Flash Macro Daily

Flash: Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a 9,6%

Da seguire: Area Euro. La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in aumento a marzo a 56,2 da 55,4 grazie ai miglioramenti registrati sia in Germania……..


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(a 58,3 da 56,8) sia in Francia (a 53,4 da 52,2). La prima stima del PMI manifatturiero italiano potrebbe mostrare un’ulteriore salita a 55,3 a marzo da 55 di febbraio.

   Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a 9,6% a febbraio; si tratta di un minimo dal periodo pre-crisi ma un livello ancora al di sopra del tasso naturale stimato al 9%. Il dato medio dell’Eurozona nasconde ampie discrepanze all’interno dell’area. Nel corso di quest’anno ci aspettiamo un calo al di sotto del 9%, la tenuta della crescita dovrebbe spingere la crescita degli occupati.

   Area euro. I prezzi alla produzione sono previsti in aumento di 0,1% m/m a febbraio e dovrebbero accelerare a 4,2% a/a da 3,5% a/a su base annua, su spinta del rincaro del greggio. I prezzi alla produzione core dovrebbero crescere di 1,2% a/a circa, come a gennaio. Le pressioni ribassiste sui prezzi a monte della catena produttiva sono del tutto rientrate, ma per il momento la spinta al rialzo rimane contenuta per i prezzi dei beni di consumo non energetici.

   Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe calare di un decimo a febbraio, a 11,8% dopo l’11,9% registrato nei mesi tra novembre e gennaio. Le intenzioni di assunzione delle imprese hanno mostrato una decisa ripresa negli ultimi mesi, in particolare nell’industria, tuttavia l’aumento delle forze di lavoro continua a esercitare una pressione verso l’alto sul tasso di disoccupazione.

Stati Uniti

   L’ISM manifatturiero a marzo è previsto in modesta correzione a 57,2 da 57,7 di febbraio. Le indagini regionali a marzo hanno continuato a dare segnali positivi, ma hanno corretto dai picchi di febbraio, pur restando su livelli molto elevati. L’espansione nel manifatturiero prosegue: i dati effettivi di ordini e attività non sono per ora coerenti con le indicazioni super ottimistiche delle indagini, anche se segnalano crescita degli investimenti non residenziali nel 1° semestre.

   La spesa in costruzioni a febbraio dovrebbe rimbalzare di +1% m/m dopo -1,3% m/m di gennaio, grazie anche al clima mite. La spesa nel settore privato residenziale dovrebbe proseguire sul trend positivo e solido degli ultimi 4 mesi, alla luce dei dati relativi alle unità in via di completamento visti a cavallo di fine anno. Anche nel comparto privato non residenziale si dovrebbe registrare un incremento, mentre il segmento della spesa pubblica dovrebbe restare relativamente debole come nel trimestre scorso. La spesa residenziale privata dovrebbe dare un ampio contributo positivo alla crescita del 1° trimestre; gli investimenti in strutture private dovrebbero essere modestamente positivi, mentre la spesa pubblica dovrebbe essere ancora in calo.

   Le vendite di autoveicoli a marzo sono previste in calo a 17,3 mln da 17,5 mln di unità ann. di febbraio. Il 2017 dovrebbe vedere una quasi-stabilizzazione delle vendite di auto, con previsioni di aumento di 0,2% rispetto al 2016, dopo anni di incrementi record. I consumi dovrebbero registrare uno spostamento di quote dai beni durevoli ai servizi.

I market mover della settimana

Nella zona euro il focus sul fronte dei dati sarà sull’andamento della produzione industriale a febbraio. L’output è atteso in crescita modesta solo in Spagna, ma in calo in Germania di 0,5% m/m e in Francia di 1,4% m/m. L’attenzione dei mercati si concentrerà sulle minute della riunione BCE di inizio marzo e, in particolare, su eventuali riferimenti a modifiche alla guidance sui tassi.

La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. L’employment report di marzo dovrebbe essere ancora positivo, ma segnalare un rallentamento (molto desiderato) della dinamica occupazionale, insieme a una moderata accelerazione dei salari. A marzo, le indagini ISM dovrebbero correggere dai picchi dei mesi scorsi, pur mantenendosi su livelli storicamente molto elevati, e le vendite di autoveicoli dovrebbero essere poco variate. A febbraio la bilancia commerciale dovrebbe registrare una riduzione del deficit e la spesa in costruzioni dovrebbe rimbalzare dopo la correzione di gennaio. La Fed pubblica i verbali di marzo, che dovrebbero mostrare consenso su un sentiero graduale di rialzi e potrebbero dare qualche indicazione sul dibattito relativo alla dimensione del bilancio.

