Flash Macro Daily

Flash: Germania. L’ indice IFO è salito più delle attese a marzo

Da seguire: Oggi l’Italia offre da 2 a 2,5 miliardi di CTZ biennali e la Germania ne colloca 4 di Schatz 03/2019……..


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Stati Uniti

   La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di febbraio dovrebbe registrare una riduzione del deficit, a -67 mld da -68,8 mld di dollari a gennaio, con correzioni di import ed export dopo due mesi di incrementi solidi. Nonostante l’attesa riduzione del deficit, si continua a prevedere un contributo negativo delle esportazioni nette alla crescita del 1° trimestre.

   La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo è prevista in modesto calo a 112 da 114,8 di febbraio, riportandosi più in linea con le indicazioni dell’indice dell’Univ. of Michigan. La correzione dovrebbe essere guidata da un aggiustamento verso il basso della componente aspettative da 102 di febbraio di 4-5 punti, a fronte di una contrazione più moderata delle condizioni correnti, da 133,4.

Ieri sui mercati

Generalizzato appiattimento delle curve per scadenze sul mercato europeo dei titoli di stato, con lievi pressioni al rialzo sui titoli tedeschi e francesi a breve termine e una flessione di 2-3pb dei tassi sui BTP a 5 e 10 anni. Prosegue l’indebolimento del dollaro sui mercati valutari.

Germania. L’ indice IFO è salito più delle attese a marzo a 12,3 da 111,1. L’indice sulla situazione corrente è salito di 0,9 punti a 118,4, livello registrato l’ultima volta a inizio 2011. Il trend di miglioramento è atteso proseguire anche nei prossimi mesi con l’indice sulle attese, che ha recuperato a pieno il calo di inizio anno in (105,7 da 104,2). L’accelerazione dell’attività a marzo è in larga misura spiegata dal manifatturiero. Nei servizi l’indice di attività è decelerato, mentre la fiducia nel commercio al dettaglio e nelle costruzioni è migliorata. In media, nel 1° trimestre l’IFO si è aggirato a 111,1 da 110,7 del 4°, ed è coerente con una crescita del PIL di 0,5% t/t a inizio 2017 e l’espansione sembra proseguire anche nel 2° trimestre.

BCE. Si fa più acceso il dibattito sulla guidance sui tassi, le cui eventuali modifiche sono viste come il primo passo verso l’uscita. Lautenschlaeger (Comitato Esecutivo) ha detto che “la strategia di uscita deve essere rivista tempestivamente”. Praet ha riaffermato la posizione accomodante, indicando che la BCE deve guardare “oltre il recente balzo dell’inflazione dovuto a fattori temporanei il cui effetto si smorzerà presto”; già a marzo pensiamo che l’inflazione possa tornare indietro di due decimi all’1,8%. Smets, a capo della ricerca BCE, ha dichiarato che “va tenuta ferma la barra della politica monetaria” e questo implica “mantenere inalterati gli acquisti, i tassi e la guidance”.

Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha detto che, se si ridurrà l’incertezza sulle politiche dell’amministrazione, tre rialzi dei tassi nel 2017 sono “interamente ragionevoli”, ma non si possono escludere quattro rialzi, in caso di accelerazione dell’inflazione. Tuttavia, Evans ha sottolineato l’importanza dell’incertezza sulla spesa pubblica e sull’inflazione, che potrebbe rendere appropriati solo due rialzi quest’anno. Kaplan (Dallas Fed) ha dato un quadro positivo dello scenario e sottolineato che ci sono rischi verso l’alto (riforme) e verso il basso (produttività e crescita della forza lavoro). Kaplan ha detto di essere d’accordo sulla necessità di rimuovere lo stimolo monetario gradualmente e in modo paziente.

Trump update. La sconfitta repubblicana sulla sanità sta portando qualche apertura verso opzioni bipartisan per procedere sui prossimi temi in agenda in Congresso. Alcuni senatori repubblicani moderati hanno presentato una proposta di riforma di Obamacare che non ne elimina le caratteristiche e potrebbe trovare supporto da democratici centristi. Tuttavia, ora per i democratici la barra per eventuali accordi è alta, dato che l’unità mantenuta nel dibattito sulla riforma in questi mesi ha sortito risultati politici enormi e probabilmente insperati. Il dibattito in Senato sulla nomina del giudice Gorsuch alla Corte Suprema sarà importante per vedere se le posizioni democratiche intransigenti si ammorbidiranno almeno parzialmente, evitando l’ostruzionismo e aprendo qualche spiraglio per i prossimi temi da discutere in Congresso. Ora la prima questione in agenda è il rinnovo dell’appropriation bill (legge di finanziamento della spesa corrente) che scade il 28 aprile. Il Congresso ha dodici giorni di lavoro effettivo per evitare una possibile chiusura del governo. Quindi fino a maggio non inizieranno davvero i lavori per la riforma tributaria. In termini di attività dell’Amministrazione, Trump oggi dovrebbe firmare un ordine esecutivo che muoverà i primi passi per eliminare le politiche ambientali istituite da Obama, riducendo i vincoli per la produzione di energia e sospendendo le indicazioni per la riduzione di emissioni concordata con l’accordo di Parigi del 2015. Il segretario di Stato Tillerson sta spingendo per evitare che gli Stati Uniti si ritirino ufficialmente dal tavolo dell’accordo.

Fonte: BondWorld.it


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