazionali. < >. La stima flash mostra che i prezzi al consumo sono aumentati meno delle attese a febbraio, solo di un decimo su entrambe le misure. L’inflazione ha rallentato di un decimo a 1,2% da 1,3% sull’indice nazionale e di due decimi a 1,4% da 1,6% sull’armonizzato. L’inflazione francese dovrebbe aver già toccato il livello di media annuale e da qui in poi dovrebbe oscillare di qualche decimo attorno all’1,2%.
Francia. La spesa per consumi è aumentata a gennaio di 0,6% m/m da -1,0% m/, in linea con le attese di consenso. Il miglioramento è stato in gran parte spinto dal rimbalzo dei consumi energetici per gas ed elettricità. La variazione annua accelera di un decimo a 1,4% da 1,3%, impostando i consumi per un aumento di 0,2% t/t nel primo trimestre da 0,9% t/t del precedente. I consumi sono attesi moderare quest’anno, pur rimanendo tonici.
Italia. I prezzi al consumo sono saliti per il terzo mese di fila a febbraio, di 0,3% m/m in base all’indice NIC. I listini sono aumentati di due decimi secondo l’indice armonizzato (dopo essere calati di -1,7% m/m, per via dei saldi invernali, a gennaio). L’inflazione annua è salita da 1% a 1,5% secondo l’indice nazionale e a 1,6% in base all’IAPC. Si tratta di un massimo da circa quattro anni. L’inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) è salita lievemente a 0,6% a/a da 0,5% di gennaio, restando comunque vicina al minimo storico di 0,2% toccato a ottobre (nel mese, i prezzi core sono aumentati di appena un decimo su base congiunturale).
Stati Uniti
La seconda stima della crescita del PIL del 4° trimestre 2016 è invariata a 1,9% t/t ann. La stabilità della crescita complessiva nasconde variazioni significative rispetto alla prima stima. I consumi sono rivisti ampiamente verso l’alto, con una crescita di 3% t/t da 2,5% t/t ann. Invece gli investimenti fissi non residenziali, gli investimenti residenziali e la spesa pubblica sono rivisti verso il basso. Il deflatore core è rivisto al ribasso di 1 decimo, a 1,2% t/t ann. da 1,3% t/t ann. Il 3° e il 4° trimestre hanno risentito di ampi effetti distorsivi sul canale estero dovuti al forte aumento delle esportazioni di soia nell’estate (contributo alla crescita: +0,9 pp), seguite dall’ampia correzione dell’autunno (contributo, -1,7 pp). La crescita media nel secondo semestre è stata intorno a 2,5% t/t ann, in accelerazione rispetto alla media della prima metà del 2016, poco sopra 1% t/t ann.
Il deficit della bilancia commerciale dei beni a gennaio balza a -69,2 mld di dollari da -64,4 mld di dollari di dicembre (consenso: -66 mld).
La fiducia dei consumatori a febbraio sale ancora, a 114,8 da 111,6 di gennaio, e tocca il massimo da luglio 2001. L’aumento è diffuso alle condizioni correnti (33,4 da 130) e alle aspettative (102,4 da 99,3).
Il Chicago PMI a febbraio balza a 57,4 da 50,3 di gennaio, e torna sul livello di novembre 2016.
I discorsi dalla Fed finora hanno spostato verso l’alto la probabilità di un rialzo dei tassi a marzo. In particolare ieri, fra gli interventi di Kaplan, Harker, Bullard, Williams, Dudley, segnaliamo che Williams ha detto che un rialzo a marzo sta ricevendo “seria considerazione e Dudley ha detto che il caso per la riduzione dello stimolo monetario è diventato “molto più cogente”, con la maggior parte dei dati in linea con una crescita al di sopra del potenziale.Dudley ha precisato che un rialzo “piuttosto” ravvicinato indicato nei verbali vuol dire in “un futuro relativamente vicino” presto”.
Trump update. Il discorso di Trump al Congresso riunito ha toccato tutti i temi della campagna elettorale, ma ha cambiato i toni in direzione conciliante, con un appello all’unità e una richiesta di lavoro comune sui temi essenziali per il paese. Come atteso, non sono stati presentati dettagli operativi, con il focus del discorso sui temi in agenda: abrogare e sostituire Obamacare, riformare il sistema tributario sostenendo la competitività delle imprese e creando lavoro, controllare l’immigrazione, investire in infrastrutture, combattere la criminalità nelle aree urbane. I temi sono noti, ma dall’intervento sono emerse alcune informazioni di policy, in particolare su sanità, imposte e immigrazione. Il discorso di Trump ha riconosciuto implicitamente la necessità di collaborare con il Congresso, che dovrà legiferare sui temi centrali, se non con unità bipartisan, quanto meno con coesione fra i repubblicani. Su questo fronte, si sono registrate nelle ultime settimane crescenti fratture fra diverse fazioni repubblicane, sulla riforma di sanità e imposte, che stanno bloccando l’avanzamento del primo tema in agenda, cioè la sostituzione di Obamacare. Operativamente, la strada per la riforma tributaria e l’aumento della spesa per infrastrutture rimane lunga e difficile e resta improbabile che ci siano risultati in vista prima dell’autunno.
Fonte: BondWorld.it
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