Flash Macro Daily

Flash: Area euro. La produzione industriale è attesa in crescita di 1,1% m/m in agosto

Area euro. La produzione industriale è attesa in crescita di 1,1% m/m in agosto dopo lo 0,1% m/m di luglio. Abbiamo rivisto la stima al rialzo dopo i dati sorprendentemente forti da Germania e Italia a inizio settimana….


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La produzione manifatturiera dovrebbe altresì avanzare di 0,8% m/m. Sul trimestre la produzione industriale è in rotta per una crescita di 0,9% t/t dopo il +1,2% t/t di giugno. I dati per il comparto industriale suggeriscono una dinamica del PIL nei mesi estivi circa di almeno 0,5% t/t.

Francia. La seconda stima dovrebbe confermare che a settembre i prezzi al consumo sono calati di un decimo su entrambe le misure dopo essere aumentati di 0,5% m/m sull’indice nazionale e di 0,6% m/m su quello armonizzato. L’inflazione quindi dovrebbe essere confermata in accelerazione di un decimo all’1,0% sulla misura nazionale e all’1,1% su quella armonizzata. Nella parte finale dell’anno il CPI dovrebbe stabilizzarsi attorno all’1,1%, per poi rallentare ulteriormente a inizio 2018 per un effetto statistico sfavorevole.

Stati Uniti.  Il PPI a settembre è previsto in aumento di 0,4% m/m, dopo +0,2% m/m di agosto, spinto da una significativa variazione dell’energia dovuta agli effetti degli uragani. Gli alimentari dovrebbero rallentare dopo l’incremento di 1,3% m/m di agosto.

Aste. L’Italia colloca il nuovo BTP ottobre 2020 0,2% per un ammontare obiettivo di 3,5-4,0 miliardi di euro. Inoltre, offre una nuova tranche di due altri titoli, il BTP novembre 2024 1,45% e il BTP marzo 2048 3,45%, per complessivi 2,5-3,5 miliardi.

Ieri sui mercati
Sul fronte del primario il Tesoro italiano ha collocato tutti i 6 miliardi offerti, a fronte dei 6,25 in scadenza, di BOT a 12 mesi con un tasso sceso a -0,334% da -0,326% dell’asta di metà settembre. Sempre in tema di offerta, la Germania ha collocato quasi 2,4 miliardi in titoli di Stato quinquennali con tasso medio a -0,26% dal precedente -0,36%. Sul secondario, netto restringimento dei differenziali Spagna-Germania, che spinge al ribasso anche quelli del BTP. L’euro si consolida in area 1,18 contro dollaro. Rimbalzo degli indici azionari europei, con Italia e Spagna in evidenza.

Spagna. Il governo spagnolo ha dato 5 giorni di tempo al presidente della Catalogna per chiarire se è stata o no formulata una dichiarazione unilaterale di secessione. In caso affermativo, scatterebbero le misure di tutela dell’ordinamento costituzionale, che condurrebbero presto allo scioglimento del parlamento provinciale. In caso contrario, potrebbe ugualmente verificarsi una crisi nel governo catalano se CUP, la componente più radicale della coalizione, ritirasse il suo appoggio. Tuttavia, il governo spagnolo ha aperto la porta a una discussione sulla riforma della costituzione del Regno, che potrebbe sfociare nella concessione di maggiori poteri agli enti territoriali.

BCE. In un importante discorso Praet ha indicato che per il momento le indicazioni sulla dinamica inflazionistica non sono coerenti “con un aumento sostenuto dei prezzi”, ritenuto condizione imprescindibile per la rimozione dello stimolo monetario. Praet ha espressamente indicato che è opportuno mantenere un elevato grado di stimolo monetario. Praet ha detto che la BCE sta valutando due scenari alternativi per il futuro dell’EAPP: estensione più breve nel tempo ma con volumi più elevati ed estensione più prolungata ma con volumi mensili più contenuti. Il primo scenario secondo la valutazione della BCE è preferibile in una situazione di elevata incertezza perché viene interpretato dai mercati come un segnale che la banca centrale è pronta a potenziare lo stimolo. In condizioni di mercati “più pazienti”, e questo dovrebbe essere il caso, il secondo scenario è preferibile. Dunque è probabile, a nostro avviso, che la BCE si stia orientando per questo secondo scenario. Le considerazioni riportate da Praet fanno ritenere che la BCE sia orientata a fornire stimolo aggiuntivo nel corso del 2018 tramite un’estensione degli acquisti per buona parte dell’anno e probabilmente concentrandosi su titoli con scadenza a più lungo termine.

Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC di settembre confermano un’elevata probabilità di rialzo dei tassi a dicembre, ma evidenziano anche due visioni contrapposte sull’inflazione e sui rischi per la politica monetaria. Alcuni ritengono che i freni all’inflazione siano transitori, altri pensano invece che ci siano fattori di origine strutturale, con indicazioni diverse per il ritmo ottimale dei rialzi. La nostra lettura della comunicazione del FOMC è che sia molto probabile un rialzo a dicembre, ma che il sentiero successivo resti condizionato all’evoluzione dei dati: prezzi e salari saranno il focus principale, con possibili indicazioni divergenti almeno nel primo trimestre 2018.

Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha espresso un’opinione cauta su un eventuale rialzo dei tassi a dicembre, affermando che potrebbe essere opportuno aspettare ancora per avere più informazioni sull’inflazione. George (Kansas City Fed) invece ha la visione opposta. A suo parere occorre procedere con i rialzi dei tassi per evitare il surriscaldamento dell’economia, anche perché l’inflazione bassa non è un problema in un contesto di crescita solida e di pieno impiego. Williams (San Francisco Fed) ha una previsione di continuo rialzo dell’inflazione verso il 2%, con indicazioni per la prosecuzione dei graduali rialzi dei tassi verso il 2,5%, con una mossa a dicembre e tre nel 2018. Bostic (Atlanta Fed) ha delineato uno scenario simile a quello di Williams, senza dare indicazioni per dicembre.

Fonte: BondWorld.it


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