Flash Macro Daily

Flash: Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 9,5%

Da seguire: Germania. Le vendite al dettaglio hanno sorpreso in negativo, con una variazione mensile di -0,2% m/m e un tendenziale di -0,9% (attese: +2,3% a/a)……….


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Nonostante la volatilità delle statistiche vendite al dettaglio, le prospettive per i consumi tedeschi rimangono più che solide.

Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 9,5% nella media area euro ad aprile (un anno fa il tasso di disoccupazione era al 10,2%). In Germania il tasso di disoccupazione dovrebbe essere invariato al 5,8% un minimo storico. Il miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro che può evincersi dalla misura di disoccupazione ILO per quanto apprezzabile non cattura la dinamica degli inattivi per ragioni economiche e sottooccupati nonché lavoratori marginalmente attaccati al mercato del lavoro. L’indicatore che consente una fotografia più fedele è l’aggregato U-6, simile a quello monitorato dalla FED. La BCE nel bollettino di aprile ha cominciato a monitorare questo indicatore.

Italia. Il tasso di disoccupazione è atteso tornare a calare ad aprile, stimiamo ad almeno 11,6% dopo l’aumento a sorpresa a 11,7% registrato a marzo. In effetti, il dato di marzo era meno negativo di quanto appariva a prima vista, in quanto era legato ancora una volta al calo degli inattivi (e mostrava uno spaccato per classe di età e per tipologia di occupazione più confortante che nei mesi precedenti). L’andamento recente delle intenzioni di assunzione delle imprese specie nel manifatturiero è coerente con un prosieguo, sia pur lento, della tendenza al miglioramento del mercato del lavoro nei prossimi mesi.

Area euro La stima flash dovrebbe mostrare l’inflazione in calo a 1,6% a maggio da un precedente 1,9%, al riassorbirsi degli effetti di calendario anomali tra marzo e aprile. La dinamica core è vista tornare indietro a 1,1%. Ci aspettiamo che l’inflazione sottostante rimanga intorno a 1,0% di qui a fine anno senza muovere su di un trend di rialzo più marcato. Il sentiero per i prezzi interni rimane incerto e deludente ciò spiega l’atteggiamento cauto della BCE.

In Francia la stima flash dovrebbe indicare che a maggio i prezzi al consumo sono aumentati di 0,1% m/m da 0,2% m/m su entrambi gli indici. L’inflazione dovrebbe quindi rallentare di tre decimi a 0,9% da 1,2% sulla misura nazionale e a 1,1% da 1,4% su quella armonizzata sulla scia della frenata dei prezzi delle componenti non-core. Nel corso della parte centrale dell’anno l’inflazione dovrebbe rimanere attorno all’1% per risalire poi dall’autunno.

Italia. I prezzi al consumo dovrebbero essere calati di due decimi a maggio, per un’inflazione annua in discesa a 1,4% da 1,9% sull’indice nazionale e a 1,5% da 2% secondo l’indice armonizzato UE. Nel mese le spinte al ribasso sono venute da due fattori: il calo dei prezzi dei carburanti e il rientro dell’effetto-Pasqua che aveva gonfiato i listini nei servizi di trasporto, ricettivi e di ristorazione ad aprile. Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe muoversi in un range piuttosto ristretto. La nostra stima sia per la media 2017 che 2018 è di un CPI in crescita di 1,5% sul NIC e 1,6% in base all’armonizzato.

Stati Uniti. La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà giugno. Il rapporto dovrebbe riportare espansione diffusa sia a livello regionale sia a livello settoriale e continuo miglioramento del mercato del lavoro. La Fed cercherà informazioni sul trend dei prezzi alla luce del rallentamento dell’inflazione core dei mesi recenti. L’ultima indagine della Philadelphia Fed non ha rilevato tendenze disinflazionistiche nelle proiezioni a 12 mesi dei prezzi sia di input sia di output e il Beige Book dovrebbe confermare un moderato trend verso l’alto dei prezzi, dando indicazioni coerenti con un rialzo dei tassi atteso per la riunione di giugno.