Venerdì sui mercati

I mercati azionari hanno chiuso il 1° trimestre dell’anno con la miglior performance dal 2013. I listini europei hanno chiuso in rialzo anche venerdì ed hanno archiviato trimestre con una variazione superiore a quella del mercato statunitense, grazie al rinnovato interesse degli investitori internazionali. La seduta odierna è stata positiva in Asia con il NIKKEI in rialzo dello 0,8%, con dati sul manifatturiero generalmente positivi ed in linea con le attese per le imprese di grandi dimensioni (Tankan a +20 da +18). L’indice HANG SENG scambia in rialzo 0,3% in vista dell’incontro tra il premier Cinese Xi Jinping e il Presidente Trump, con il focus sul disavanzo commerciale deli Stati Uniti. Le borse europee sono attese aprire in rialzo. ll mercato obbligazionario riparte da uno spread BTP – Bund a 197, in parte penalizzato dai flussi limitati in chiusura mese. Treasuries poco mossi venerdì in area 2,41% dopo le parole caute dei membri FED quest’oggi dovranno pesare le indicazioni di stampa sul dibattito sulla fine della politica di riacquisto (v.sotto). Cambio euro dollaro poco mosso questa mattina ancora intorno a 1,68. Yen in lieve rialzo a 111,38. Il Brent dopo una settimana in rialzo ha aperto in lieve calo questa mattina in area 53,4.

Area Euro

Area euro L’ inflazione cala più del previsto a marzo a 1,5% da un precedente 2,0%.Le attese di consenso erano per un calo all’1,8%. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,8% m/m, meno del previsto per effetto del calo del capitolo energia (-0,8% m/m) e alimentari freschi. Inoltre la dinamica sottostante dei prezzi al consumo è cresciuta meno del previsto 1,2% m/m. L’inflazione core è calata di due decimi a 0,7% il livello più basso da un anno ed uno dei minimi assoluti. Il dato indica che le pressioni sui prezzi interni restano assai contenute dal momento che un effetto base favorevole avrebbe dovuto spingere la dinamica core in primavera. L’inflazione area euro dovrebbe tornare a salire ad aprile su spinta di un rimbalzo della dinamica core ma calerà nuovamente in estate fino ad assestarsi intorno all’1,1% / 1,3% nella seconda metà dell’anno. Il dato più debole del previsto di marzo lascia la stima di inflazione area euro nel 2017 all’1,4% da un precedente 1,7%.

Francia. La stima flash ha indicato che l’inflazione in Francia è rallentata di un decimo a 1,1% da 1,2% sull’indice nazionale, rimanendo stabile su quello armonizzato a 1,4%, in linea con le nostre stime. Nel mese i prezzi al consumo sono aumentati di 0,6% m/m da 0,1% m/m sull’indice nazionale e di 0,7% m/m da 0,2% m/m su quello armonizzato. L’aumento mensile è stato spinto dalla salita dei prezzi dei prodotti manifatturieri e dagli aumenti dei tabacchi, in parte compensati dal calo del prezzo dell’energia e dei servizi. Ci aspettiamo che il rallentamento dell’inflazione prosegua nei prossimi mesi per ritornare poi ad accelerare dall’autunno.

Francia. La spesa per consumi è scesa a febbraio di -0,8% m/m da 0,6% m/m contro attese di consenso che prevedevano un aumento. Il dato è spiegato dal crollo dei consumi di elettricità influenzati dalla risalita delle temperature, con il mese di febbraio che registra la temperatura più alta dal 2007, dopo che gennaio era stato il più freddo dal 2010. La variazione annua rallenta a 0,5% da 1,7% (rivisto al rialzo di tre decimi), lasciando le vendite al dettaglio in rotta per una contrazione di -0,4% t/t nel primo trimestre da 1,0% t/t del precedente.

