Rivista lievemente al ribasso la crescita tendenziale, ma il dettaglio delle componenti è migliore del previsto ..…
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
• La seconda lettura del PIL italiano nel 4° trimestre 2016 ha confermato la stima preliminare di una crescita congiunturale di 0,2% t/t, in rallentamento solo lieve rispetto allo 0,3% t/t dei mesi estivi. La crescita tendenziale a fine anno è stata rivista lievemente al ribasso, da 1,1% a 1% (invariato rispetto al trimestre precedente).
• Tuttavia, risulta confermata la crescita media annua del 2016, pari all’1% se corretta per i giorni lavorativi (che sono stati due in meno che nel 2015). L’1% è coerente con lo 0,9% in termini grezzi comunicato dall’Istat lo scorso 1° marzo.
• Il dettaglio delle componenti è risultato parzialmente sorprendente (anche per via di sensibili revisioni sui dati dei trimestri precedenti), e in generale migliore rispetto alle nostre attese:
• I consumi privati sono aumentati di un decimo, dopo lo 0,2% t/t del 3° trimestre (rivisto al rialzo da 0,1% della stima precedente); ancora una volta trainanti sono risultati i beni durevoli (1,1% t/t, in linea con il resto dell’anno), mentre hanno dato un contributo negativo i semidurevoli (-0,8% t/t).
• Gli investimenti sono cresciuti a un ritmo significativo per il secondo trimestre consecutivo: 1,3% da 1,5% t/t precedente (rivisto al rialzo da 0,8% della prima stima). Come atteso la spesa in macchinari e attrezzature è rallentata (a 0,4% da 1,1% t/t, rivisto verso l’alto da 0,8% della prima lettura). Gli investimenti in mezzi di trasporto continuano a crescere a velocità sostenuta, accelerando anzi a 13,6% da 10,7% t/t del 3° trimestre (rivisto da 8,8% precedente). Sorprendente (rispetto ai dati già diffusi sulla produzione industriale nel settore) la crescita per il secondo trimestre consecutivo degli investimenti in costruzioni (+0,5% dopo il +0,7% t/t precedente, rivisto da -0,2% della precedente stima).
• Il commercio con l’estero ancora una volta non ha contribuito alla crescita (ci aspettavamo un apporto negativo di un decimo), in un contesto comunque di accelerazione per entrambi i flussi (ma più marcato, come da nostre attese, per l’import che per l’export: +2,2% contro +1,9% t/t).
• Le scorte hanno sottratto due decimi al PIL (diversamente dalle nostre attese, che incorporavano un lieve apporto positivo).
• Infine, la spesa pubblica è tornata a crescere, di 0,6% t/t (con un contributo di un decimo al PIL), dopo essere calata nei due trimestri precedenti.
• Decisivo, come ampiamente atteso, è stato l’apporto del settore industriale (in cui il valore aggiunto è cresciuto di 0,8% t/t per il secondo trimestre consecutivo, con un contributo di due decimi al valore aggiunto totale); viceversa, il valore aggiunto è rimasto stabile nei servizi, in quanto la flessione registrata dalle attività finanziarie e assicurative e dalle attività professionali e di supporto ha compensato l’aumento negli altri comparti. In questa fase il contributo dell’industria è trainante, anche grazie alla ripresa in corso del commercio mondiale; peraltro, un segnale di possibile ritorno alla crescita del valore aggiunto anche nel non manifatturiero è venuto oggi dalla ripresa dell’indice PMI servizi, salito da 52,4 a 54,1 a febbraio (ai massimi dal 2015).
• In pratica, la crescita rimane trainata dalla domanda interna, la cui composizione (come ci aspettavamo) sta però cambiando: va perdendo forza la forza propulsiva dai consumi (la variazione annua della spesa delle famiglie è rallentata ulteriormente a 0,9% a fine 2016 da 1,1% il trimestre precedente e da un massimo decennale di 2% toccato nel 3° trimestre 2015), mentre viceversa si sta rafforzando il ciclo degli investimenti (la variazione annua è salita da 3,4% a 4,2%, un massimo da 10 anni). La domanda estera continua a non contribuire al PIL, ma la parte finale dell’anno ha visto una incoraggiante accelerazione per entrambi i flussi commerciali.
• In sintesi, se da un lato la crescita tendenziale del PIL a fine 2016 è stata rivista marginalmente verso il basso, dall’altro lato il dettaglio delle componenti appare migliore del previsto (il PIL al netto del contributo delle scorte sarebbe aumentato di 0,4% t/t; conforta in particolare la crescita degli investimenti, anche sulla scia della revisione al rialzo dei dati dei trimestri precedenti).
• In prospettiva, pensiamo che il PIL possa mantenere l’attuale velocità di crociera (0,2% t/t, 1% a/a) anche a inizio 2017. Occorrerà aspettare il dato sulla produzione industriale di gennaio (in uscita il prossimo 13 marzo), vista correggere dopo il balzo in qualche modo “anomalo” di dicembre, per farsi un’idea più precisa circa l’entità della crescita congiunturale del PIL nel 1° trimestre. Peraltro, l’andamento recente delle indagini di fiducia delle imprese, in particolare nel settore manifatturiero, appare coerente con una accelerazione in area 0,3% t/t nel corso dell’anno. Confermiamo perciò la nostra stima di una crescita media annua 2017 in linea con quella del 2016 (0,9% grezza ovvero 1% corretta per i giorni lavorativi).
Fonte : BondWorld.it
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