Flash Macro Daily

Flash: Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti di 1,0% m/m a marzo

Da seguire: Cina. I dati sul commercio estero mostrano un rallentamento delle esportazioni da 22,3% a 14,3% a/a, mentre le importazioni sono rallentate da 26,3% a 18,6% a/a……..


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Il rallentamento delle importazioni riflette sia dinamiche di prezzo, sia un certo raffreddamento della domanda interna, già evidenziato dalle indagini congiunturali.

   Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti di 1,0% m/m a marzo dopo il +3,5% m/m del mese precedente (lievemente rivisto al rialzo) che aveva solo in parte compensato l’andamento molto debole di inizio anno. Al di là della volatilità mensile, le indagini congiunturali hanno segnalato fra gennaio e aprile che la crescita della domanda è proseguita.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulle stime di produzione industriale di marzo attesa in aumento di 0,6% m/m nella media europea grazie al recupero nei paesi della periferia e alla tenuta in Italia che dovrebbero compensare il calo di attività in Germania. Al di là della volatilità mensile, le indicazioni per il comparto sono di netto recupero. La stima preliminare dovrebbe mostrare una crescita del PIL tedesco di 0,6% t/t a inizio 2017 in accelerazione rispetto a fine 2016.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Sul fronte dei prezzi di aprile, gli indici dovrebbero segnalare aumenti mensili moderati; in particolare, il CPI dovrebbe indicare che la contrazione dell’indice core di marzo era un evento isolato. Le vendite al dettaglio di aprile dovrebbero rimbalzare dopo la debolezza dei primi mesi dell’anno, con segnali positivi per i consumi nel 2° trimestre. La fiducia dei consumatori a maggio dovrebbe mantenersi sui livelli elevati degli ultimi sei mesi.

Venerdì sui mercati

Francia. Emmanuel Macron ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi con una larga maggioranza (66,06%). I risultati saranno ufficializzati il 10 maggio e Macron entrerà in carica il 15 maggio. In seguito, annuncerà anche il nome del primo ministro. Il ciclo elettorale continuerà con le elezioni legislative dell’11 e 18 giugno, nelle quali Macron cercherà di trasformare il suo movimento En Marche! in una forza parlamentare di primo piano. I sondaggi dicono che potrebbe anche riuscire a ottenere per il suo movimento una maggioranza parlamentare, ma che quello della coabitazione rimane lo scenario più probabile.

I mercati europei avevano già in larga parte scontato un esito favorevole del voto sulla scia dei sondaggi molto favorevoli e in miglioramento. Venerdì la periferia aveva stretto energicamente sulla Germania, i cui rendimenti erano saliti di 2-3pb, e la chiusura degli indici azionari era stata positiva. Lo spread dell’OAT decennale sul Bund era già tornato ai livelli di novembre, a 33pb. L’euro ha abbozzato un’avanzata nel corso della notte sui mercati asiatici, ma poi è rientrato al punto di partenza.

Italia. Come atteso, a mercati chiusi Standard and Poor’s ha confermato il rating di BBB- con outlook stabile sul debito a lungo termine dell’Italia. Dopo i downgrade da parte di DBRS e Fitch e la conferma da parte di S&P, il prossimo appuntamento sarà con il pronunciamento di Moody’s, che si esprimerà il 9 giugno (rating attuale Baa2, con outlook tagliato a negativo all’indomani del risultato del referendum costituzionale ma poi confermato lo scorso 10 febbraio).

Stati Uniti. L’employment report di aprile ha confermato, al di là di ogni dubbio, che il mercato del lavoro è al pieno impiego e la crescita del 2° trimestre sarà in rialzo dopo la frenata di inizio anno. Tutte le informazioni sono indiscutibilmente positive. Gli occupati non agricoli aumentano di 211 mila (media 3 mesi: +174 mila), con variazioni positive per tutti i principali settori. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie aumenta di 156 mila (media 3 mesi: 358 mila). Il tasso di partecipazione cala a 62,9%, da 63%. Il tasso di disoccupazione cala ancora, a 4,4% da 4,5%di marzo, toccando il minimo dal 2001 e portandosi già al di sotto della proiezione del FOMC per fine 2017. Il tasso di disoccupazione allargata è in calo a 8,6% da 8,9%. Le ore lavorate crescono di 0,3% m/m, con il manifatturiero in rialzo di 0,2% m/m, e indicazioni favorevoli per la produzione industriale di aprile. I salari orari aumentano di 0,3% m/m (2,5% a/a). I dati sono omogeneamente positivi, anche se la lettura deve essere ridimensionata in parte per via della difficile destagionalizzazione a cavallo di Pasqua. Il trend è chiaro, con crescita degli occupati solida e tasso di partecipazione nella migliore delle ipotesi stagnante, il tasso di disoccupazione potrebbe continuare a calare nei prossimi trimestri, riducendo ancora le risorse inutilizzate e mettendo pressione verso l’alto sui salari. Questo employment report ha dato un’indicazione non ambigua per i tassi: il rialzo di giugno è in arrivo.

Stati Uniti. I molti discorsi post-riunione del FOMC non hanno dato informazioni nuove sul sentiero della politica monetaria, ma hanno lasciato invariato il messaggio di prosecuzione del sentiero dei rialzi. La prossima settimana ci saranno molti altri interventi, che dovrebbero essere in linea con l’aspettativa di un rialzo a giugno; maggiori dettagli sulla politica dei reinvestimenti arriveranno con i verbali, in uscita il 24 maggio.

Fonte: BondWorld.it


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