Da seguire:….
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Italia. Dopo che ieri, in un Consiglio dei Ministri appositamente convocato, il governo ha dato il proprio assenso a porre la questione di fiducia in merito alla proposta di legge n. 2352 (sistema elettorale cosiddetto “Rosatellum modificato”), sono attese oggi alla Camera (dalle 15:45) le votazioni sui primi due articoli dei tre su cui è stata posta la fiducia (giovedì il terzo voto e poi il verdetto finale). La maggioranza teorica a favore della legge è ampia (più critico sarà il passaggio in Senato, dove la legge approda martedì, con l’obiettivo di concludere l’iter prima delle elezioni regionali siciliane).
Stati Uniti. La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di settembre. Il Comitato ha già dato molte informazioni, con il comunicato, la conferenza stampa di Yellen, l’aggiornamento delle proiezioni e i molti discorsi. I verbali dovrebbero confermare la diffusione del consenso per l’inizio della riduzione dei reinvestimenti delle scadenze e delle cedole e per la gestione automatica della politica del bilancio. Nei verbali si dovrebbe anche vedere un consenso, meno ampio, ma maggioritario, per un probabile rialzo dei tassi a dicembre. Le informazioni nuove potrebbero riguardare le opinioni sulla relazione fra inflazione e disoccupazione e il grado di incertezza sul sentiero dell’inflazione. Il tono ottimistico e implicitamente un po’ hawkish della comunicazione recente dovrebbe emergere dai verbali, che non avevano visto il dato debole del deflatore di agosto (+0,1% m/m, 1,3% a/a). Il grande flusso di discorsi ha probabilmente indicazioni più affidabili sull’evoluzione delle opinioni, dato che è aggiornato man mano con i nuovi dati. Per ora sembra comunque sempre probabile il rialzo di dicembre.
Ieri sui mercati
Spagna. Il Presidente della Catalogna Puigdemont, nel discorso di ieri al Parlamento locale, ha dichiarato l’indipendenza della regione sulla base del supposto mandato fornitogli dal referendum illegale del 1° ottobre. Puigdemont ha però chiesto di sospendere gli effetti della dichiarazione unilaterale per qualche settimana in modo da poter aprire un dialogo con Madrid. Il primo ministro Rajoy ha convocato per le h. 9:00 di oggi un Consiglio dei ministri straordinario. Nessuno si aspetta che il governo centrale possa avviare un negoziato dopo la dichiarazione di indipendenza, per quanto “sospesa”, né diretto né tanto meno mediato da altri soggetti. Lo sbocco più probabile della crisi sembra invece quello di elezioni anticipate, nelle quali si verificherà se il consenso per la coalizione che governa la Catalogna è maggioritario. La crisi potrebbe arrivare o per lo sganciamento di CUP, che non ha gradito la sospensione della dichiarazione di indipendenza, o per il commissariamento della Catalogna da parte di Madrid.
Germania. In arrivo aumenti salariali più decisi nei prossimi anni. La IG Metall, il più grande sindacato tedesco che rappresenta 4 milioni di lavoratori operanti nel comparto metallurgico, ha avanzato richieste di aumenti salariali per il 2018–19 del 6% e riduzione delle ore lavorate da 35 a 28 per i genitori lavoratori e in genere per coloro che si occupano a tempo parziale della cura di altri familiari.
Francia. La produzione industriale ha corretto ad agosto di -0,3% m/m da 0,8% m/m (dato rivisto al rialzo di tre decimi). La variazione annua evolve quindi a 1,1% a/a da 3,9% a/a (anche qui dato rivisto al rialzo da 3,7% a/a). La produzione industriale rimane quindi in rotta per un rallentamento nel terzo trimestre a 0,3% t/t da 1,1% t/t del precedente, dando un contributo marginale alla formazione del PIL di meno di un decimo.
Italia. La produzione industriale è balzata a sorpresa di +1,2% m/m ad agosto: è il quarto aumento congiunturale consecutivo (il sesto negli ultimi sette mesi). Su base annua, l’output è accelerato a +5,7% (settimo incremento consecutivo e secondo miglior dato dal 2010). Trainanti beni strumentali e intermedi. Il contributo dell’industria al valore aggiunto nel trimestre estivo potrebbe essere superiore a quello visto nei mesi primaverili.
Dollaro cedevole sui mercati valutari, con euro a 1,1830 e yen a 112,3. L’euro si rafforza anche contro franco svizzero. Chiusura negativa per i listini azionari europei, appesantiti dai bancari, ma leggermente positiva per quelli statunitensi. Rendimenti in moderato rialzo sui mercati dei titoli di stato, con riallargamento dei differenziali con la Germania di 1-2pb. Prezzo del petrolio in modesto rialzo.
Fonte: BondWorld.it
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