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Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed è atteso in aumento a 22 a dicembre, da 19,4 di novembre. Il Beige Book riporta prosecuzione della crescita moderata nel distretto di NY, con mercato del lavoro sempre sotto pressione. Le principali componenti dell’Empire dovrebbero essere sempre positive, con segnali di espansione corrente e attesa diffusa.
Stati Uniti. La produzione industriale a novembre dovrebbe segnare un incremento di 0,4% m/m, dopo +0,9% m/m a ottobre. La componente produzione dell’ISM manifatturiero a novembre è salita a 63,9, da 61 di ottobre e punta a un dato solido di output nel manifatturiero.
Ieri sui mercati
Il Tesoro italiano ha annunciato per oggi una nuova operazione di concambio destinata agli specialisti, precisando che verrà offerto il Btp agosto 2039 cedola 5,00% in cambio di cinque titoli in riacquisto – tre Btp, un Ctz e un CctEu – sulle scadenze 2018 e 2019. Tassi di nuovo in rialzo sulla curva BTP, che si è mossa in controtendenza rispetto al resto dell’Eurozona. L’euro ha riassorbito gran parte dei guadagni messi a segno mercoledì contro dollaro.
Eurozona. Nessuna nuova misura di politica monetaria è stata adottata dal consiglio direttivo BCE. Le previsioni macroeconomiche dello staff incorporano una netta revisione al rialzo delle stime di crescita 2018-19. Le prime stime dello staff per il 2020 mostrano l’inflazione core all’1,8% dall’1,1% previsto per il 2018 e lasciano margine per un graduale tapering degli acquisti dopo settembre 2018. Le prospettive della politica monetaria europea sono immutate.
Italia. La seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo di novembre ha visto una conferma della prima stima: l’indice dei prezzi è sceso di due decimi su base mensile, per un’inflazione annua in calo di un decimo allo 0,9% sul NIC e stabile all’1,1% sull’IPCA in tempi rapidi della riforma è davvero molto elevata.
Francia. La seconda lettura conferma che a novembre i prezzi al consumo sono aumentati di un decimo su entrambe le misure, stesso aumento registrato a ottobre: l’aumento è dovuto al balzo dell’energia. L’inflazione segna quindi un’accelerazione di un decimo all’1,2% dall’1,1% sull’indice nazionale e all1,3% dall’1,2% su quello armonizzato; l’indicatore core al netto di energia, alimentari e tabacchi rimane invariato allo 0,5% per il sesto mese consecutivo.
Stati Uniti. Le vendite al dettaglio a novembre aumentano più del previsto, con una variazione di 0,8% m/m, mentre il dato di ottobre è rivisto a +0,5% m/m da +0,2% m/m. Al netto delle auto le vendite crescono di 1% m/m, con una revisione per ottobre di 3 decimi (a 0,4% m/m). I dati indicano una probabile accelerazione della crescita dei consumi nel 4% trimestre, verso il 3% t/t ann., da 2,3% t/t ann. del 3° trimestre.
Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 9 dicembre calano a 225 mila da 236 mila della settimana precedente e segnalano il continuo riscaldamento del mercato del lavoro.
Stati Uniti. I prezzi all’import aumentano di 0,7% m/m a novembre, dopo +0,1% m/m di ottobre, sulla scia di una variazione del petrolio di +7,2% m/m. Al netto del petrolio, i prezzi sono in rialzo di un modesto 0,1% m/m, confermando l’assenza di significative pressioni inflazionistiche.
Stati Uniti. L’attività dei leader repubblicani prosegue per arrivare a un testo definitivo della riforma tributaria entro oggi. Diversi dettagli sono ancora da definire, anche sulla base delle richieste dei senatori “marginali”, che possono essere cruciali per la maggioranza al Senato. Il Senato potrebbe già votare lunedì, ma la decisione sulle date dipende anche dalle condizioni di salute di due senatori. La Camera si riserva flessibilità sulle date. Lo scenario più probabile è un’approvazione della riforma nella prima parte della settimana in entrambe le camere, che poi dovranno tornare a votare sull’estensione della legge di spesa, che scade il 22 dicembre. Trump potrebbe firmare la legge di riforma entro fine settimana.
Giappone. L’indagine Tankan nel 4° trimestre dà indicazioni positive per l’economia giapponese. L’indice coincidente per le grandi imprese manifatturiere sale a 25 (quinto rialzo consecutivo, massimo da dicembre 2006), Per le grandi imprese non manifatturiere, l’indice coincidente è stabile a 23. Gli altri indicatori dell’indagine restano positivi, con eccesso di domanda sempre più marcato sul mercato del lavoro e esaurimento della capacità produttiva inutilizzata. Nel complesso, l’indagine non modifica le aspettative di una chiusura d’anno forte e di un ulteriore consolidamento della ripresa nel 2018.
Fonte: BondWorld.it
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