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Italia: sale ancora la fiducia di famiglie e imprese (a eccezione che nei servizi)

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I dati sulla fiducia di famiglie e imprese a luglio sono misti, perché il morale dei consumatori migliora per il secondo mese (non accadeva dall’autunno del 2015)…….…


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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo 


dopo un trend al ribasso durato circa un anno e mezzo, mentre l’indice composito di fiducia delle aziende risulta in calo. Tuttavia, il morale delle imprese è aumentato in tutti i principali settori con la sola eccezione dei servizi. Particolarmente confortante l’ulteriore aumento a sorpresa nel manifatturiero e nelle costruzioni, in entrambi i casi ai massimi da quasi un decennio. In particolare, il balzo del morale tra i produttori di beni strumentali potrebbe essere un indizio di ripartenza del ciclo degli investimenti in macchinari. In sintesi, a nostro avviso gli elementi positivi prevalgono, e i dati ci sembrano coerenti con il processo generalizzato di revisione al rialzo delle stime di crescita sull’economia italiana che è in corso da parte dei principali previsori. La nostra stima (all’1,1% sul 2017) è cauta, ma i rischi su tale previsione sono senz’altro verso l’alto.

– La fiducia dei consumatori secondo l’indagine Istat è aumentata per il secondo mese consecutivo a luglio. Non accadeva dall’autunno del 2015. L’indice è salito a 106,7 da 106,4 precedente. Il dato è stato migliore delle attese (l’aspettativa di consenso era per un calo, la nostra stima per un indice invariato). Nel dettaglio:

  1. Il miglioramento è diffuso, e riguarda all’incirca in egual misura clima personale, corrente e futuro (da 100,9 a 101,6, da 105,7 a 106,3 e da 107,7 a 108,2 rispettivamente), mentre il clima economico generale è meno ottimistico (122,9 da 123,6).
  2. Le famiglie segnalano minor ottimismo sulla situazione economica corrente dell’Italia, ma sono più fiduciose per il futuro.
  3. Tuttavia, le preoccupazioni sulla disoccupazione aumentano per il quarto mese di fila, a 37,2 da 35,5 (è un massimo da gennaio del 2015).
  4. Gli intervistati riportano un miglioramento della situazione economica della famiglia, sia corrente che attesa, ma minori opportunità sia attuali che future di risparmio. e) Infine, sia l’inflazione percepita che quella attesa dalle famiglie tornano a calare dopo il deciso aumento del mese prima (da -3,3 a -13,1 e da -3,7 da -13,7, rispettivamente).

– L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è tornato a calare a luglio, a 105,5 da 106,3 di giugno (la nostra previsione era per una flessione, ma meno pronunciata). Tuttavia, il morale delle imprese è aumentato in tutti i principali settori con la sola eccezione dei servizi. Nel dettaglio:

  1. Nei servizi di mercato, la fiducia delle imprese è diminuita a 105 dopo essere salita a 106 a giugno, per via del calo delle aspettative sugli ordini e dei giudizi sul volume di affari (ma le commesse correnti sono migliorate).
  2. Nel commercio al dettaglio, il morale delle imprese è salito marginalmente a 109 dopo il calo a 108,8 del mese prima (grazie all’aumento delle vendite correnti e al calo delle scorte, mentre le attese sulle vendite future sono meno ottimistiche).
  3. Nelle costruzioni, il morale delle imprese è aumentato (in misura significativa) per il quarto mese consecutivo, raggiungendo un nuovo record da più di nove anni (a 131,1 da 129,8 di giugno).
  4. Nel manifatturiero, il clima di fiducia è cresciuto ancora (a sorpresa), a 107,7 da 107,3 precedente. È il settimo aumento negli ultimi otto mesi, e si tratta di un record da dicembre del 2007. Il miglioramento è dovuto agli ordini correnti (dal mercato domestico, mentre frenano le commesse dall’estero) e alla produzione sia attuale che attesa (nonché al calo delle scorte). Le aspettative sugli ordini arretrano lievemente, ma l’outlook sia sull’economia che sull’occupazione migliora sensibilmente per il secondo mese (il primo è ai massimi da gennaio 2016, il secondo è vicino al record storico toccato lo scorso marzo). Contrariamente al mese scorso, il clima è migliorato decisamente (dopo tre mesi di calo) nel settore dei beni strumentali, raggiungendo un massimo da gennaio del 2008, mentre è calato tra le imprese che producono beni di consumo e beni intermedi.

– In sintesi, i dati sulla fiducia di imprese famiglie sono misti, ma a nostro avviso gli elementi positivi prevalgono: 

  1. Sorprende il recupero mostrato negli ultimi due mesi dal morale delle famiglie, dopo un trend al ribasso durato all’incirca un anno e mezzo.
  2. Soprattutto, appare confortante l’ulteriore aumento a sorpresa della fiducia delle imprese nel settore manifatturiero (quello considerato maggiormente affidabile come indicatore anticipatore del ciclo) e in quello delle costruzioni (il comparto maggiormente colpito dalla crisi). Entrambi sono ai massimi da quasi un decennio.

– In altri termini, il recupero della fiducia delle famiglie segnala che la frenata dei consumi nell’anno in corso sarà probabilmente meno accentuata di quanto atteso qualche mese fa (visto anche il recupero di reddito disponibile visto a inizio anno). Nel manifatturiero, il balzo del morale nel settore dei beni strumentali potrebbe essere un indizio di ripartenza del ciclo degli investimenti in macchinari. Infine, l’ulteriore aumento della fiducia dei costruttori segnala che il settore potrebbe tornare a contribuire positivamente al valore aggiunto nella seconda metà dell’anno (dopo un trimestre primaverile probabilmente in negativo).

– In chiaroscuro le indicazioni sul mercato del lavoro, visto che le aspettative delle famiglie sono peggiorate, mentre quelle delle imprese sono in miglioramento (in tutti i settori tranne che, marginalmente, nel commercio).

– In sintesi, i dati sono coerenti con il processo generalizzato di revisione al rialzo delle stime di crescita sull’economia italiana che è in corso da parte dei principali previsori. La nostra stima (all’1,1% sul 2017) è cauta, ma i rischi su tale previsione sono senz’altro verso l’alto.

Fonte : BondWorld.it


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