Image

Il Punto: Regno Unito. Risultato elettorale shock per la premier May

Italia. Colpo di scena sul cammino di riforma della legge elettorale. Il relatore Fiano ha dichiarato che il percorso del sistema “tedesco” può considerarsi esaurito……


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


La probabilità di elezioni politiche anticipate all’autunno sembra essersi ridotta.

Regno Unito. Risultato elettorale shock per la premier May: i Tories perdono la maggioranza assoluta. Possibile un governo di coalizione con il DUP: governabilità non fluida ma sul fronte Brexit si riduce il rischio di un’uscita senza accordo.

– Italia – La riforma elettorale sul modello “tedesco”, che sembrava acquisita in quanto si fondava sull’accordo tra i quattro principali partiti che garantiva l’appoggio di circa l’80% dei seggi in parlamento, sembra essere già naufragata. L’“incidente” è avvenuto su un emendamento votato a scrutinio segreto per l’estensione del nuovo sistema anche al territorio del Trentino Alto Adige (per il quale il testo della legge prevedeva invece il mantenimento dell’attuale sistema, il Mattarellum ). I voti a favore dell’emendamento sono stati 270 contro 256 no (e un astenuto); il Movimento 5 Stelle, che dispone di 82 voti, aveva annunciato il voto a favore nella sua dichiarazione di voto, ma ad esso si sono aggiunti evidentemente molti altri deputati fino a un totale di 270 voti. A questo punto la legge ritorna in Commissione. Il relatore Fiano ha dichiarato che il percorso del sistema “tedesco” può considerarsi esaurito. Due dei partiti che avevano appoggiato l’accordo (Movimento 5 Stelle e Lega Nord) invocano ora elezioni in tempi rapidi attraverso la legge vigente o un decreto con una semplice armonizzazione dei sistemi di voto per le due Camere. Forza Italia si dice invece disposta a ridisegnare assieme al Partito Democratico una nuova legge. A nostro avviso, la (probabile) bocciatura del sistema tedesco non cambia significativamente le prospettive per la governabilità, che comunque non era assicurata nemmeno dal nuovo sistema. La principale conseguenza (probabilmente voluta da chi ha votato l’emendamento) è quella di rendere meno probabili elezioni politiche anticipate all’autunno. La posizione dei principali partiti diverrà più chiara dopo la tornata di elezioni amministrative (primo turno 11 giugno, ballottaggi il 25).

– Elezioni Regno Unito – Altro risultato-shock (seppure non del tutto inaspettato alla luce dei sondaggi delle ultime settimane) anche dalle elezioni britanniche, che sanciscono una significativa sconfitta di May. I Conservatori non sono riusciti a mantenere la maggioranza assoluta, e potranno continuare a governare solo accettando di formare un governo di coalizione (hung parliament ). Con i conteggi terminati in 649 su 650 seggi, i Tories hanno infatti ottenuto 318 seggi (ne hanno persi 12: per governare da soli avrebbero dovuto averne almeno 326), i Laburisti 261 (ne hanno guadagnati 29), i Liberaldemocratici 12 (+4), lo Scottish National Party 35 (-21), il Democratic Unionist Party dell’Irlanda del Nord 10 (+2), i Verdi 1 (invariato) e gli indipendentisti di UKIP 0 (-1). Si tratta di un risultato negativo ma, almeno dal punto di vista delle implicazioni puramente economiche, non drammatico. Per quanto riguarda Brexit infatti, l’esito di queste elezioni non dovrebbe modificare la capacità (o meno) del Regno Unito di riuscire a ottenere un buon accordo con l’UE perché di fatto il potere negoziale del governo britannico rimane verosimilmente inferiore a quello dell’UE a prescindere dalla composizione politica interna. La principale implicazione negativa è piuttosto che l’incertezza derivante dalle complicazioni di un “hung parliament” può aumentare, perlomeno in una fase iniziale, l’incertezza in merito alla condotta dei negoziati di Brexit, soprattutto in termini di definizione della strategia negoziale da seguire. I negoziati sarebbero dovuti partire tra poco più di una settimana, il 19 giugno, data che ora però non è più sicura: l’UE preme affinché i colloqui vengano avviati prima possibile, ma allo stesso tempo chiede al nuovo governo di presentarsi con una linea chiara. Nel breve l’incertezza potrebbe portare nuova volatilità sui mercati, in particolare sulla sterlina, che infatti ha corretto immediatamente sui risultati del voto, sia contro dollaro, da 1,29 a 1,26 GBP/USD, sia contro euro, da 0,86 a 0,88 EUR/GBP. La possibile implicazione positiva è invece che, non avendo May mano libera nelle trattative come sarebbe stato se avesse invece mantenuto (o accresciuto) la maggioranza, il rischio di un’uscita senza accordo – che May era tornata a prospettare in campagna elettorale – dovrebbe essersi significativamente ridimensionato. Theresa May si è detta pronta a nominare i nuovi ministri già in giornata ed è ora – mentre scriviamo – a Buckingham Palace per chiedere alla Regina il permesso di formare un nuovo governo. Le opzioni sono un governo di coalizione o la formula dell’appoggio esterno sui temi chiave. Tra i partiti che avrebbero i numeri per entrare in una coalizione con i Tories ci sono i Liberaldemocratici (che però hanno reso noto di non volersi affiancare né ai Tories né al Labour perché fautori entrambi di un’hard Brexit) e il Democratic Unionist Party, che invece avrebbe dato disponibilità a trattare con May, cosa che però non assicura una governabilità fluida, in primis per l’orientamento dichiaratamente europeista del DUP. L’aspetto positivo di una coalizione con il DUP è che la leader del partito Arlene Foster ha dichiarato di volere “un piano praticabile di uscita dall’UE”, indicazione che segnala un commitment a evitare un’uscita senza accordo. L’aspetto negativo è che, in generale, la maggioranza che i Tories otterrebbero con il DUP è comunque risicatissima (327 seggi, solo uno in più rispetto alla soglia minima di 326) e potrebbe non riuscire a garantire quella stabilità politica, anche solo puramente sulle questioni interne, di cui invece il Regno Unito ha massimamente bisogno in una fase critica come quella della transizione di Brexit. Il nuovo parlamento si riunirà la settimana prossima, martedì 13 giugno


Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.