Il FOMC mantiene la rotta: il rallentamento del 1° trimestre è “probabilmente transitorio” e non modifica il sentiero atteso di graduali rialzi dei tassi……….
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Il fitto flusso di discorsi e i verbali dovrebbero portare ad altri due rialzi dei tassi nel 2017 e alla riduzione del bilancio entro fine anno. Dati e sviluppi politici potrebbero rendere la BCE un po’ più ottimista nelle sue valutazioni sulle prospettive dell’economia europea alla riunione di giugno.
– La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con tassi fermi e una valutazione positiva dello scenario economico, con un voto unanime. In assenza di altre informazioni nuove, il tono positivo del comunicato rispetto all’evoluzione del quadro economico è un’indicazione di continuità sul sentiero di graduali aumenti previsti dal Comitato per il resto dell’anno. Nel testo, si rileva che “il mercato del lavoro ha continuato a migliorare anche mentre l’attività economica rallentava”, con aumenti degli occupati “solidi, in media, nei mesi recenti”. Più importante è il giudizio secondo cui la spesa delle famiglie è cresciuta “solo modestamente, ma i fondamentali sottostanti la continua crescita dei consumi sono rimasti solidi”: questo spazza via i timori di un rallentamento della spesa delle famiglie oltre quanto visto a inizio anno. Nel comunicato si prende atto del calo dell’inflazione core di marzo. Il giudizio sulle prospettive è netto: “il Comitato vede il rallentamento della crescita nel 1° trimestre come probabilmente transitorio” e continua ad aspettarsi una crescita moderata a e un ritorno dell’inflazione verso il 2%, con rischi “circa bilanciati”. La debolezza di crescita e inflazione dei primi mesi dell’anno quindi non modificano le aspettative di un sentiero di rialzi graduali, come sempre soggetto all’evoluzione dei dati e delle condizioni finanziarie domestiche e internazionali. Sul fronte della politica del bilancio, non ci sono cambiamenti nel testo, e si continua a prevedere che l’attuale politica di reinvestimenti rimarrà in vigore “fino a quando la normalizzazione del livello del tasso dei fed funds sarà ben assestato”. Da oggi inizia l’usuale fitta agenda di discorsi post-riunione: 15 in una settimana (inclusi il presidente Yellen e il vice presidente Fischer) vorranno dire qualcosa! Gli interventi, insieme ai verbali in uscita il 24 maggio, dovrebbero dare informazioni sull’evoluzione del dibattito sui reinvestimenti e segnalare che lo scenario centrale del Comitato continua a includere ancora due rialzi nel 2017, alla luce della mancanza di modifiche ai toni e alla valutazione macroeconomica vista alla riunione di maggio. La tabella di marcia per una mossa a giugno è dunque, a nostro avviso, ancora valida.
– In Europa, i dati economici della settimana e gli sviluppi sul fronte politico potrebbero spostare ancora un po’ di più verso l’alto la valutazione della BCE sulle prospettive economiche, quando tornerà a riunirsi a giugno il suo Consiglio direttivo. L’ultima tornata dei PMI, relativa ad aprile, colloca l’indice dei servizi su livelli elevati e vicini a quelli di marzo, mentre quello manifatturiero è risultato in ulteriore salita. Le indicazioni sono coerenti con quelle, ugualmente positive, già arrivate dall’indagine congiunturale della Commissione Europea, e si innestano su un quadro che aveva già visto la crescita dell’economia reale stabilizzarsi nel 1° trimestre a 0,5% t/t (1,7% a/a). Sebbene il PMI globale sia risultato più debole ad aprile che a marzo, la tendenza della domanda estera rimane favorevole. Sul fronte politico, inoltre, gli ultimi giorni della campagna elettorale per le elezioni presidenziali francesi hanno rafforzato la posizione di Macron nei sondaggi, che gli attribuiscono 20 punti di margine su Le Pen e, quindi, elevatissime probabilità di successo. Se il voto di domenica confermerà che non si possono concretizzare i tremendi rischi che avrebbe comportato la vittoria di un candidato euroscettico in Francia, la BCE vedrà ulteriormente accresciuta la sua libertà di azione. Ieri Praet ha riconosciuto che i rischi per la ripresa sono quasi bilanciati, spiegando che la Banca Centrale attende ulteriori conferme dai dati, e che a giugno il quadro potrebbe essere molto più informativo. Praet ha anche indicato la dinamica salariale come cruciale per la dinamica inflazionistica sottostante. Un minimo di restrizione si è già verificata per effetto dei movimenti di mercato: un apprezzamento del cambio e un (modesto) aumento dei tassi a medio e lungo termine sui mercati core (Francia esclusa, ovviamente), movimenti però bilanciati dall’andamento degli indici azionari e dalla riduzione dei premi per il rischio di credito.
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