La produzione industriale è balzata a sorpresa di +1,2% m/m ad agosto: è il quarto aumento congiunturale consecutivo (il sesto negli ultimi sette mesi)..………
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
Su base annua, l’output è accelerato a +5,7% (settimo incremento consecutivo e secondo miglior dato dal 2010). Trainanti i beni strumentali e intermedi mentre i beni di consumo hanno corretto, affossati dai durevoli (in coerenza con i segnali di maggior vigore dal lato delle imprese che non da quello dei consumatori venuti in media dai dati congiunturali). Il miglior settore su base tendenziale è il farmaceutico (+22%), un comparto tipicamente export-led, il che potrebbe essere un segnale del fatto che le vendite all’estero continuano a trainare l’attività produttiva nonostante il cambio forte. Viceversa, da segnalare la decisa frenata dei mezzi di trasporto, che calano in territorio negativo (ma si tratta a nostro avviso di una correzione fisiologica dopo due anni molto forti). I dati di agosto non vanno eccessivamente enfatizzati, in quanto nel mese i volumi produttivi sono ridotti e perciò i dati sono condizionati in misura decisiva da effetti di calendario e procedure di destagionalizzazione: in tal senso, è probabile una correzione a settembre. In ogni caso, l’ulteriore aumento registrato dalla fiducia delle imprese manifatturiere nel mese segnala che continua il trend di espansione dell’attività. In sostanza, il contributo dell’industria al valore aggiunto nel trimestre estivo potrebbe essere superiore a quello visto nei mesi primaverili. Anche in considerazione del fatto che l’apporto dei servizi dovrebbe essere rimasto positivo (trainato tra l’altro dal turismo), ciò suggerisce che il PIL nel 3° trimestre possa accelerare rispetto allo 0,3% t/t visto nei mesi precedenti. In sintesi, già prima di questo dato segnalavamo rischi verso l’alto sulle prospettive di crescita dell’economia italiana almeno nel breve termine (3-6 mesi). Dopo il dato di agosto sulla produzione industriale, tali rischi al rialzo sono anche maggiori. È possibile che la crescita 2017 a consuntivo risulti più alta di uno-due decimi rispetto alla nostra ultima previsione ufficiale (1,4%), che peraltro segnaliamo da tempo come cauta.
– La produzione industriale è balzata a sorpresa di +1,2% m/m ad agosto dopo il +0,1% m/m di luglio. È il quarto aumento congiunturale consecutivo (il sesto negli ultimi sette mesi).
– Su base annua, l’output è accelerato a +5,7% da un precedente +4,6% (corretto per gli effetti di calendario). È il settimo incremento consecutivo e il secondo miglior dato dal 2010 (dopo il +7,1% toccato lo scorso dicembre).
– Come previsto, specularmente rispetto al mese scorso, positivo è stato il contributo dell’energia (+4,6% dopo il -3,5% m/m di luglio). Trainanti sono risultati i beni strumentali e intermedi (+2,2% e +2,4% m/m, dopo i progressi già registrati a luglio), mentre i beni di consumo hanno corretto (-0,5% m/m) dopo gli aumenti dei tre mesi precedenti, affossati dai durevoli (-2,3% m/m). Tali indicazioni sono coerenti con i segnali di maggior vigore dal lato delle imprese che non da quello dei consumatori venuti in media dai dati congiunturali nel corso di quest’anno.
– Tre sono i settori di attività economica a mostrare un incremento annuo (corretto per gli effetti di calendario) a due cifre: il farmaceutico (+22,2%), le attività estrattive (+13,6%) e le altre industrie manifatturiere (+10%). Il progresso del farmaceutico, un comparto tipicamente export-led, potrebbe essere un segnale del fatto che le vendite all’estero continuano a trainare l’attività produttiva nonostante il cambio forte.
– Viceversa, solo tre industrie sono in calo rispetto a un anno prima: si confermano in rosso computer, elettronica e ottica (-7,3% a/a) e apparecchiature elettriche (-5,1% a/a), mentre la novità sono i mezzi di trasporto, che frenano vistosamente a -1,3% a/a (-8,9% le auto); tuttavia, si tratta a nostro avviso di una correzione in qualche modo fisiologica dopo due anni molto forti.
– Il dato è molto migliore del previsto e di buon auspicio circa l’andamento dell’attività economica nel trimestre estivo. In effetti, in caso di stagnazione a settembre, l’output risulterebbe nei mesi estivi in crescita di 2% t/t, in accelerazione rispetto all’1,3% t/t visto in primavera. Sarebbe il migliore trimestre per l’industria dal 2010.
– Tuttavia, i dati di agosto non vanno eccessivamente enfatizzati, in quanto si tratta di un mese nel quale i volumi produttivi sono molto ridotti e pertanto i dati sono condizionati in misura decisiva, specie per quanto riguarda la variazione congiunturale, dall’incrocio tra effetti di calendario e procedure di destagionalizzazione. Pertanto, è probabile a nostro avviso una correzione a settembre. In ogni caso, l’ulteriore aumento registrato dalla fiducia delle imprese manifatturiere nel mese segnala che continua il trend di espansione dell’attività.
– In sostanza, il contributo dell’industria al valore aggiunto nel trimestre estivo potrebbe essere superiore a quello visto nei mesi primaverili. Anche in considerazione del fatto che l’apporto dei servizi dovrebbe essere rimasto positivo (trainato tra l’altro dal turismo), ciò suggerisce che il PIL nel 3° trimestre possa accelerare rispetto allo 0,3% t/t visto nei mesi precedenti.
– In sintesi, già prima di questo dato segnalavamo rischi al rialzo sulle prospettive di crescita dell’economia italiana almeno nel breve termine (3-6 mesi). Dopo il dato di agosto sulla produzione industriale (sia pure, come detto, da non enfatizzare eccessivamente), tali rischi sono anche maggiori. È possibile che la crescita 2017 a consuntivo risulti più alta di uno-due decimi rispetto alla nostra ultima previsione ufficiale (1,4%), che peraltro segnaliamo da tempo come cauta.
Fonte : BondWorld.it
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