Da seguire Prosegue il movimento ribassista del dollaro che la scorsa ha chiuso sui minimi da un anno contro le principali valute mondiali……..
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e una correzione delle principali piazze azionari dopo 10 sessioni di continui guadagni. La debolezza del dollaro risente in parte della forza dell’euro, che è salito sui massimi da quasi due anni, dopo la conferenza stampa di Draghi di giovedì, ma anche delle continue difficoltà dell’amministrazione Trump.
I rendimenti governativi europei sono tornati a scendere nel post riunione BCE. Le parole ultra accomodanti di Draghi hanno sollevato il dubbio che il tapering non sia imminente e che la BCE possa rinviare la decisione a ottobre. Reuters riporta che secondo una fonte vicine alla BCE, il Consiglio è in attesa dei dati salariali che verranno pubblicati dopo la riunione del 7 settembre.
Dopo l’euforia delle ultime settimane, il rialzo di Yen, oro (sui massimi da quattro settimane) e titoli governativi americani (il rendimento benchmark a 10 anni è tornato sui minimi da tre settimane) indica il ritorno di una parziale avversione al rischio. Intanto il prezzo del petrolio è calato di più del 2%, su stime di possibile aumento della produzione OPEC. Il focus dei mercati in settimana sarà sulla riunione della FED, pubblicazione di dati societari in America e una serie di dati di rilievo nella zona euro (PMI, IFO, stime di inflazione preliminari di luglio).
L’euro riparte d 1,1663, e un’apertura mista delle piazze azionarie europee con i futures su Eurostoxx e Dax in lieve aumento, dovrebbe intanto proseguire il movimento di bull flattening sulle curve europee.
Area Euro
Area euro. La stima flash dovrebbe mostrare il PMI composito ancora in lieve calo a luglio a 56 da 56,3.
Stati Uniti
Le vendite di case esistenti a giugno sono previste in calo a 5,6 mln di unità ann. da 5,62 mln di maggio, sulla scia di indicazioni deboli dai dati dei contratti di compravendita che hanno segnato tre contrazioni consecutive. Le scorte di case invendute restano su livelli storicamente bassi, a 4,2 mesi a maggio, anche se in aumento da un minimo recente di 3,5 mesi a gennaio.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sulle indagini di fiducia e dati di inflazione per luglio e sulle prime stime sulla crescita del PIL nel 2° trimestre in Spagna e Francia. Dopo mesi di continui aumenti ci aspettiamo una moderazione della fiducia delle imprese da livelli assai elevati. Il PMI composito è visto a 56 da 56,3, l’indice di fiducia economica a 110,6 da 111,1, l’IFO a 114,5 da 115,1, l’indice italiano a 107 da 107,3 mentre l’indice INSEE dovrebbe essere fermo a 106. Le stime preliminari dovrebbero mostrare un calo dell’inflazione armonizzata in Germania all’1,3% dall’1,5%, in Spagna all’1,5% da un precedente 1,6% e in Francia a 0,7% da 0,8%. Le stime flash per il 2° trimestre dovrebbero mostrare un’accelerazione della crescita del PIL in Spagna a 0,9% da 0,8% t/t e una tenuta in Francia a 0,5% t/t come a inizio anno. La spesa per consumi in Francia è attesa correggere parte degli aumenti dei due mesi precedenti.
La settimana è ricca di dati ed eventi negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe essere interlocutoria e preparare il terreno per gli interventi previsti in autunno su bilancio e tassi. In termini di dati, le vendite di case nuove ed esistenti a giugno dovrebbero stabilizzarsi vicino ai livelli di maggio. La stima preliminare degli ordini di beni durevoli di giugno dovrebbe rimbalzare dopo tre mesi deboli. L’Employment Cost Index del 2° trimestre dovrebbe rallentare dopo l’accelerazione del 1° trimestre rispetto all’andamento del 2016. La prima stima del PIL del 2° trimestre dovrebbe indicare una riaccelerazione della crescita dopo l’indebolimento di inizio anno, e mostrare una ripresa della dinamica dei consumi. La fiducia dei consumatori dovrebbe correggere, restando però su livelli elevati a luglio.
Fonte: BondWorld.it
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