Italia – “Carrello della spesa” più leggero a marzo, anche se in parte per fattori temporanei. Dopo essere salita per quattro mesi di fila fino a toccare un massimo da quattro anni a 1,6% a febbraio, l’inflazione è tornata a calare a marzo, a 1,4% secondo l’indice nazionale e a 1,3% in base all’IAPC. Nel mese i prezzi al consumo sono rimasti invariati secondo il NIC e sono aumentati di 1,8% m/m in base all’indice armonizzato (che tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo legate al rientro dei saldi invernali). A nostro avviso, il picco per l’inflazione potrebbe non essere ancora alle spalle: ci attendiamo una salita all’1,7% ad aprile, seguita da una moderazione nei mesi successivi e poi da un nuovo massimo a 1,8% ad ottobre. Per la media del 2017 stimiamo un CPI a 1,5% ovvero non lontano dai valori correnti.

BCE Coeuré (Comitato esecutivo) ha detto che la BCE vorrà essere molto cauta quando normalizzerà ma la strada è comunque verso una graduale rimozione del super stimolo monetario. È forse troppo presto per discutere formalmente di sequenza di uscita ma un giorno quella discussione dovrà aversi “il rischio di deflazione è rientrato del tutto e i rischi per la crescita sono circa bilanciati. Rimane un elevato grado di incertezza ma questa è più fuori dalla zona euro”. Coeure ha aggiunto che il dibattito sulla sequenza di uscita nonché su di un possibile rialzo del tasso si non deve essere visto come un taboo, quasi in risposta al monito di Praet (Capo economista) di qualche giorno fa. Il rialzo del tasso sui depositi ha spiegato Coeure è solo un elemento, l’altro aspetto importante è il riferimento a tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti. Andrebbe, secondo Coeure, quantificato il “ben oltre la fine” in modo più chiaro. La discussione dipenderà dall’evoluzione dei dati e dalle informazioni che arriveranno nei prossimi mesi. Coeure ha riconosciuto che a breve si potrebbe dover discutere se un così basso livello del tasso sui depositi è ancora necessario per potenziare il programma di acquisti BCE. Coeure ha anche aggiunto che non sottoscrivere un bias inflazionistico nella guidance ancora a lungo.

Stati Uniti

Il WSJ riporta che il FOMC sta approntando la strategia per ridurre gradualmente i reinvestimenti dei titoli in scadenza. Il FOMC starebbe considerando di attuare due rialzi e poi di fare una pausa mentre inizia il tapering dei reinvestimenti entro fine anno, in modo da ridurre il più possibile i rischi di turbolenza sui mercati. Questa settimana verranno pubblicati i verbali della riunione di marzo ed è probabile che emerga qualche indicazione più operativa di quanto visto finora sul tema del bilancio. Recentemente un gran numero di partecipanti al FOMC ha segnalato l’opportunità di considerare la riduzione del bilancio entro fine anno. Un motivo per procedere anche sulla strada della normalizzazione del bilancio, oltre che su quella della normalizzazione dei tassi, sarebbe l’incertezza riguardo alla composizione del Board in futuro: ora mancano 3 membri ( su 7) e nel 2018 scadranno i mandati di presidente di Yellen e di vice-presidente di Fischer. Il Board sarà quindi quasi completamente rinnovato, nella sua composizione e nella leadership, entro l’anno prossimo.

La spesa personale a febbraio aumenta di solo 0,1% m/m, dopo 0,2% m/m a gennaio; in termini reali, la spesa cala di -0,1% m/m (con una correzione dei beni durevoli e dei servizi) e conferma la previsione che i consumi nel 1° trimestre segneranno un netto rallentamento dopo il dato forte dell’autunno (+3,5% t/t ann.). Il reddito personale è invece in rialzo solido, +0,4% m/m (+4,6% a/a), dopo +0,5% m/m di gennaio, sulla scia di un incremento solido dei salari (+0,5% m/m). Il reddito disponibile cresce di 0,3% m/m (+0,1% m/m in termini reali) e determina un rialzo del tasso di risparmio a 5,6% da 5,4% di gennaio. Il deflatore dei consumi segna una variazione modesta a febbraio (+0,1% m/m) e supera il 2% a/a per la prima volta da aprile 2012. Il deflatore core sale di 0,2% m/m; su base tendenziale l’indice core è in aumento di 1,8% a/a come a gennaio.

Fonte: BondWorld.it


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