Flash Macro Daily

Flash: Area euro. Il costo del lavoro è atteso in stabilizzazione all’1,5%

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Area euro. Il costo del lavoro è atteso in stabilizzazione all’1,5% a/a nel secondo trimestre, stesso ritmo del primo. Oltre al dato aggregato per l’Eurozona, lo spaccato per paese darà ulteriori informazioni riguardo all’impatto del ciclo sulle dinamiche salariali e i prezzi interni. La BCE continuerà a tenere sotto controllo la dinamica del costo del lavoro vista la debolezza dell’inflazione core.

Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a settembre dovrebbe segnare un modesto aumento a 27 da 25,2 di agosto.

Stati Uniti. Le vendite al dettaglio ad agosto dovrebbero segnare una variazione di 0,4% m/m, spinta dal prezzo della benzina. Al netto delle auto le vendite sono attese in rialzo sostenuto, +0,7% m/m (dopo +0,5% m/m a luglio. Al netto di auto e benzina le vendite dovrebbero essere in aumento di 0,4% m/m.

Stati Uniti. La produzione industriale ad agosto dovrebbe aumentare di 0,3% m/m. L’output nel manifatturiero dovrebbe segnare un incremento vicino a +0,5% m/m. L’estrattivo non dovrebbe ancora includere gli effetti dell’uragano Harvey, che saranno evidenti invece in settembre.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (prel.) è attesa in calo a 90, da 96,8, con una probabile correzione delle condizioni correnti collegata agli effetti degli uragani e all’aumento delle tensioni geopolitiche. Le aspettative di inflazione a 1 anno potrebbero accelerare a 2,7% da 2,6% sulla scia del rialzo recente del prezzo della benzina.

Ieri sui mercati

Il lancio di un nuovo missile dalla Nord Corea, con passaggio su Guam e Giappone, potrebbe alimentare nuove tensioni, anche se per ora non ci sono state reazioni significative, salvo un breve movimento sui cambi. I mercati azionari hanno registrato andamenti misti ieri, con variazioni modeste (USA: S&P -0,1% e DJ +0,2%; Europa: Eurostoxx stabile, FTSE MIB e CAC +0,1%, Dax -0,2%). Nel Regno Unito, i mercati hanno reagito con correzioni al messaggio hawkish della BoE, che ha segnalato l’arrivo a breve di un rialzo dei tassi. Anche sui mercati obbligazionari i movimenti sono stati modesti. A fine giornata il BTP a due anni tratta in area -0,18%, sostanzialmente stabile, mentre il decennale sale di un paio di pb (2,06%), con lo spread rispetto al Bund circa stabile a 164 pb. Cambio euro/dollaro poco variato intorno a 1,19 dopo il dato di inflazione USA (v. sotto,)che ha generato molta volatilità in vista della Fed di settimana prossima. Sul fronte inglese, i toni del comunicato della riunione BoE hanno avuto un immediato impatto sulla sterlina, in apprezzamento sia contro dollaro sia contro euro.

BCE. Jazbec (Slovenia) ha dichiarato che la decisione sul tapering è stata rinviata ma è inevitabile. Nowotny è intervenuto sulle regole di ammissione dei paesi dell’unione europea alal moneta unica e ha riaffermato che i criteri di accesso non vanno allentati.

Regno Unito. Come da unanimi attese, la Bank of England ha lasciato i tassi invariati a 0,25% alla riunione di ieri, con una maggioranza di 7 su 9, ma la novità importante è l’indicazione di un possibile anticipo del primo rialzo. La BoE ha inoltre ripetuto che tutti i membri ritengono che, se l’economia seguirà approssimativamente il sentiero tracciato nell’ Inflation Report di agosto, potrebbe essere necessario stringere la politica monetaria un po’ più di quanto scontino attualmente i mercati. La probabilità di un primo rialzo già quest’anno (alla prossima riunione del 2 novembre è salita significativamente, ma per via dell’incertezza sul fronte Brexit la BoE valuterà con molta più cautela del solito una simile decisione.

Italia. La lettura definitiva dei prezzi al consumo di agosto ha confermato la prima stima, con un aumento di tre decimi sull’indice nazionale e di un decimo sull’armonizzato, per un’inflazione annua in salita a 1,2% sul NIC e a 1,4% sull’indice armonizzato. In prospettiva, il CPI dovrebbe risalire ancora di qualche decimo nei prossimi mesi, con un picco a 1,5% sul NIC e 1,8% sull’armonizzato ad ottobre.

Stati Uniti. Il CPI ad agosto aumenta di 0,4% m/m (1,9% a/a), spinto soprattutto da benzina e abitazione. L’indice core è in rialzo di 0,2% m/m (1.7% a/a), dopo 5 mesi consecutivi di variazioni intorno a +0,1% m/m. Nei prossimi mesi l’inflazione headline aumenterà per via della pressione verso l’alto della benzina dovuta all’effetto degli uragani, ma l’inflazione core dovrebbe mantenersi contenuta e permettere al FOMC di navigare a vista ed essere ancora cauto sul sentiero del rialzo dei tassi.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione calano di 14 mila unità, a 284 mila, nella settimana conclusa il 9 settembre.

Fonte: BondWorld.it


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