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Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con un aumento dei prezzi al consumo di 0,1% m/m a settembre, per effetto del recupero dei prezzi energetici che dovrebbe compensare la stagionalità marginalmente negativa per i prezzi interni. L’inflazione dovrebbe rimanere stabile all’1,8% sulla misura nazionale ma aumentare di un decimo all’1,9% sull’indice armonizzato. Nei prossimi mesi l’inflazione tedesca dovrebbe rimanere vicina ai livelli recenti per poi frenare a 1,3% a inizio 2018, su effetti statistici di freno.
Spagna. La stima flash dovrebbe mostrare un aumento dei prezzi al consumo di 0,3% m/m a settembre, su spinta dell’energia e di una stagionalità positiva per i prezzi core (0,2% m/m). L’inflazione dovrebbe aumentare di tre decimi, all’1,9% sulla misura nazionale e al 2,3% sull’indice armonizzato. Nei prossimi mesi l’inflazione è attesa tornare indietro fino a 0,9% a inizio 2018, frenata da un effetto base sfavorevole proveniente dall’energia e dalla stagionalità negativa per i prezzi interni.
Area euro. L’indice di fiducia economica ESI elaborato dalla Commissione UE è atteso in lieve flessione a settembre a 111,6 da 111,9. La fiducia nel manifatturiero potrebbe correggere a 4,9 da 5,1 dopo mesi di continui aumenti; anche nei servizi il morale potrebbe tornare indietro a 14,7 da 14,9. Ci aspettiamo, altresì, un miglioramento della fiducia nelle costruzioni e commercio al dettaglio. Se confermato, il dato di settembre lascerebbe l’indice ESI a 111,6 in media nel 3° trimestre, quasi due punti al di sopra del livello del 2° e sarebbe quindi coerente con un proseguimento della fase di ripresa dell’economia euro zona circa allo stesso ritmo dei mesi primaverili (0,6% t/t). Manteniamo una previsione più cauta di crescita del PIL di 0,5% t/t data la debole entrata per la produzione industriale nel trimestre estivo. La seconda stima dell’indice di fiducia delle famiglie è atteso confermare la lettura preliminare a -1,2 da -1,5 di agosto.
Stati Uniti. La stima finale del PIL del 2° trimestre dovrebbe essere confermata al 3% t/t ann., con indicazioni di crescita diffusa. Le stime per il 3° trimestre potrebbero riflettere gli effetti ancora incerti degli uragani. Le stime nowcasting, basate sui dati disponibili, attualmente vedono un rallentamento, con crescita di 2,2% (Atlanta Fed), 2,6% (St. Louis Fed) e 1,3% (NY Fed). Tuttavia, l’ampia volatilità attesa per i dati di agosto e settembre rendono meno affidabili le indicazioni delle stime nowcasting per il 3° trimestre. La previsione attualmente è che il trend di crescita poco sopra il potenziale non venga modificato dalle fluttuazioni transitorie legate ai disastri naturali di agosto-settembre.
Stati Uniti. La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di agosto dovrebbe registrare un saldo di -65,5 mld di dollari, dopo -63,9 mld di luglio. L’uragano Harvey dovrebbe avere avuto un impatto negativo sul volume delle esportazioni, che dovrebbero segnare un modesto incremento in termini nominali. Per quanto riguarda le importazioni, la variazione dovrebbe essere positiva e relativamente ampia, sia in volume sia in valore, dopo due mesi di modeste contrazioni a giugno e luglio.
Aste. Il Tesoro italiano colloca il BTP 0.9% 08/22 e il BTP 2.05% 08/27 per complessivi 3,5-4,5 miliardi, oltre al CCTeu ott-2024.
Ieri sui mercati
Le curve dei tassi hanno subito ieri un diffuso e ampio rialzo, nonché un incremento della pendenza sul tratto 2-10 anni nell’ordine dei 4-5 punti base. Meno marcato il movimento della curva BTP, che però si era alzata di più il giorno prima. Il differenziale BTP-Bund è arretrato marginalmente. Il Tesoro italiano ha collocato tutti i 6 miliardi di BOT semestrali offerti a un rendimento medio di -0,382%, con un rapporto di copertura pari a 2,07x.