Ieri sui mercati

Ancora una seduta in calo per i BTP, che però recuperano nel pomeriggio rispetto ai minimi della mattinata in un contesto in cui i governativi europei appaiono comunque in moderato ribasso in termini di prezzo. Probabilmente sul mercato secondario domestico continua a pesare l’ipotesi di elezioni anticipate. Sul primario, nei collocamenti a medio-lungo termine, il Tesoro ha assegnato in asta l’importo massimo previsto (7,5 miliardi) con rendimenti in calo rispetto al collocamento di fine aprile. Indici azionari in calo sia in Europa, sia negli US. L’euro si riprende contro dollaro, pur chiudendo la giornata ancora sotto quota 1,12.

Francia. L’indice di fiducia dei consumatori migliora a maggio di due punti, oltre le attese, salendo a 102 da 100, ai massimi da agosto 2007.

Francia. La seconda lettura rivede a sorpresa al rialzo il PIL del primo trimestre di un decimo a 0,4% t/t (e a 1,0% a/a da 0,8% a/a). Il dato è spiegato dalla revisione delle scorte.In media annua rivediamo la stima al rialzo di un decimo a 1,5% da 1,4% precedente.

Francia. Gli ultimi sondaggi attribuiscono alla coalizione guidata da Macron fra 310 e 350 seggi, cioè più della maggioranza assoluta, con una percentuale che al primo turno potrebbe andare dal 28 al 31%. Il Front National otterrebbe soltanto 10-15 seggi.

Germania. La stima flash di maggio indica che l’inflazione ha rallentato leggermente più delle attese a 1,5% sull’indice nazionale e a 1,4% su quello armonizzato da 2,0% di aprile su entrambi gli indici.

In Spagna, sempre a maggio, la stima flash indica che l’inflazione ha rallentato più delle attese a 1,9% da 2,6% sull’indice nazionale e a 2,0% da 2,6% su quello armonizzato.

Stati Uniti. La spesa personale ad aprile aumenta di 0,4% m/m. In termini reali, la variazione dei consumi totali è di 0,2% m/m. I dati di aprile e le revisioni per marzo puntano a una riaccelerazione dei consumi nel 2° trimestre dopo la quasi stagnazione di inizio anno.

Stati Uniti. Negli ultimi giorni prima dell’inizio del silenzio pre-riunone alla Fed, continuano i messaggi che segnalano l’arrivo di un rialzo dei tassi tra poco e più avanti del tapering dei reinvestimenti. Ieri si sono aggiunti i commenti di Kaplan (Dallas Fed) e Brainard (Board Fed). Tutti i partecipanti al FOMC concordano sul fatto che la Fed debba preparare in anticipo i mercati in modo da non generare sorprese, e al momento nel Comitato c’è un diffuso consenso sul sentiero di poliicy appropriato. Il lavoro di comunicazione ha quasi già annunciato i risultati della riunione di giugno: il rialzo dei tassi e maggiori informazioni sul piano di riduzione dei reinvestimenti da iniziare entro fine anno. Per quanto riguarda il prossimo rialzo, per ora atteso per settembre, un articolo del WSJ segnala potenziali rischi politici, legati al limite del debito. Il segretario del Tesoro qualche settimana fa aveva richiesto espressamente al Congresso di alzare il limite del debito prima di agosto, in modo da non correre rischi fra settembre e ottobre, ma sembra che si stiano riaprendo le linee di conflitto all’interno del partito repubblicano, appesantite da un commento di Trump secondo cui ci potrebbero essere benefici per il sentiero della spesa se quest’autunno ci fosse una “buona chiusura” del governo. In una situazione di tensione sul debito, il FOMC potrebbe considerare il rinvio del rialzo ora previsto per settembre.

Questa mattina, il PMI manifatturiero ufficiale della Cina per il mese di maggio è rimasto stabile a 51,2. Il dato è migliore delle attese, che scontavano un’ulteriore flessione.

In Giappone, la produzione industriale ad aprile (stima prel.) aumenta di 4% m/m, dopo -1,9% m/m di marzo. Le proiezioni del METI vedono una correzione a magio (-2,5% m/m) seguita da un rialzo di 1,8% m/m a giugno.

Fonte: BondWorld.it


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