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Francia. La spesa per consumi delle famiglie a ottobre potrebbe ristagnare dopo il balzo di -0,9% m/m di settembre. Le vendite di auto potrebbero essere calate nel mese stando ai dati dalle immatricolazioni. Se confermata, la variazione annua passerebbe a 1,5% da 2,8%, impostando i consumi per un avanzamento di 0,5% t/t nel quarto trimestre da 0,7% t/t del terzo.
Francia. La seconda stima dovrebbe confermare che nel terzo trimestre il PIL è avanzato di 0,5% t/t (2,2% a/a) da 0,6% t/t (1,8% a/a). Dalla stima flash era emerso che il contributo principale alla crescita era venuto dalla domanda interna, mentre il contributo negativo del commercio estero era stato quasi del tutto compensato dall’aumento delle scorte. Per il quarto trimestre ci aspettiamo che l’economia francese mantenga una velocità di crociera di 0,5% t/t, per una crescita annua all’1,8% dall’1,1% del 2016.
Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con una crescita dei prezzi al consumo di 0,2% m/m a novembre. L’inflazione risalirebbe, quindi, a 1,7% da 1,6% sulla misura nazionale e di due decimi su quella armonizzata, a 1,7%. L’inflazione tedesca è attesa tornare indietro all’1,1% a inizio 2018 frenata da un effetto base sfavorevole proveniente dalla componente energia.
Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento di 0,1 a novembre, all’1,7% sulla misura nazionale e all’1,8% sulla misura armonizzata. Nei prossimi mesi l’inflazione spagnola sarà frenata da un forte effetto base sfavorevole dall’energia.
Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è atteso ancora in lieve aumento a novembre a 114,4 da 114. È possibile che si veda un ulteriore aumento della fiducia presso le imprese manifatturiere a 8,3 da 7,9, ma nei servizi dovrebbe vedersi una lettura stabile a 16,2. Ci aspettiamo un lieve calo di morale nelle costruzioni dopo i continui rialzi ed una stabilizzazione nel commercio al dettaglio. L’indice rimane coerente con una crescita del PIL Eurozona vicina a 0,6% t/t, come in estate. I rischi per la crescita nel breve termine sono verso l’alto.
Stati Uniti. La seconda stima del PIL del 3° trimestre dovrebbe mostrare una modesta revisione verso l’alto, a 3,2% t/t ann., da 3% t/t ann. della prima stima.
Stati Uniti. La Fed pubblica il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC di metà dicembre. Il rapporto dovrebbe restare ampiamente positivo, con indicazioni di espansione diffusa sia tra settori sia tra regioni. Il Beige Book dovrebbe riportare scarsità di manodopera qualificata, ma sempre modeste pressioni verso l’alto per prezzi e salari. Il quadro macroeconomico resta coerente con un altro rialzo dei tassi a dicembre.
Ieri sui mercati
Il Tesoro ha collocato 5,5 miliardi di BOT semestrali a un tasso di -0,436%, minimo storico per questo titolo. La tornata di aste di fine mese si concluderà oggi con il collocamento a medio lungo per un massimo di 3,5 miliardi di euro, l’ultimo con regolamento nel 2017. I movimenti delle curve sono stati molto contenuti, con una prevalenza di ribassi per i rendimenti sul debito italiano.
Chiusura positiva per gli indici azionari europei e statunitensi. L’euro è rientrato in area 1,18 dollari, nel contesto di un modesto ma generalizzato rimbalzo della divisa statunitense sui mercati valutari. Petrolio in lieve rialzo.
Hansson (governatore della banca centrale estone) ha dichiarato che l’azzeramento del QE dopo settembre 2018 è una delle opzioni che deve essere una delle opzioni che il Consiglio prenderà in considerazione.
Area euro. La dinamica di M3 è rallentata a 5,0% a/a da un precedente 5,1% a ottobre. La media mobile a 3 mesi viaggia al 5,1%. Tra le controparti di M3, il credito alle imprese non finanziarie accelera a 2,9% a/a da un precedente 2,4% a/a. Il credito alle famiglie cresce sugli stessi ritmi del mese precedente 2,7%.
