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BCE: tutto è bene quel che finisce bene

Come previsto, la BCE ha lasciato invariata la guidance su tassi, sugli acquisti EAPP e sulla politica di reinvestimento dei titoli in scadenza………


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Le prime stime dello staff per il 2020 mostrano l’inflazione core all’1,8% dall’1,1% previsto per il 2018 e lasciano margine per un graduale tapering degli acquisti dopo settembre 2018.

Come previsto, la BCE ha riaffermato la determinazione a “accompagnare la ripresa” fino quando l’inflazione non muoverà su di un sentiero compatibile con “un aumento sostenuto verso il 2% nel medio periodo”. Per il momento condizioni finanziarie ampiamente accomodanti sono ancora appropriate, dati i segnali ancora scarsi e poco convincenti di rialzo dei prezzi interni. Di riflesso, la BCE non ha ritenuto opportuno modificare in alcun modo né le misure di politica monetaria, né la comunicazione: sono immutate la guidance , su tassi e anche quelle sugli acquisti nell’ambito dell’EAPP e sulla politica di reinvestimento dei titoli in scadenza. Il Presidente della BCE ha specificato che il Consiglio non ha nemmeno valutato se rendere la guidance sugli acquisti meno legata ad un rialzo dell’inflazione nel medio termine, come alcuni membri avevano ventilato a ottobre stando alle indicazioni dai verbali. Nonostante nulla sia cambiato alla riunione di dicembre, Draghi ha sottolineato che il Consiglio è sempre più fiducioso su di un ritorno dell’inflazione verso il target con il consolidarsi della ripresa. 

I dati più forti del previsto usciti negli ultimi mesi sono riflessi nelle ampie revisioni al rialzo alle stime BCE di crescita 2017-19. Lo staff ha rivisto al rialzo anche la stima di inflazione per il 2018, anche se ciò conta poco dal momento che è interamente dovuta al rialzo del prezzo del greggio implicito nei futures, mentre l’inflazione core è stata rivista al ribasso. Per valutare la direzione attesa della politica monetaria, le prime stime di crescita e inflazione per il 2020 sono più rilevanti. Come mostra la tabella sottostante, la BCE vede una continuazione della fase di espansione al di sopra del potenziale nel 2020, anche se a ritmi più blandi. L’inflazione è attesa in aumento all’1,7% sul rialzo dell’inflazione core all’1,8% dall’1,5% previsto per il 2019. 

Pensiamo che una stima di inflazione core all’1,8% nel 2020 lasci un margine sufficiente per modificare la politica monetaria e dare avvio ad un graduale tapering degli acquisti dopo settembre 2018. Le stime di inflazione due anni in avanti sono soggette, come sempre, a un margine di incertezza piuttosto ampio dal momento che si tratta di una previsione lontana nel tempo ma l’incertezza è accresciuta dal fatto che, nel periodo recente, la risposta di salari e prezzi interni alla chiusura dell’ output gap si è confermata più lenta che in passato. Una previsione di inflazione vicina, ma non ancora al target, nel 2020 giustifica l’avvio del ciclo di rialzi ancora “ben oltre la fine degli acquisti”.

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Per quanto riguarda i rischi per le prospettive macroeconomiche, la BCE valuta che siano bilanciati per la crescita mentre non ha ancora espresso una valutazione esplicita per lo scenario di inflazione. Draghi ha ribadito che i rischi di deflazione sono scomparsi e che la probabilità di vedere l’inflazione vicina a zero si è significativamente ridotta, ma anche sottolineato che non è possibile dire molto altro sulla dinamica futura dei prezzi con un sufficiente grado di fiducia.

Guardando indietro al 2017 va preso atto del fatto che le cose sono andate ben meglio del previsto: il PIL è cresciuto più di mezzo punto al di sopra delle attese; la creazione di posti di lavoro è accelerata; il rischio di disgregazione dell’Unione monetaria non si è materializzato.

Se tutto andrà come previsto, il 2018 segnerà la fine dell’APP. Il Consiglio potrebbe modificare formalmente la guidance a giugno e segnalare un tapering graduale dopo settembre 2018. Il secondo semestre 2018 potrebbe essere caratterizzato da una maggiore volatilità, anche perché con l’uscita dall’APP inizierà ad entrare nelle aspettative di mercato la possibilità di un rialzo dei tassi ufficiali. Comunque, la BCE resterà presente sul mercato con la politica di reinvestimento fino a tutto il 2020. Al momento, la normalizzazione dei tassi di interesse è ancora lontana e il tasso sui depositi potrebbe restare fermo fino a metà 2019.


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