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Stati Uniti. Il Senato ha approvato la propria versione del Tax Cuts and Jobs Act. Il prossimo passo per arrivare all’approvazione della riforma tributaria è la riconciliazione fra i disegni di legge approvati alla Camera e al Senato. L’obiettivo della leadership repubblicana è avere un testo comune entro metà dicembre, da votare in aula e presentare alla firma del presidente prima di fine anno. La volontà comune di avere la riforma approvata entro fine 2017 a nostro avviso è tale da rendere probabile la riconciliazione delle due versioni verso un testo in tempi rapidi. Per ora in via del tutto preliminare, sulla base delle informazioni disponibili stimiamo che la riforma possa avere effetti espansivi in media pari a circa 0,3 pp per anno nel 2018-19.
I market mover della settimana
Nella zona euro è in calendario la prima tornata dei dati di produzione industriale di ottobre, che dovrebbe vedere miglioramenti generalizzati: +0,7% m/m in Germania e +0,3% m/m in Francia e Spagna. Le vendite al dettaglio dell’Eurozona sono attese correggere nel mese (-1,4% m/m). Infine, la stima finale del PIL Eurozona (attesa a +0,6% t/t) renderà disponibili i dati di dettaglio sull’andamento di consumi, investimenti ed esportazioni nel terzo trimestre.
La settimana ha diversi dati importanti in uscita negli Stati Uniti. L’employment report di novembre dovrebbe essere positivo, con un aumento di occupati non agricoli di 210 mila, un tasso di disoccupazione stabile a 4,1%, e una riaccelerazione della dinamica salariale dopo la stabilità di ottobre. L’ISM non manifatturiero di novembre dovrebbe correggere marginalmente dai livelli elevati di ottobre. La fiducia dei consumatori a dicembre dovrebbe essere in ulteriore rialzo. L’8 dicembre scade la legge di spesa: in assenza di un’estensione, c’è il rischio di una chiusura degli uffici federali. Il Senato voterà la nomina di Powell alla presidenza della Fed.
Venerdì sui mercati
Nonostante il persistente flusso di sorprese positive dai dati macro, i mercati azionari venerdì hanno registrato chiusure in ribasso, collegate ai timori che il Senato USA non riuscisse a trovare un consenso per approvare la propria versione della riforma tributaria, insieme alle indicazioni di collaborazione dell’ex capo della National Security Agency, Flynn, nell’indagine sul Russiagate. Il passaggio del Tax Cuts and Jobs Act in Senato (v. sopra) dovrebbe guidare i mercati verso l’alto oggi, anche se il Congresso USA ha ancora ostacoli da superare prima di vedere una riforma diventare legge.
Sui mercati obbligazionari venerdì, le chiusure sono state positive, grazie anche all’offerta sul primario contenuta, tipica della fase finale dell’anno. Il BTP a due anni tratta in area -0,355%, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri, mentre il decennale scende di oltre 4 punti base e si posiziona a 1,70%, sui minimi di inizio novembre.
Al termine di una settimana volatile, l’euro resta non lontano dal massimo di 1,1960, toccato lunedì scorso dopo alcuni buoni dati economici dalla Germania. L’euro ha beneficiato sia dei dati positivi dei PMI, sia dell’attesa per l’approvazione in Senato della riforma tributaria in USA.
Italia. La crescita del PIL nel 3° trimestre è stata rivista verso il basso di un decimo, il che implica anche una minore crescita acquisita per l’anno in corso. Tuttavia, il dettaglio delle componenti è incoraggiante in quanto la crescita sarebbe stata assai più robusta al netto del volatile contributo dei magazzini, e sembra finalmente avviato un ciclo degli investimenti in macchinari (che hanno fatto segnare nel trimestre la crescita congiunturale più elevata da almeno vent’anni). Inoltre, l’export non sembra risentire del cambio forte. In sintesi, il dato introduce rischi al ribasso sulla nostra stima sul PIL 2017 (1,6%), ma al rialzo sulla previsione 2018 (1,3%).
Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a novembre cala a 58,2 da 58,7 di ottobre. Lo spaccato dell’indagine è comunque positivo, con un aumento di produzione (63,9 da 61) e nuovi ordini (64 da 63,4), e stabilità dell’occupazione (59,7 da 59,8).
Stati Uniti. La spesa in costruzioni a ottobre sorprende verso l’alto con un aumento di 1,4% m/m, dopo +0,3% m/m a settembre. I dati segnalano un inizio forte per il 4° trimestre nei comparti di investimenti residenziali, investimenti in strutture e spesa pubblica.
Stati Uniti. Bullard (St Louis Fed) ha detto che c’è il rischio che la curva dei rendimenti si inverta a fine 2018, se la Fed continuerà i rialzi sul sentiero indicato finora. Questo sarebbe un segnale preoccupante per la prosecuzione della ripresa, che dovrebbe essere monitorato dai mercati e dalla banca centrale. Mester (Cleveland Fed) invece ha detto che a suo avviso non ci sono rischi di inversione della curva. La sua previsione è che i rendimenti a lungo termine saliranno, visto il quadro positivo dell’economia, e questo giustifica ulteriori rialzi dei tassi a breve.
Fonte: BondWorld.it
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