Reazione molto positiva dei mercati all’esito del primo turno delle elezioni francesi…….
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A nostro giudizio correttamente, si sconta ora una facile vittoria di Macron al ballottaggio del 7 maggio (v. sotto). Tassi in calo sulle curve governative della periferia europea (inclusa quella italiana, malgrado il declassamento da parte di Fitch), oltre che su quella francese, e balzo dell’euro a 1,0863 dollari. Il rientro dell’avversione al rischio è evidente anche nel brusco rafforzamento dell’euro contro franco svizzero, ora scambiato a 1,0830 (+1,4%).
Area Euro
(24/4) Germania. L’indice IFO è atteso ancora in aumento a 112,7 ad aprile da 112,3, si tratterebbe del 3° aumento consecutivo. L’indice ZEW ha segnalato un miglioramento anche più marcato. L’indice sulle attese è visto circa stabile a 105,8 da 105,7, il massimo dal 2011. L’indice sulla situazione corrente dovrebbe continuare a migliorare a 119,6 da 119,3. L’indice IFO è coerente con una crescita del PIL tedesco di 0,5% t/t, anche nei mesi primaverili.
(25/4) Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese è atteso stabile ad aprile a 104, livello al di sopra della media di lungo termine. L’incertezza sull’esito delle elezioni presidenziali potrebbe aver indotto le imprese a mantenere una valutazione cauta sulle prospettive per i prossimi mesi.
(25/4) La BCE pubblica l’indagine sul credito, che dovrebbe mostrare condizioni stabili se non in lieve miglioramento. Sarà importante verificare la valutazione sull’andamento della domanda di nuovi prestiti da parte delle imprese. L’indagine potrebbe includere una domanda ad hoc sull’effetto delle misure non convenzionali sulla redditività delle banche.
(25/4) Belgio. L’indice di fiducia della Banca del Belgio ad aprile dovrebbe recuperare il calo del mese precedente e tornare a -1,1, livello di febbraio, al di sopra della media di lungo termine. La fiducia nel manifatturiero dovrebbe beneficiare dell’accelerazione degli ordini dall’estero.
Stati Uniti
(25/4) Le vendite di case nuove a marzo sono previste in calo a 585 mila da 592 mila di febbraio, risentendo degli effetti del clima. Gennaio e febbraio, sulla scia di un inverno molto mite, hanno registrato ampi rialzi, che dovrebbero essere seguiti da una correzione a marzo, concentrata nelle regioni del Midwest e del Nord-Ovest. Il trend delle vendite dovrebbe restare moderatamente positivo, con livelli di scorte di case invendute sempre contenute, poco sopra i 5 mesi e quindi coerenti con attività di costruzione in espansione.
(25/4) La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board ad aprile dovrebbe calare a 122 da 125,6 di marzo. L’indice è aumentato di quasi 9 punti a marzo, con incrementi paralleli sia delle aspettative sia della situazione corrente, e un forte miglioramento della valutazione del mercato del lavoro. Ad aprile tutte le componenti dovrebbero correggere, senza modificare le indicazioni positive per lo scenario dei consumi nei prossimi trimestri.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione della BCE, che potrebbe preparare modifiche alla guidance sui tassi, da formalizzare a giugno. Sul fronte dei dati, le indagini IFO, INSEE, Istat e fiducia economica della Commissione Europea dovrebbero essere poco mosse rispetto a marzo e indicare che la fase di ripresa al di sopra del potenziale procede in tutta l’area. Le prime stime per il mese di aprile dovrebbero mostrare l’inflazione in aumento di tre decimi nella media dell’Eurozona all’1,8%, di quattro decimi in Germania all’1,9%, di tre decimi in Spagna al 2,4% e di quattro decimi in Italia all’1,8%, ma stabile in Francia a 1,4%. Le prime stime flash sul 1° trimestre dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita in Francia a 0,3% da 0,4% t/t, in Spagna a 0,6% da 0,7% t/t e in Belgio a 0,4% da 0,5% t/t; dovrebbe trattarsi solo di volatilità trimestrale dovuta in particolare all’andamento dell’industria. Le vendite al dettaglio sono viste in recupero a marzo di 0,3% m/m in Francia e in crescita per il 2° mese consecutivo in Germania (di 0,3% m/m, dopo lo 0,9% di febbraio).
La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. La prima stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe mostrare una crescita appena superiore a 1% t/t ann., sulla scia di un netto rallentamento dei consumi e di un contributo negativo delle scorte. Prevediamo però che la debolezza della spesa delle famiglie sia un fenomeno transitorio. La fiducia dei consumatori ad aprile dovrebbe rimanere su livelli storicamente molto elevati. Gli ordini di beni durevoli sono previsti in aumento, con conferme del trend positivo degli investimenti non residenziali nel 1° semestre. Le vendite di case nuove a marzo dovrebbero correggere dopo due mesi molto forti, mantenendosi su un trend espansivo.
Ieri sui mercati
Francia. Saranno Emmanuel Macron (En Marche) e Marine Le Pen (Front National) a contendersi la presidenza della repubblica nel ballottaggio del 7 maggio, e ci sono ottime chances che l’esito finale sia positivo per l’Europa e per i mercati: una vittoria di Macron, cioè, che poi dovrà lavorare per costruire una coalizione parlamentare dopo le elezioni legislative di giugno. I sondaggi si sono rivelati molto efficaci nel catturare le intenzioni di voti, nonostante i rapidi spostamenti verificatisi nelle ultime settimane.
Italia. L’agenzia di rating statunitense Fitch ha abbassato il rating di lungo termine del debito italiano da BBB+ a BBB, con outlook stabile. Fitch aveva messo sotto osservazione il debito italiano, tagliando l’outlook da stabile a negativo, lo scorso 28 ottobre. La principale motivazione è l’aumento del rischio politico, ma l’agenzia cita anche la mancata riduzione del debito e la debolezza del sistema bancario.
Area euro. La stima flash ha mostrato un ulteriore aumento del PMI composito ad aprile, a 56,7 da 56,4 a marzo. Si tratta di un nuovo massimo da sei anni. L’aumento è stato più marcato nel manifatturiero (a 56,8 da 56,2) che nei servizi (a 56,2 da 56). L’ulteriore miglioramento è dovuto soprattutto alla Francia, dove il PMI composito è salito a sorpresa di quasi un punto (a 57,4 da 56,8), trainato dal manifatturiero (in aumento di quasi due punti a 55,1) mentre più modesta è stata la salita nei servizi (di due decimi a 57,7). Viceversa, il PMI composito è calato in Germania (a 56,3 da 57,1), affossato dai servizi (in flessione di quasi un punto a 54,7) in presenza di una tenuta nel manifatturiero (che corregge di appena un decimo a 58,2).
Italia. Sia gli ordini che il fatturato nell’industria sono saliti in misura consistente a febbraio, come già accaduto per la produzione industriale (ordini +5,3%, fatturato +2% m/m). Su base annua, gli ordinativi rallentano lievemente a +7,8% da +8,6% precedente, il fatturato accelera a +4,6% da +1,5% (il primo dato è grezzo, il secondo corretto per i giorni lavorativi).
Stati Uniti. Il PMI Markit composito (stima flash) di aprile registra una nuova correzione a 52,7, da 53 di marzo, sulla scia di modesti cali sia per il manifatturiero (a 52,8 da 53,3) sia per i servizi (a 52,5 da 52,8).
Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a marzo aumentano a 5,7 mln, da 5,47 mln di unità ann. di febbraio, e toccano il massimo da febbraio 2007.
Fonte: BondWorld.it
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