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Il Punto: Verbali FOMC: si prepara il tapering dei reinvestimenti.

Draghi ha rotto il silenzio e preso posizione sulla guidance : per il momento non vi sono le condizioni per considerare modifiche né alla formulazione né alla sequenza di uscita……….


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La Fed ha pubblicato i verbali della riunione del FOMC del 15 marzo che, come atteso, hanno fornito informazioni nuove soprattutto sulla politica dei reinvestimenti. Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, la valutazione resta positiva. I partecipanti non erano preoccupati del rallentamento della crescita del PIL atteso per il 1° trimestre, attribuito a fattori temporanei. I rischi venivano considerati circa bilanciati, in parte collegati allo stimolo fiscale che comunque, secondo la maggioranza, non dovrebbe avere effetti prima del 2018. Sul fronte degli sviluppi finanziari, si è notato che le condizioni finanziarie retano accomodanti, e diversi partecipanti hanno sottolineato il ruolo del rialzo del mercato azionario come fattore espansivo. Nella discussione sulla strategia di politica monetaria, i partecipanti in generale ritenevano opportuno alzare i tassi gradualmente in modo da mantenere ancora condizioni accomodanti, per permettere all’inflazione di raggiungere e mantenere stabilmente un livello vicino al 2%. Il sentiero di rialzi graduali atteso sarà comunque rivalutato sulla base dell’evoluzione dello scenario e dei rischi, sia verso l’alto sia verso il basso.

Per quanto riguarda invece la politica del bilancio, secondo il Comitato, gli acquisti di titoli devono restare uno strumento da usare in casi eccezionali, solo dopo aver esaurito lo spazio offerto dalle riduzioni dei tassi. I partecipanti concordavano sul fatto che la riduzione del portafoglio titoli debba essere graduale e prevedibile, e attuata prevalentemente attraverso l’eliminazione dei reinvestimenti (non con vendite). Riguardo ai tempi, quasi tutti i partecipanti ritenevano opportuno modificare la politica di reinvestimento in base alle condizioni economiche e finanziarie. Secondo “diversi” partecipanti, l’inizio della riduzione del bilancio dovrebbe essere basata su una soglia dei tassi, mentre per altri sarebbe preferibile una regola più “qualitativa”. Alcuni discorsi recenti (per esempio, Dudley) hanno indicato che la Fed potrebbe attuare due rialzi, poi fare una “breve pausa” durante la quale iniziare il tapering dei reinvestimenti, per poi riprendere con i rialzi nel 2018. La maggior parte dei partecipanti riteneva probabile che la riduzione dei reinvestimenti possa iniziare entro fine anno, essere condotta in modo “passivo e prevedibile” e riguardare insieme Treasury e MBS. Per ora vi è consenso su una riduzione graduale dei riacquisti. In conclusione, i verbali non hanno modificato le aspettative che si erano formate nelle ultime settimane e che vedono due rialzi (forse giugno e settembre), seguiti dall’inizio del tapering dei reinvestimenti in autunno.

I verbali della riunione BCE dello scorso 9 marzo confermano che il Consiglio ha discusso modifiche alla guidance sui tassi ed in particolare la possibilità di rimuovere il riferimento a tassi più bassi rispetto al livello attuale. Ma si è raggiunto un consenso sufficientemente ampio per mantenere lo status quo , dal momento che si sarebbe verificato un restringimento delle condizioni finanziarie indesiderato data l’inerzia dell’inflazione core . Del resto, i commenti di più membri del Consiglio nell’ultimo mese hanno indicato che il dibattito è ben avviato. Draghi ha rotto il silenzio e preso posizione sulla guidance : per il momento non vi sono le condizioni per considerare modifiche né alla formulazione né alla sequenza di uscita. L’orientamento della politica monetaria è determinato dalla combinazione di diversi strumenti: tassi negativi, acquisti e guidance sulle misure. E la guidance non riguarda solo il livello dei tassi ma anche la sequenza di uscita dalle misure non convenzionali. Draghi ha respinto gli attacchi sui tassi negativi, indicando che nel complesso rimangono una misura positiva per l’economia e anche per le banche perché il calo dei margini da interesse è compensato dall’aumento del volume di prestiti. Draghi ha però riconosciuto che la probabilità di tassi più bassi si è ridotta. L’inerzia dell’inflazione core limita l’urgenza di introdurre modifiche alla comunicazione. Ma se la crescita più che solida sarà confermata nei prossimi mesi è ragionevole aspettarsi che la BCE cominci a preparare i mercati a una graduale normalizzazione della politica monetaria.


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