Italia. Nell’Economic Outlook, l’OCSE ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita del PIL italiano, a 1,6% da un precedente 1,4% per il 2017 e a 1,5% da 1,2% per l’anno prossimo. Per il 2019, l’OCSE si attende una crescita all’1,3%. Le stime sono più ottimistiche delle nostre più recenti previsioni. I principali elementi di vulnerabilità finanziaria dell’Italia restano l’elevato debito pubblico e l’ampio stock di crediti deteriorati delle banche, tuttavia l’OCSE osserva che la strategia messa in campo dal governo sta cominciando a dare i suoi frutti e i crediti deteriorati hanno finalmente intrapreso un sentiero al ribasso.
Francia. L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’INSEE è salito a novembre a 102 da 100, oltre le attese di consenso, recuperando parte dei ribassi degli ultimi quattro mesi e risalendo oltre la media storica. Prevediamo che il morale dei consumatori potrà visibilmente salire quando le condizioni del mercato del lavoro avranno iniziato a migliorare.
In Germania, la fiducia dei consumatori è rimasta invariata a 10,7 a novembre, livello al di sopra della media di lungo termine. In prospettiva l’incertezza sulla situazione politica potrebbe deprimere il morale delle famiglie, anche se non ci aspettiamo ripercussioni significative sulle decisioni di spesa dati i fondamentali di ampio supporto ed il continuo flusso di notizie positive sul ciclo.
Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a novembre è in rialzo a 129,5, da 126,2 di ottobre, rivisto da 125,9. L’indice tocca il massimo da novembre 2000; l’aumento è diffuso sia alle condizioni correnti (153,9 da 152) sia alle aspettative (a 113,3 da 109).
Stati Uniti. La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni a ottobre registra un ampliamento del deficit più ampio delle attese, a -68,3 mld di dollari (consenso: -64,5 mld), da -64,1 mld di settembre.
Stati Uniti. L’audizione di Powell alla commissione bancaria del Senato per la nomina a presidente della Fed non ha fornito sorprese. Come anticipato nel testo diffuso il giorno precedente, Powell ha indicato che, alla luce del quadro economico solido, la politica monetaria dovrebbe proseguire sul sentiero intrapreso di normalizzazione e di rimozione graduale dello stimolo, con ulteriori rialzi dei tassi e riduzione del bilancio. Powell ha detto che il caso per un rialzo dei tassi a dicembre “si sta consolidando” e che il bilancio dovrebbe scendere fino a un livello compreso fra 2,5 e 3 tln di dollari (dagli attuali 4,5 tln) nei prossimi due-tre anni. Powell ha confermato un messaggio di continuità della gestione futura della Fed rispetto a quella di Yellen.
Stati Uniti. I negoziati in Senato proseguono per arrivare a un testo della riforma tributaria che riesca ad avere almeno 50 voti favorevoli (a cui si potrebbe aggiungere quello di Pence), con l’obiettivo di un voto in aula entro questa settimana. Dopo il passaggio in Senato, che riteniamo probabile, il prossimo ostacolo è la riconciliazione fra la versione del Senato con quella della Camera, mentre il Congresso dovrà anche occuparsi del rinnovo della legge di spesa, da rinnovare entro l’8 dicembre per evitare una chiusura del governo.
Regno Unito. Il Financial Times riferisce che il governo britannico si sarebbe rassegnato a riconoscere i propri impegni finanziari come identificati dall’Unione Europea (circa 100 miliardi di euro), anche se i versamenti sarebbero diluiti nell’arco di molti decenni. L’offerta sarebbe però condizionata alla conclusione di un accordo su altre questioni preliminari, come la definizione dei diritti dei cittadini UE o UK e del regime di controllo della frontiera fra Repubblica di Irlanda e Irlanda del Nord.
Fonte: BondWorld.it
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