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Belgio. La stima preliminare dovrebbe indicare che il PIL è avanzato di 0,4% t/t da 0,3% t/t nel 4° trimestre e la crescita annua dovrebbe salire all’1,8% a/a da 1,7% a/a. Gli indicatori di fiducia suggerivano una solida espansione dell’attività nella parte finale dell’anno, in particolare nell’industria. Se confermata, il PIL sarebbe cresciuto nel 2017 dell’1,7% da 1,5% del 2016, meno della media dell’Eurozona.
Stati Uniti. La spesa personale a dicembre è prevista in aumento di 0,5% m/m, sulla base di informazioni positive dalle vendite al dettaglio e con il supporto di una crescita solida nei servizi. Il reddito personale dovrebbe crescere di 0,4% m/m grazie all’aumento salariale di 0,3% m/m. Il deflatore dei consumi è atteso in rialzo di 0,1% m/m (1,7% a/a); il core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, e portare la variazione tendenziale a 1,6% a/a da 1,5% a/a di novembre. L’accelerazione del CPI core, che ha registrato una variazione di 0,3% m/m, è stata spinta in larga misura dal segmento abitazione, che ha un peso minore nel deflatore core.
I market movers della settimana
Nell’Eurozona, l’indice ESI della Commissione UE e l’indice Istat di fiducia presso le imprese dovrebbero confermare che la fase di espansione economica procederà indisturbata a inizio 2018. La stima flash per il 4° trimestre dovrebbe mostrare la crescita del PIL euro zona in lieve rallentamento a 0,5% t/t, per lo più attribuibile alla Germania. In Francia la crescita del PIL è vista stabile. L’economia spagnola dovrebbe essere entrata in una fase di crescita più normale dopo il boom dell’ultimo anno. Il focus dei mercati dovrebbe però essere più sulle prime stime di inflazione che sull’andamento del PIL a fine 2017. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione euro zona in calo all’1,1% a gennaio. L’inflazione sulla misura armonizzata è attesa in aumento di un decimo in Germania, ma in calo di un decimo in Francia e di quasi un punto in Spagna a 0,3%. In Italia, l’inflazione è attesa invariata all’1,0%.
La settimana è densa di dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. La riunione del FOMC non dovrebbe modificare lo scenario della politica monetaria, e lasciare aperta la porta per un rialzo in tempi brevi sulla base di una valutazione positiva della crescita e della previsione di graduale rialzo dell’inflazione. Per gennaio, l’ISM manifatturiero è atteso sempre su livelli espansivi; l’employment report dovrebbe essere positivo, con crescita solida degli occupati e una possibile ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione: la fiducia dei consumatori dovrebbe restare elevata e coerente con crescita solida dei consumi. Fra i dati di dicembre, la spesa e il reddito personale dovrebbero essere in crescita, mentre il deflatore core dovrebbe registrare una variazione di 0,2% m/m; la spesa in costruzioni dovrebbe segnare il quinto rialzo consecutivo.
Ieri sui mercati
Il ministro delle finanze giapponese Aso ha ricordato agli Stati Uniti che c’è un accordo implicito fra le maggiori economie a non utilizzare il cambio come strumento per modificare il contesto competitivo. Un portavoce del governo giapponese ha ricordato la dichiarazione del G20 contro i movimenti disordinati dei cambi. In Europa, Coeuré ha lamentato il rischio di guerra valutaria, ma ha anche parlato di necessità di rivedere la forward guidance e di segnali di ripresa di salari e inflazione di fondo; Knot (Olanda) vuole che l’APP sia terminato al più presto dopo settembre, e prospetta rialzi dei tassi nel 2019. L’euro si è assestato in area 1,24 dollari, mentre lo yen si è rafforzato ulteriormente: nuovi massimi a 108,34. Sterlina forte, sulla scia dei dati del PIL superiori alle previsioni. Tassi sulla curva UST in rialzo: il decennale ha superato i recenti massimi e questa mattina viaggia a 2,68%. In Europa, tassi in rialzo su tutti i mercati, con allargamento dei differenziali tra periferia e Germania. Prevale l’appiattimento delle curve sul tratto 5-30 anni. Chiusura in rialzo per gli indici azionari europei ed americani.
Area euro. La dinamica di M3 è rallentata più del previsto a dicembre a 4,6% a/a da un precedente 4,9% a/a. Rallenta la crescita del credito alle imprese.
Area euro. L’indagine BCE tra i previsori relativa al 1° trimestre 2018 evidenzia un aggiustamento verso l’alto di un decimo delle stime di inflazione per il 2018 ed il 2019 rispettivamente all’1,5%e 1,7%.
Stati Uniti. La stima advance del PIL del 4° trimestre 2017 registra una variazione di 2,6% t/t ann., al di sotto delle aspettative. Nel 2017, il PIL è cresciuto di 2,3%. I dati di fine 2017, anche se apparentemente deludenti, rivelano una netta accelerazione di tutte le voci della domanda finale domestica.
Stati Uniti. La stima preliminare della bilancia commerciale dei beni di dicembre mostra un aumento del deficit, a -71,6 mld, da -70 mld di novembre. Nel 1° trimestre 2018 il freno dalle importazioni dovrebbe ridimensionarsi.
Stati Uniti. La stima advance degli ordini di beni durevoli di dicembre sorprende verso l’alto con una variazione di 2,9% m/m. Al netto dei trasporti, gli ordini sono in rialzo di 0,6% m/m.
Fonte: BondWorld.it
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