Da seguire: Area euro…….
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(h: 8:00) Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti per il 2° mese consecutivo a giugno di 1,0% m/m dopo il +1,1% m/m del mese precedente. Il dato di giugno lascia gli ordini in rotta per un aumento di 0,7% t/t dopo la debole entrata nel trimestre primaverile. L’indagine IFO ha segnalato aumenti continui di domanda e ci aspettiamo che anche nei mesi estivi si veda una crescita sostenuta degli ordini.
(h: 9:00) Spagna. La produzione industriale è attesa rimbalzare a luglio di 0,7% m/m dopo il calo del mese precedente. L’economia spagnola continua a crescere a ritmi sostenuti grazie anche all’apporto del manifatturiero. Le indagini indicano una tenuta del comparto nei mesi estivi.
Stati Uniti
(h: 14:30) L’employment report di luglio dovrebbe ancora una volta dare un quadro di un mercato del lavoro al pieno impiego. Gli occupati non agricoli sono previsti in aumento di +190 mila, dopo +222 mila di giugno. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 4,3% da 4,4% di giugno, tornando sul livello di maggio. A giugno il rialzo del tasso di disoccupazione era stato determinato da un ampio aumento della forza lavoro (dopo la correzione di maggio). La partecipazione dovrebbe stabilizzarsi e poi tornare a scendere gradualmente. Con la forza lavoro su un ritmo di crescita inferiore a quello dell’occupazione, il sentiero del tasso di disoccupazione rimane vero il basso. I salari orari dovrebbero crescere di 0,2% m/m, come a giugno. I dati dovrebbero dare supporto alla previsione di inizio della riduzione dei reinvestimenti della Fed nel 4° trimestre.
Ieri sui mercati
Dollaro ancora debole: a fine giornata, il cambio con l’euro si collocava a 1,181, mentre lo yen era scambiato appena sopra 110, con minimi infragiornalieri in area 109. Il cambio euro/dollaro è poi tornato ad avvicinarsi a 1,19. I dati americani deboli hanno compresso i tassi sulla curva UST, che ha registrato flessioni oltre 5pb sulle scadenze lunghe e ultra-lunghe e compresi fra 2 e 3pb su quelle più corte. Calo dei tassi anche sui mercati europei, con spread BTP-Bund pressoché invariato. Indici azionari statunitensi in flessione, mentre quelli europei hanno chiuso in rialzo. Il Brent Crude quota $51,8, in arretramento rispetto ai massimi recenti.
Area euro. Le vendite al dettaglio a giugno sono aumentate di 0,5% m/m dopo lo 0,4% m/m di maggio. La variazione annua è migliorata a 3,1% da 2,4% (dato rivisto al ribasso da 2,6%). Nel secondo trimestre le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,9% t/t (da 0,4% t/t precedente) e sono coerenti con un aumento del PIL dell’eurozona di 0,6% t/t, come registrato dalla stima flash di Eurostat.
Area euro. La seconda lettura rivede al ribasso di un decimo il PMI composito di luglio, a 55,7 da 55,8 mentre conferma il PMI servizi a 55,4, fermo sul livello di giugno. La marginale correzione del composito nel mese è quindi spiegata dalla revisione dell’indice manifatturiero. L’indagine di luglio mostra che gli indici PMI composito, manifatturiero e servizi si stanno stabilizzando rispetto al livello medio del secondo trimestre, ma restano coerenti con il proseguimento della fase di espansione dell’economia euro zona. L’indice italiano è salito a 56,3 dal 53,6 di giugno, marcando un massimo decennale.
Regno Unito. Come da attese la Bank of England ha lasciato i tassi invariati a 0,25%, con una maggioranza di 6 su 8 (McCafferty e Saunders hanno votato come a giugno per un rialzo immediato). L’aspetto più rilevante della riunione ha riguardato l’inflation report dove – come da attese – sono state riviste al ribasso rispetto ai numeri di maggio le proiezioni di crescita sia su quest’anno, da 1,9% a 1,7%, sia sul prossimo, da 1,7% a 1,6%. È rimasta invece invariata a 1,7% la proiezione per il 2019. È principalmente la revisione al ribasso della crescita che spiega la reazione in calo della sterlina, in linea con la discesa dei futures sul bank rate, che hanno ceduto sull’annuncio dai 5pb sulla scadenza dicembre 2017 ai 7pb sulla scadenza dicembre 2019. Ora il mercato si aspetta con una probabilità (poco) superiore al 50% un primo rialzo a maggio 2018, rinviando la svolta attesa di un trimestre.
Stati Uniti. L’ISM non manifatturiero è calato a sorpresa a luglio a 53,9 da 60,8, più delle stime di consenso (attorno a 57), toccando il minimo da undici mesi. Dai dettagli emerge che il calo è diffuso alle principali componenti, con in particolare l’indice di attività a 55,9 da 60,8 e i nuovi ordini a 55,1 da 60,5. L’indagine di luglio mostra un rallentamento dell’attività all’ingresso del terzo trimestre, ma data la volatilità dell’indice serviranno altri dati prima di avere un quadro più chiaro.
Fonte: BondWorld.it
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