Continua il movimento correttivo del cambio euro-dollaro, che si avvicina a 1,17. Il rafforzamento del dollaro riflette un ulteriore aumento delle aspettative di rialzo dei tassi ufficiali alla riunione di dicembre della Fed, salite ormai oltre l’80%. Chiusura in rialzo per i maggiori indici azionari mondiali.
Italia. Sia la fiducia dei consumatori che quella delle imprese sono salite ulteriormente a settembre. L’indice composito di fiducia delle imprese diffuso dall’Istat è salito ulteriormente a settembre, a 108 da 107,1 di agosto. Il morale delle imprese è aumentato in tutti i principali settori con la sola eccezione dei servizi, dove è rimasto stabile.
Italia. Indicazioni lievemente meno brillanti sono arrivate da fatturato e ordini all’industria a luglio, dopo il balzo di giugno. Su base congiunturale, il fatturato ha corretto di -0,3% (trascinato al ribasso dai beni di consumo) dopo il +1,5% m/m precedente mentre gli ordinativi hanno fatto segnare un +0,2% da +4,3% m/m precedente.
Francia. L’indice di fiducia delle famiglie corregge a sorpresa a settembre a 100,6 da 103,0.
Francia. Il Consiglio dei Ministri ha adottato la legge di bilancio per il 2018 per la “trasformazione economica” del Paese, con un taglio netto delle tasse per le famiglie pari a sette miliardi di euro. Il piano del Governo che prevede una correzione strutturale di solo un decimo potrebbe non incontrare il favore di Bruxelles, con la Francia unico paese assieme alla Spagna a rimanere in procedura per deficit eccessivo. Le stime di crescita appaiono comunque credibili e i tagli fiscali alle famiglie dovrebbero sostenere i consumi e aiutare la ripresa dell’immobiliare dopo anni di crisi.
Germania. Schäuble non sarà più ministro delle finanze. La notizia arriva a tre giorni dal voto parlamentare che ha visto una forte erosione dei consensi per i partiti tradizionali. Merkel dovrà avviare il dialogo con FDP (10,7%) e Verdi (8,9%) per tentare di formare una coalizione di Governo.
Area euro. La dinamica di M3 è accelerata a sorpresa la 5% ad agosto da un precedente 4,5%, contro attese di stabilizzazione.
Stati Uniti. Gli ordini di beni durevoli ad agosto sorprendono verso l’alto, con un aumento di 1,7% m/m, dopo -6,8% m/m di luglio. Al netto dei trasporti, la variazione è di 0,2% m/m, e il dato di luglio è rivisto a +0,8% m/m da 0,6% m/m. Le informazioni sugli ordini di beni capitali danno indicazioni forti per la dinamica degli investimenti nella seconda metà del 2017.
Stati Uniti. La partita per la riforma tributaria è stata aperta ieri da Trump che ne ha delineato i punti principali e le linee guida, risultato di mesi di lavoro congiunto della leadership repubblicana della Camera e del Senato e dei rappresentanti economici della Casa Bianca. I principi generali della riforma sono, in quest’ordine: sollievo fiscale per le famiglie con reddito medio; semplificazione del calcolo del carico fiscale per la grande maggioranza dei cittadini; sollievo fiscale per le imprese, soprattutto per quello di dimensioni medio-piccole; eliminazione degli incentivi a esportare posti di lavoro, capitale e entrate fiscali all’estero allargamento della base imponibile, aumento dell’equità ed eliminazione di incentivi speciali. Nel documento con le linee guida, si sottolinea la volontà di lavorare con supporto bipartisan. Non sarà facile trovare un accordo, dato che al momento lo spazio che il budget fornirà per la riduzione delle entrate nel prossimo decennio sarà probabilmente intorno a 1,5 tln di dollari, mentre i tagli delle imposte previsti dai piani presentati prima delle elezioni valevano circa 4-5 tln di dollari in 10 anni. Manteniamo la previsione che un accordo operativo possa essere approvato entro fine anno, o al più tardi nei primi mesi del 2018 per permettere di aprire la campagna elettorale repubblicana con un risultato positivo. L’effetto della riforma sarà moderatamente espansivo, e potrebbe già essere visibile da inizio 2018, con la riduzione delle aliquote per un’ampia fetta di contribuenti, oltre che per le imprese.
Fonte: BondWorld.it
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