Euro zone economic sentiment index (ESI): Lunga vita alla ripresa!….
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Anna Maria Grimaldi
Intesa Sanpaolo: commento Anna Maria Grimaldi su indice Esi eurozona
– Ancora una volta, l’indice di fiducia economica ESI è salito più del previsto a novembre a 114,6 da 114,1, estendendo così i continui aumenti visti dall’autunno del 2016, quando l’indice si attestava a 106,3.
– Il dettaglio dell’indagine della Commissione mostra questo mese un miglioramento di morale in particolare in Francia (+1,9) ed in minor misura in Olanda (+0,8) e Spagna (+0,6). Altresì la fiducia è rimasta pressoché invariata in Italia (+0,2) e Germania (-0,1). Nel caso della Germania, le indicazioni dalle indagini IFO e PMI erano state più positive.
– L’ottimismo è diffuso a tutti i settori, con gli indici al di sopra della media di lungo termine. L’aumento del sentiment a novembre è spiegato in particolare dal miglioramento delle condizioni nelle costruzioni (+1.2 grazie alla tenuta degli ordini) e della fiducia dei consumatori (+1,2). Nel settore manifatturiero, la fiducia è aumentata di +0,2 punti a 8,2, uno dei livelli più alti nella storia della serie. Le imprese riportano produzione, ordini e scorte stabili, ma si aspettano ancora qualche miglioramento nei prossimi mesi. La fiducia è rimasta sostanzialmente invariata nel settore dei servizi (16,3 dal 16,2). Nel commercio al dettaglio, la fiducia ha ritracciato parte dei guadagni dei mesi precedenti scendendo a 4,2 da 5,5.
– Per quanto riguarda le attese di prezzo, le imprese riportano un marcato aumento dei prezzi di vendita nelle costruzioni e nell’industria ma un modesto calo nel commercio al dettaglio e nei servizi, settori più legati alle dinamiche della domanda interna. Pertanto, le pressioni sui prezzi interni restano modeste, ma prevediamo un’accelerazione a partire dalla metà del 2018 con il consolidarsi della ripresa e l’accelerazione della dinamica occupazionale.
– L’indagine ESI indica che le condizioni occupazionali sono migliorate ancora nell’industria e nel commercio al dettaglio raggiungendo il massimo da 30 anni. Le società hanno rivisto i piani di assunzione verso l’alto anche nelle costruzioni, ma in modo meno marcato. Nei servizi, le aspettative sull’occupazione sono leggermente diminuite, ma restano in ogni caso elevate. Le indagini di fiducia ESI e PMI nel complesso indicano un’accelerazione nella creazione di posti di lavoro verso l’1,8% – 1,9% a/a. Vediamo il tasso di disoccupazione scendere all’8,5% entro la metà del 2018 dall’8,9%. Il calo della disoccupazione, il graduale riassorbimento dello slack nel mercato del lavoro dovrebbero iniziare a spingere la dinamica salariale e quindi lentamente i prezzi interni.
– L’indice ESI è ormai sui massimi da inizio 2000 e insieme al PMI di novembre lascia pochi dubbi sull’intensità della ripresa. Le indagini indicano una crescita anche più forte nei mesi finali del 2017 rispetto allo 0,6% t/t registrato nei mesi estivi. Rimaniamo cauti e manteniamo una previsione di stabilizzazione della dinamica congiunturale intorno a 0,6% t/t data la debole entrata della produzione industriale nel 4° trimestre. Prevediamo che il 2017 chiuderà in media al 2,3% e siamo in procinto di rivedere le stime 2018 al + 2,1%.
– Le forti previsioni di crescita per il 2018 si basano su un’accelerazione degli investimenti aziendali, che dovrebbe concretizzarsi a fronte di fondamentali ampiamente sostenibili e del miglioramento delle condizioni della domanda. Secondo l’indagine semestrale sugli investimenti effettuata a ottobre / novembre 2017, l’investimento reale nel settore manifatturiero dovrebbe aumentare del 2% nell’area dell’euro, che è molto inferiore a quello previsto per marzo / aprile 2017 (+ il 5%). Tuttavia, per il 2018, le imprese prevedono un’accelerazione nella crescita degli investimenti al 4%.
Fonte: BONDWorld.it
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