L’esito delle elezioni non aiuta un’economia britannica già sotto stress……..
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A cura di Léon Cornelissen, Chief Economist e Lukas Daalder, Chief Investment Officer di Robeco
Tutto questo deve essere visto nel contesto di un’economia in via di indebolimento: il PIL del primo trimestre è cresciuto solo dello 0,2% contro lo 0,6% per l’Unione europea. L’inflazione del Regno Unito è in aumento, recentemente ha toccato il 2,7% (al di sopra dell’obiettivo del 2,0% della Banca d’Inghilterra) e i salari reali sono in declino. Naturalmente, questo risultato non promette bene per gli investimenti nel Regno Unito, sia esteri che domestici, a causa della continua incertezza, anche se l’indebolimento della sterlina attenuerà in qualche modo il colpo. Un motivo per cui l’economia britannica ha continuato a fare bene dopo il risultato del referendum sulla Brexit è stato il fatto che una sterlina debole ha incentivato le esportazioni e la crescita economica.
I risultato delle urne non hanno segnato solo un disastro per i Tories, che hanno governato il Regno Unito dal 2010, ma anche per il Partito Nazionale Scozzese, che vorrebbe un secondo referendum per una Scozia indipendente, il quale ha perso 21 dei 56 seggi, mentre il partito pro-Brexit United Kingdom Independence Party ha perso il suo seggio unico. Theresa May era divenuta primo ministro dopo che David Cameron è uscito sconfitto dal referendum sulla Brexit, in cui il 52% dei britannici ha votato per lasciare l’UE. Dopo aver innescato la clausola di uscita dell’articolo 50 a marzo, ad aprile ha indetto elezioni lampo temendo che la sua piccola maggioranza non sarebbe resistita a sufficienza per guidare i due anni di negoziazione sui termini del divorzio.
I mercati finanziari si adatteranno, anche perché alla fine non cambia molto dal fatto che vedremo in ogni caso una Brexit, sebbene il tono dei negoziati possa cambiare a causa del risultato elettorale. Se si guarda l’esito, sembra che ai britannici non piacesse la posizione di una Hard Brexit intrapresa dalla May ma così come nelle urne, si ha la risposta a una domanda ma non un’altra: quello che vogliono gli inglesi è ancora da scoprire.
La Sterlina ha ceduto quasi il 2%, ma l’anno scorso dopo Brexit è crollata del 12%, quindi questa ultima fluttuazione al ribasso è relativamente minore. La Sterlina più debole aiuterà le esportazioni, per cui il FTSE non si ballerà molto e non ci aspettiamo che i titoli azionari europei ne siano molto influenzati. In un più ampio quadro di eventi, non è un evento poi così scioccante.
Fonte: BondWorld.it
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