Lungi dal causare ‘incidenti’ di mercato, l’annuncio BCE sulla proroga a volumi dimezzati del programma APP è stato accolto positivamente……..
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La combinazione delle misure in essere conferma che i tassi ufficiali di interesse resteranno negativi almeno fino al 2019. Difficile che l’APP continui molto oltre il settembre 2018. Inoltre, gran parte della riduzione degli acquisti dovrebbe interessare i titoli di Stato, con un calo drastico del contributo del PSPP all’obiettivo di acquisto complessivo.
– La BCE ha compiuto ieri un altro passo verso la sospensione delle misure straordinarie decise durante la crisi, e senza suscitare alcuna reazione negativa sui mercati. Il programma APP è stato esteso fino al settembre 2018, senza escludere la possibilità di una nuova proroga, tagliando l’obiettivo mensile da 60 a 30 miliardi con decorrenza gennaio 2018. Questa parte dell’annuncio è coerente con il consenso degli analisti pre-riunione. Inoltre, la BCE ha nuovamente ribadito che i tassi dovrebbero rimanere fermi ben oltre la fine del programma e che le aste di liquidità continueranno a essere gestite con il meccanismo della piena allocazione (cioè senza razionamento delle richieste) almeno fino al dicembre 2019. Infine, la BCE continuerà a reinvestire le scadenze dei titoli in portafoglio, e presto inizierà a dare informazioni sulle scadenze dei dodici mesi seguenti.
– La combinazione di queste misure garantisce l’ancoraggio della parte breve della curva ed ha complessivamente rafforzato le aspettative di tassi fermi fino al 2019 già presenti sui mercati. Anche il tasso di cambio si è mosso come se vi fosse stata una sorpresa in senso espansivo: il cambio euro/dollaro, che oscillava fra 1,173 e 1,188, è caduto fino a 1,162. La discesa dell’euro è stata generalizzata, interessando anche i cambi bilaterali con sterlina, franco svizzero e yen.
– Per quanto riguarda il programma di acquisti, è probabile che il peso della riduzione si scarichi relativamente di più sul PSPP che sugli altri programmi, come già è avvenuto nel 2017. In pratica, l’Eurosistema compie il massimo sforzo nell’ambito di CBPP3, CSPP e ABSPP, utilizzando quindi il PSPP per raggiungere l’obiettivo mensile. Ma così il contributo relativo del PSPP all’obiettivo mensile sarà probabilmente inferiore rispetto a oggi. Di riflesso, su alcuni mercati le emissioni nette torneranno marginalmente a superare gli acquisti BCE, anche considerando il flusso aggiuntivo legato ai reinvestimenti. Tuttavia, questo non si applicherà al mercato tedesco, dove l’effetto scarsità continuerà a pesare, sebbene molto meno che nel 2017, e non vale per l’Eurozona nel suo complesso – per la quale ci attendiamo un eccesso di acquisti rispetto alle emissioni nette di oltre 40 miliardi nel 2018. Anche per questo è difficile dire se il programma potrà essere ulteriormente prorogato oltre settembre: una prosecuzione degli acquisti, ammesso che sia approvata, sarebbe probabilmente molto limitata temporalmente e quantitativamente, e servirebbe più a smussare ulteriormente il percorso di uscita che a fornire nuovo stimolo. Quindi, il programma resta formalmente open-ended , ma in pratica la sua sospensione non dovrebbe avvenire molto oltre il mese di settembre. Inoltre, rimane probabile che la riduzione degli acquisti sia accompagnata da un nuovo aggiustamento al rialzo dei tassi a medio e lungo termine.
– Nonostante la prospettiva di una copertura soltanto parziale delle emissioni nette per l’Italia e altri paesi della periferia, e malgrado la crisi catalana, nel complesso l’annuncio ha avuto ripercussioni positive anche sui differenziali sovrani. Giova la prospettiva di un lungo periodo di tassi bassi, che faciliterà nei prossimi anni il processo di riduzione del debito.
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