Francia. La disoccupazione nel 3° trimestre è aumentata a 9,7% da 9,5%. Nel terzo trimestre la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato ha rallentato più delle attese per effetto della fine dei sussidi all’occupazione per le PMI. Nel corso del 2017 la disoccupazione potrebbe calare attorno al 9,6% dal 10,1% del 2016……….
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Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione in calo di un decimo a ottobre all’1,4% e la dinamica core a 1,1% da 1,3%. È probabile che a frenare la dinamica annua sia stata la correzione dei prezzi dei servizi ricreativi (in particolare in Germania). L’aumento recente del prezzo del petrolio potrebbe spingere l’inflazione nuovamente all’1,5% a novembre. Ma il recupero del prezzo del greggio non sarà duraturo e in ogni caso non è sufficiente a contrastare l’effetto statistico sfavorevole dall’energia, effetto che dovrebbe essere massimo a ridosso del nuovo anno. L’inflazione complessiva è attesa frenare all’1,0% e risalire verso l’1,5% solo nel 2018 inoltrato.
Stati Uniti. I prezzi all’import a ottobre dovrebbero essere in rialzo di 0,4% m/m, spinti dall’aumento dei prezzi energetici.
Stati Uniti. L’indice della Philadelphia Fed a novembre è atteso in modesta correzione a 26 da 27,9 di ottobre. Gli indici a sei mesi potrebbero risentire positivamente dell’aumento di probabilità dell’introduzione della riforma tributaria nel 2018.
Stati Uniti. La produzione industriale a ottobre è prevista in rialzo di 1,1% m/m, dopo +0,3% m/m di settembre. La Fed stima che gli uragani abbiano sottratto alla dinamica dell’output 0,75pp ad agosto e 0,25pp a settembre; ottobre dovrebbe registrare un parziale recupero della crescita persa per il maltempo.
Ieri sui mercati
Il collocamento presso i risparmiatori individuali del BTP Italia ha raccolto ordini per 3,275 miliardi di euro. Oggi si apre il collocamento presso gli investitori istituzionali. Ieri il Tesoro ha anche annunciato un’operazione di concambio per venerdì 17 per un importo massimo di 2 miliardi, che interesserà il BTP feb-2033 5,75% in cambio del ritiro di 5 titoli con scadenze nel 2018 e 2019. Sul mercato secondario, netto calo dei rendimenti a lungo termine sulla curva UST, mentre i ribassi sono stati modesti su quelle europee (circa 2pb). Chiusura negativa per gli indici azionari americani ed europei, mentre questa mattina rimbalzano gli indici giapponesi. Nuovo rialzo dell’euro, che sale di un altro 0,4% contro dollaro.
Francia. La seconda lettura conferma che i prezzi al consumo sono cresciuti a ottobre di un decimo su entrambe le misure, portando l’inflazione ad accelerare di un decimo all’1,1% sull’indice nazionale e all’1,2% su quello armonizzato. A novembre, il primo rincaro del prezzo del tabacco (in linea con il piano di rialzi delle accise sui tabacchi prefissato dal Governo per il 2017-2019) dovrebbe favorire la risalita dell’indice dei prezzi.
Stati Uniti. Il CPI a ottobre aumenta di 0,1% m/m (2,0% a/a). La componente energia cala (-1% m/m) sulla scia di una correzione della benzina (-2,4% m/m) che più che compensa aumenti di altri prezzi energetici. L’indice core aumenta di 0,2% m/m (1,8% a/a). I dati mostrano un aumento della dinamica dell’indice core e danno un’indicazione favorevole al rialzo dei tassi atteso per dicembre.
Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a ottobre aumentano di 0,2% m/m, e il dato di settembre è rivisto verso l’alto a +1,9% m/m (da +1,6% m/m). Le vendite al netto delle auto aumentano di 0,1% m/m, dopo +1,2% m/m (rivisto da 1% m/m). Le vendite al netto di auto, benzina, materiali da costruzione e alimentari sono in rialzo di 0,3% m/m (dopo +0,5% m/m), con indicazioni solide per la crescita dei consumi nel 4° trimestre.
Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a novembre cala a 19,4 da 30,2 di ottobre, ma lo spaccato dell’indagine resta positivo. Gli indici di aspettative a 6 mesi sono incoraggianti, con ulteriori incrementi dell’indice di attività (a 49,9 da 44,8), della componente ordini (a 53,7 da 44,8) e della spesa in conto capitale a 25,4 (da 21,9).
Stati Uniti. La leadership repubblicana ha introdotto alcune novità rilevanti alla versione della riforma tributaria attualmente in discussione al Senato. La riforma includerebbe l’eliminazione dell’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria, alla base di Obamacare, in modo da liberare fondi da dirottare verso maggiori tagli di imposte per le classi medie di reddito. Nella nuova versione del disegno di legge presentata martedì sera, tutti i tagli di imposta per le persone fisiche e quelle per le società semplici scadrebbero nel 2025. La nuova versione della riforma si allontana ulteriormente dalla versione della Camera, che dovrebbe essere votata in aula questa settimana. il senatore Johnson ha annunciato di essere contrario all’attuale testo della riforma, perché troppo favorevole alle imprese quotate rispetto ad altre tipologie di impresa. Il Senato dovrebbe votare sulla propria versione subito dopo Thanksgiving. Al momento non è chiaro se ci sarebbe una maggioranza favorevole all’ultimo testo con l’eliminazione dell’obbligo di assicurazione sanitaria.
Stati Uniti. Rosengren (Boston Fed) ha detto che molto probabilmente il tasso di disoccupazione scenderà sotto il 4%, generando probabili spinte verso l’alto su prezzi e salari. Questo “suggerisce la necessità di continuare a rimuovere gradualmente lo stimolo”, in linea con ‘aspettativa di un altro rialzo dei tassi a dicembre, anche se l’inflazione rimane più debole del previsto. Evans (Chicago Fed), tipicamente schierato con le colombe nel FOMC, ha ricordato che la Fed ha un obiettivo simmetrico sull’inflazione, e ha detto di non avere ancora deciso la propria posizione riguardo a un rialzo dei tassi a dicembre.
Fonte: BondWorld.it
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